Green Line per la Valle Sabbia e l’Alto Garda

13/06/2013 in Attualità, Manifestazioni
Di Redazione

Dig­nità, sosteni­bil­ità e gius­to prez­zo sono le parole chi­ave su cui si muoverà il prog­et­to pro­mosso dal . L’obiettivo è gener­are occu­pazione nelle aree rurali.

La Valle Sab­bia e l’Alto Gar­da devono puntare sulle eccel­len­ze per garan­tire occu­pazione. Il prog­et­to Green Line si pro­pone di costru­ire un’offerta coor­di­na­ta “green” di prodot­ti e servizi del ter­ri­to­rio capace di inte­grare le pro­poste tur­is­tiche tradizion­ali del­la cos­ta garde­sana con quelle dei ter­ri­tori rurali. In par­ti­co­lare, saran­no avvi­ate e coor­di­nate inizia­tive iner­en­ti marchi di qual­ità, attiv­ità di ani­mazione e for­mazione degli oper­a­tori, revi­sione delle car­tografie tem­atiche, even­ti nei ter­ri­tori e pro­mozione. Lo svilup­po eco­nom­i­co di queste aree rurali pas­sa per la val­oriz­zazione del­la qual­ità, dei prodot­ti, dei ter­ri­tori ma soprat­tut­to del lavoro. L’obiettivo dei decisori nell’immediato futuro deve quin­di essere creare nuove oppor­tu­nità di “green jobs” , che met­tano al cen­tro la pre­ven­zione o mit­igazione dei dan­ni ambi­en­tali e la dig­nità, la sicurez­za, la salute, le con­dizioni umane, i dirit­ti delle per­sone. 

Questo in sin­te­si il mes­sag­gio che l’agenzia delle Nazioni Unite ha affida­to ieri alla del­egazione

Alto Garda Foto Veronesi

Foto Verone­si

dei GAL parte­ci­pan­ti al prog­et­to di coop­er­azione transnazionale “Green Line”, coor­di­na­to dal GAL Gar­daValsab­bia.  La del­egazione garde­sana è sta­ta accol­ta da Jeanette Sha­l­abi, capo del Pro­gram­ma di Svilup­po e del Servizio Coop­er­a­ti­vo di area, Val­ter Neb­u­loni, respon­s­abile del pro­gram­ma Politiche per l’impiego e Svilup­po delle com­pe­ten­ze e da Enri­co Tez­za, fun­zionario senior.  All’incontro, oltre ai rap­p­re­sen­tan­ti del GAL Gar­daValsab­bia, han­no pre­so parte anche il Pres­i­dente e il Diret­tore del­la Comu­nità Mon­tana Par­co Alto Gar­da Bres­ciano – Davide Pace e Beat­rice Zam­bi­asi. Durante la gior­na­ta si è insis­ti­to a lun­go sul con­cet­to di gius­to prez­zo: se la com­pet­i­tiv­ità si basa solo sui “numeri”, i ter­ri­tori rurali ed i loro prodot­ti sono des­ti­nati a soc­combere alle logiche del mer­ca­to glob­ale. Ma se ques­ta cifra è in gra­do di trasmet­tere e riflet­tere la qual­ità che il ter­ri­to­rio esprime, le sue tradizioni, la sua ani­ma, il lavoro delle sue gen­ti, allo­ra il prez­zo rap­p­re­sen­ta un’equa com­pen­sazione e si rius­cirà a gener­are nuo­vo impiego.