Chi tuona contro il Via provinciale e la Giunta, che ha fatto propria la bocciatura del progetto per la realizzazione di nuove fonti energetiche con un investimento di oltre 170 miliardi, è l'ingegner Franco Garzon

Giudizio superficiale il no ai salti sull’Adige

10/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Se invece del­lo Stu­dio di Impat­to Ambi­en­tale fos­se sta­ta con­seg­na­ta (al Via ndr) una copia dei Promes­si Sposi, prob­a­bil­mente nes­suno se ne sarebbe accor­to: ques­ta è la triste con­statazione da fare alla luce dei giudizi espres­si in mer­i­to alla com­pat­i­bili­ta con l’am­bi­ente delle due tra­verse sul­l’Adi­ge pro­poste dalle Aziende Munic­i­pal­iz­zate di Rovere­to e Verona”. Chi tuona con­tro il Via provin­ciale e la Giun­ta, che ha fat­to pro­pria la boc­ciatu­ra del prog­et­to per la real­iz­zazione di nuove fonti ener­getiche con un inves­ti­men­to di oltre 170 mil­iar­di, è l’ingeg­n­er Fran­co Gar­zon del­lo stu­dio SWG che ha pre­dis­pos­to per Asm e Agsm la relazione da sot­to­porre alla va-lutazione di impat­to ambi­en­tale. A nul­la è servi­to real­iz­zare com­p­lessi mod­el­li matem­ati­ci delle falde acquifere del fon­dovalle, basato su centi­na­ia di mil­ioni spe­si in sondag­gi e prove piezo­met­riche, o quel­lo per le pre­vi­sioni sul­la qual­ità delle acque, tan­t’è che nei giudizi espres­si dai Servizi Provin­ciali, dalle Asso­ci­azioni ambi­en­tal­is­tiche, dal­l’Au­torità di Baci­no e dal­lo stes­so Comi­ta­to di esper­ti per l’Am­bi­ente, sot­to­lin­ea il tec­ni­co, nes­suno ne ha mai fat­to cen­no; nes­suno si è docu men­ta­to a fon­do su real­iz­zazioni analoghe già real­iz­zate in Italia e all’es­tero, oppure ha let­to le pub­bli­cazioni in mer­i­to for­nite in appen­dice allo Stu­dio, che dimostra­vano dati alla mano che, con deter­mi­nate pre­cauzioni, le due tra­verse pote­vano essere real­iz­zate cre­an­do un dis­tur­bo min­i­mo per l’am­bi­ente, anzi per altri ver­si miglio­ran­do­lo. “Pazien­za per i giudizi degli ambi­en­tal­isti ‑con­tin­ua Fran­co Gar­zon — le cui prese di posizione fan­no spes­so noto­ri­a­mente a pug­ni con le ver­ità sci­en­ti­fiche e la tec­nolo­gia; ne è l’em­ble­ma il Min­istro verde Ronchi che ha fat­to boc­cia­re il prog­et­to Mose per sal­vare Venezia, solo per­ché non ha ben capi­to come fun­zion­a­va, con grande scan­da­lo del­l’opin­ione pub­bli­ca inter­nazionale. Ma dai Servizi Provin­ciali e soprat­tut­to dal Comi­ta­to per l’Am­bi­ente ci si aspet­ta­va un po’ di più di anal­isi sci­en­tifi­ca, vista l’im­por­tan­za delle opere in esame; invece solo il Servizio Acque Pub­bliche ha chiesto un appro­fondi­men­to sul­lo stu­dio, men­tre tut­ti gli altri si sono lim­i­tati, appun­to, ad una let­tura min­i­male del­la Sin­te­si non tec­ni­ca alle­ga­ta allo Stu­dio”. Prob­a­bil­mente il vero moti­vo, sec­on­do l’ingeg­n­er Gar­zon, è che dal­la Giun­ta Pro vin­ciale e dal­l’opin­ione pub­bli­ca “è giun­to il con­siglio di bloc­care il prog­et­to vis­to che il Trenti­no ha effet­ti­va­mente già dato moltissi­mo alla pro duzione idroelet­tri­ca del­l’I­talia; questo dove­va essere det­to e scrit­to, sen­za tirare in bal­lo la neces­sità di stu­di più appro­fon­di­ti o, peg­gio anco­ra, ipo­tiz­zare pos­si­bili scon­vol­gi­men­ti nel­l’as­set­to del fiume e del fon­dovalle, citati quale moti­vazione del­l’asses­sore Pin­ter sen­za alcu­na base sci­en­tifi­ca seria di sup­por­to”. Per il tec­ni­co il fat­to è che, sen­za le due cen­trali sul­l’Adi­ge, nel­l’impianto di cogen­er­azione di Rovere­to nei prossi­mi decen­ni si brucer­an­no mil­ioni di metri cubi di gas metano in più per pro­durre ener­gia elet­tri­ca, con buona pace degli ambi­en­tal­isti, asses­sori e non, e con l’in­cre­men­to del­l’­ef­fet­to ser­ra e delle dimis­sioni tossiche e quan­t’al­tro in Val­la­ga­ri­na. Per questo i dirit­ti inter­es­sati alla real­iz­zazione sper­a­no che al Min­is­tero del­l’Am­bi­ente a Roma, che ha l’ul­ti­ma paro­la sul­la Val­u­ta-zione di Impat­to Ambi­en­tale delle due tra­verse sul­l’Adi­ge, tengano mag­gior­mente con­to di questo fat­to e, mag­a­ri, fac­ciano anche un serio appro­fondi­men­to sui pos­si­bili reali impat­ti per l’am­bi­ente anal­iz­za­ti dal­lo Stu­dio ese­gui­to, accor­gen­dosi che esse pos­sono essere real­iz­zate con impat­to nel com­p­lesso pos­i­ti­vo per la Val­la­ga­ri­na. Sper­an­za che è dura a morire, con­clude l’ing. Gar­zon, anche se oggi purtrop­po è più di moda demolire i prog­et­ti anziché far­li real­iz­zare bene”.