La Provincia sollecita l’Anas e il ministro Nesi per risolvere l’emergenza-strada. Sette miliardi e un nuovo tunnel? Troppo poco

«Gardesana, subito i fatti»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Botta

La Provin­cia rompe gli indu­gi e mette il dito nel­la pia­ga del­la statale «Garde­sana», una stra­da fon­da­men­tale per la quale si è prog­et­ta­to molto ma, in con­cre­to, si è fat­to pochissi­mo. La Giun­ta Cav­al­li non ha dub­bi: la cir­co­lazione lun­go la stra­da litoranea deve avvenire nel­la mas­si­ma sicurez­za. Questo impeg­no è sta­to sot­to­lin­eato dal pres­i­dente Alber­to Cav­al­li e dal­l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci , che han­no incon­tra­to gli ammin­is­tra­tori del com­pren­so­rio alla pre­sen­za del­l’on. Adri­ano Paroli, del pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Alto Gar­da, Bruno Faus­ti­ni e dei rap­p­re­sen­tan­ti del­l’Anas, i tec­ni­ci Cesca e De Cesara del Com­par­ti­men­to di . Le frane si stan­no ripen­ten­do con sem­pre mag­giore fre­quen­za met­ten­do a ris­chio non solo la sta­gione tur­is­ti­ca ma, più in gen­erale, l’im­mag­ine del lago, oltre a creare enor­mi dis­a­gi alle popo­lazioni riv­ierasche nei loro quo­tid­i­ani sposta­men­ti. Da parte del­la Provin­cia e dei suoi mas­si­mi organi isti­tuzion­ali è arriva­to un appel­lo forte, un richi­amo all’assunzione delle respon­s­abil­ità in pri­ma per­sona. Un mes­sag­gio pres­sante riv­olto al min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci affinchè si pren­da a cuore la questione-«Gardesana», per la sua valen­za nel con­testo nazionale. Anche se la ges­tione del­la statale 45 bis non passerà in cari­co alla Provin­cia — e la stes­sa cosa accadrà per la ss 42 del Tonale -, c’è la con­sapev­olez­za di dover dare un seg­nale forte al Gov­er­no affinchè provve­da al più presto a stanziare adeguate risorse finanziarie per risol­vere l’an­noso prob­le­ma. Una vicen­da ver­gog­nosa di inter­ven­ti annun­ciati, di stanzi­a­men­ti mai arrivati, di promesse qua­si sem­pre man­cate, di ritar­di endemi­ci. E di frane, di inci­den­ti, di vite spez­zate. Una stra­da che non fa cer­to onore all’Italia. Sul tap­peto non c’è solo la mes­sa in sicurez­za del­la «Garde­sana», ovvero imbrigliare le pareti che incom­bono sul­la stra­da, ben­sì risol­vere anche la del­la zona con la real­iz­zazione di un’ar­te­ria alter­na­ti­va alla 45 bis. L’o­bi­et­ti­vo è lib­er­are i comu­ni dal traf­fi­co e dai rischi, cre­an­do con­dizioni migliori di vivi­bil­ità. «Questo incon­tro — ha spie­ga­to Paroli­ni — si è arti­co­la­to in più direzioni, pun­tan­do dap­pri­ma sul­l’e­mer­gen­za e sul­la frana che ha iso­la­to Limone. L’Anas ha comu­ni­ca­to che sono in cor­so inter­ven­ti urgen­ti per la mes­sa in sicurez­za delle pareti roc­ciose con tiran­ti, per un impor­to di 800 mil­ioni. Inoltre si vogliono demolire le par­ti peri­colan­ti. Poi si rimuoverà il mate­ri­ale frana­to, ver­i­f­i­can­do le mura­ture. «Per questo inter­ven­to, che s’in­tende ter­minare pri­ma di — ha sot­to­lin­eato Paroli­ni -, l’Anas ha stanzi­a­to 1 mil­iar­do. Sem­pre in tema di cifre, altri 6 sono sta­ti resi disponi­bili per sis­temare le pareti da Gargnano a Limone fino al con­fine provin­ciale. L’azione sul­la Garde­sana prevede un’al­tra opera sig­ni­fica­ti­va: la real­iz­zazione di una gal­le­ria arti­fi­ciale di 189 metri al chilometro 99 sul ter­ri­to­rio del Comune di Tremo­sine». Con questo inter­ven­to — sec­on­do Paroli­ni — si salder­an­no i due tun­nel esisten­ti, cre­an­do un per­cor­so sen­za soluzione di con­ti­nu­ità. L’asses­sore ha poi evi­den­zi­a­to che saran­no messe in sicurez­za le finestre delle pri­ma gal­le­ria dopo Gargnano. Pas­sate le feste natal­izie, sarà esple­ta­ta la gara d’ap­pal­to con una spe­sa di 3 mil­iar­di; l’inizio dei lavori è pre­vis­to a fine gen­naio. «Abbi­amo sta­bil­i­to con i Comu­ni — ha aggiun­to Cav­al­li — una lin­ea di con­dot­ta. Ma è nec­es­sario inter­venire per mod­ern­iz­zare la Garde­sana ed evitare pesan­ti con­seguen­ze sul­l’in­dus­tria tur­is­ti­ca. Lo Sta­to ha trova­to sol­di per la Pede­mon­tana vene­ta, non vedo per­chè non li pos­sa trovare per Bres­cia, costret­ta a real­iz­zare con diver­si Enti le gran­di infra­strut­ture viarie». Cav­al­li ha annun­ci­a­to che la Provin­cia e i Comu­ni del Gar­da, con i par­la­men­tari bres­ciani, chieder­an­no di incon­trare il min­istro Ner­io Nesi per chiedere adeguati finanzi­a­men­ti, vis­to che l’ac­cor­do di pro­gram­ma esistente des­ti­na alla stra­da solo 40 mil­iar­di. «Studier­e­mo — ha con­clu­so — come sten­dere insieme con l’Anas, la Comu­nità mon­tana e i Comu­ni un prog­et­to defin­i­ti­vo da sot­to­scri­vere in una Con­feren­za dei servizi». Ma ci vor­ran­no alcune centi­na­ia di mil­iar­di per risol­vere i mali di un’ar­te­ria ormai super­a­ta. Ser­gio Botta

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