Frana, la Rocca doveva essere messa in sicurezza L'assessore Conta: «Accerteremo le responsabilità».
Il sindaco Bendinelli: «I vincoli sono di competenza della Regione E il masso è franato da un terreno privato»

Garda Il rischio sull’area era stato abbassato da «grande» a «medio»

12/02/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alessio Corazza

Nes­suno si è fat­to un graf­fio, ma il mas­so da tre­cen­to quin­tali che si è stac­ca­to dal­la som­mità del­la roc­ca del Gar­da lo scor­so 6 feb­braio, sfio­ran­do case e vil­lette, avrebbe potu­to aver con­seguen­ze ben peg­giori di qualche albero abbat­tuto. Tan­to che ora la «peri­colosità» del­l’area diven­ta pure mate­ria di dia­tri­ba polit­i­ca e di rim­pal­lo di responsabilità.La mic­cia la accende l’asses­sore regionale all’Am­bi­ente, il veronese Gian­car­lo Con­ta, di Forza Italia. L’ex stra­da provin­ciale garde­sana, chiusa in prossim­ità del­la frana per il com­ple­ta­men­to dei sopral­lu­oghi, è ora di com­pe­ten­za regionale: così gli è sta­to chiesto di met­ter mano al portafogli per even­tu­ali inter­ven­ti di mes­sa in sicurez­za. «Pri­ma però ho volu­to ved­er­ci chiaro», affer­ma. E ricostru­isce così la sto­ria recente del­la Roc­ca: «In segui­to ad un parere dei tec­ni­ci e dei geolo­gi chiesto dal Comune nel 2002, il genio civile ha acconsen­ti­to a dequal­i­fi­care il ris­chio, da grande peri­colosità a media peri­colosità — rac­con­ta l’asses­sore ma ave­va pre­scrit­to che pri­ma di qual­si­asi tipo di inter­ven­to — via­bilis­ti­co, edilizio o quan­t’al­tro — tut­ta la som­mità del­la roc­ca dovesse essere mes­sa in sicurez­za, pro­prio per­ché si teme­va il dis­tac­co di grossi mas­si, che poi è quel­lo che è suc­ces­so adesso». Ma la Regione ha ele­men­ti per affer­mare che qual­cuno non ha fat­to il suo dovere? «Fare­mo gli accer­ta­men­ti, e se qual­cuno, Comune o pro­pri­etari, non ha rispet­ta­to quel­la pre­scrizione del genio civile del 2005 se ne assumerà la respon­s­abil­ità», dice Con­ta, che si dice comunque pron­to a val­utare la pos­si­bil­ità di «ripristinare il vin­co­lo orig­i­nario». Ovvero la grande peri­colosità, abbas­sa­ta dopo una per­izia del Comune. Chiari­men­ti sul declas­sa­men­to del ris­chio (per accertare even­tu­ali respon­s­abil­ità) li ha chi­esti pure la mino­ran­za in con­siglio comunale.Chiamato, sep­pur indi­ret­ta­mente, in causa il sin­da­co garde­sano Davide Bendinel­li (pure lui forzista) tiene a met­tere i pun­ti­ni sulle «i». «Tutte le per­izie geo­logiche indi­cano quel­l’area come a ris­chio medio — spie­ga — Met­tere il vin­co­lo spet­ta alla Regione, che ha fat­to il bel­lo e il cat­ti­vo tem­po. Noi ci limi­ti­amo a pren­dere atto di quan­to deciso da loro. Gius­to che pagh­i­no i respon­s­abili, se ci sono irre­go­lar­ità. Ma abbi­amo fat­to una pre­cisa ver­i­fi­ca cat­a­stale con frazion­a­men­to: il ter­reno da cui si è stac­ca­to il mas­so non è del Comune di Gar­da ». Si atten­dono ora gli esi­ti di una nuo­va per­izia geo­log­i­ca.