Nuovo gruppo di studio. «La vocazione turistica non deve soffocarci»

Gli obiettivi degli Amici dell’eremo di San Giorgio

02/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bardolino

Si è cos­ti­tu­ito da qualche tem­po, all’eremo dei frati camal­done­si, det­to di San Gior­gio, a , un pic­co­lo grup­po infor­male di lavoro, il quale si ritro­va con alcu­ni monaci e aman­ti del­la cul­tura locale per con­frontar­si sulle prospet­tive di un lavoro di ani­mazione cul­tur­ale sul ter­ri­to­rio garde­sano. Alla inizia­ti­va han­no dato il loro assen­so e appog­gio alcune delle asso­ci­azioni cul­tur­ali oper­an­ti sul ter­ri­to­rio bena­cense. Fra queste la Francesco Fontana di Lazise, Pal del Vò di Gar­da, ed altre. Il grup­po ha mes­so in evi­den­za alcune situ­azioni ed ha sot­to­lin­eato anche alcune osser­vazioni per una let­tura del vis­su­to nel­la zona. Se da una parte è sot­to gli occhi di tut­ti- spie­gano gli ani­ma­tori cul­tur­ali- il dis­pendio di ener­gia e di mezzi in fun­zione dell’utilizzo tur­is­ti­co dei beni cul­tur­ali e ambi­en­tali di cui siamo cir­con­dati, dall’altra si ril­e­va una ben scarsa atten­zione alla sal­va­guardia di questi stes­si beni all’interno di un’armonia tra inse­di­a­men­ti umani o pat­ri­mo­nio artis­ti­co e nat­u­rale. Non si intende comunque demo­niz­zare la vocazione tur­is­ti­ca del ter­ri­to­rio- con­tin­u­ano gli ami­ci dell’Eremo di San Gior­gio- ma pare di impor­tan­za vitale che ques­ta non sof­fochi la coscien­za civi­ca e cul­tur­ale, che si vor­rebbe vol­ta a con­seg­nare alle gen­er­azioni a venire non un pat­ri­mo­nio con­suma­to o estin­to, ma nei lim­i­ti del pos­si­bile, inte­gro e vitale. Sec­on­do i com­po­nen­ti del grup­po di lavoro sono scar­si e lim­i­tati gli inter­ven­ti cul­tur­ali di un cer­to respiro degli enti pub­bli­ci, riv­olti ai res­i­den­ti: sono poche e povere le bib­lioteche, le inizia­tive aggre­gan­ti nel nome di un arric­chi­men­to e di un appro­fondi­men­to artis­ti­co e cul­tur­ale. Ecco quin­di l’impegno e la prospet­ti­va che il grup­po vuole intrapren­dere in un lavoro comune per un inter­esse armon­i­co e gen­erale. «Intorno all’eremo, nel­la sua realtà di luo­go caro alla memo­ria stor­i­ca e spir­i­tuale del ter­ri­to­rio cir­costante- scrivono i rap­p­re­sen­tan­ti del grup­po in un volan­ti­no appar­so in pubblico‑, di luo­go che si carat­ter­iz­za per l’armonia che ci è sta­ta con­ser­va­ta dai nos­tri pre­de­ces­sori e di luo­go in cui conc­re­ta­mente vive una comu­nità che pre­ga e lavo­ra, stu­dia, e colti­va inter­es­si speci­fi­ci, si è indi­vid­u­a­to un ruo­lo di aggregazione, uno spazio di ascolto, di dial­o­go e di pro­pos­ta, ovvero un cli­ma per riflet­tere e inte­ri­or­iz­zare con rispet­to delle diver­sità». Il grup­po ha quin­di indi­vid­u­a­to un pri­mo per­cor­so con un tito­lo ori­en­ta­ti­vo: «Per una spir­i­tu­al­ità del­la bellez­za». Ruo­lo quin­di del pae­sag­gio come spec­chio dell’interiorità o come fonte di con­tem­plazione nell’arte, nel­la let­tura e nei lin­guag­gi reli­giosi. Un pri­mo incon­tro avrà luo­go a fine pri­mav­era con un carat­tere intro­dut­ti­vo nel­la for­ma di per­for­mance di musi­ca e negli spazi anti­s­tan­ti alla chiesa dell’eremo. Un sec­on­do incon­tro è pre­vis­to per il 12 otto­bre: pae­sag­gio e con­tem­plazione, per una spir­i­tu­al­ità nel pae­sag­gio (ha già dato il suo assen­so alla parte­ci­pazione un ami­co dei monaci camal­done­si, un grande stu­dioso francese: Dominique Pon­nau, attuale diret­tore dell’Ecole du Lou­vre di Pari­gi). Molte altre sono le inizia­tive allo stu­dio, fra cui Prog­et­to Ade­laide, Fiera del libro di Lazise, Fes­ta di San Vito. Gli ami­ci dell’Eremo di San Gior­gio, alla Roc­ca del Gar­da, sono pre­sen­ti anche su un sito Inter­net, dove è pos­si­bile clic­care ed ottenere un aggior­na­men­to sui pro­gram­mi cul­tur­ali in cor­so: www.eremosangiorgio.it.

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