Regata pazza

I vampiri vanno più veloci anche del treno

17/08/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.j.

Treni, trat­tori e casse fune­bri. L’ottava edi­zione del­la «Rega­ta paz­za», orga­niz­za­ta con la con­sue­ta sim­pa­tia e car­i­ca di vital­ità dal­lo Yacht club Acquafres­ca e dall’inesauribile Giu­lia, si è cor­sa rego­lar­mente come da tradizione a Fer­ragos­to nel­lo spec­chio d’acqua anti­s­tante lo stes­so cir­co­lo e l’isola Trimel­one. Sul cam­po di rega­ta nove imbar­cazioni, rig­orosa­mente costru­ite con mate­ri­ali di recu­pero non nau­ti­co, si sono con­frontate per la con­quista dell’ambito tro­feo paz­zo. Sig­illo vin­cente impres­so dal car­ro fune­bre, par­don bar­ca, Draku­la Mar­ra­no. In prat­i­ca un cata­ma­ra­no a vela con due bare al pos­to degli scafi e dei «vam­piri» come equipag­gio. Nelle vesti di spet­tri Gabriele Mag­a­g­not­ti, Ernesto Adamoli, Pao­lo Fioret­ta e Pao­lo Vas­sanel­li, tut­ti di Capri­no. A dif­feren­za del­la tradizione i vam­piri non han­no abban­do­na­to la tom­ba per cer­care delle prede ma sono rimasti dili­gen­te­mente al loro pos­to a dif­feren­za dell’equipaggio del­lo scafo «Margheri­ta» dell’armatore Alber­to Pasqualin, colpevol­mente sce­si in acqua a spin­gere la grossa corol­la costru­i­ta con una cam­era d’aria ricop­er­ta di petali e foglie di gommapi­u­ma. Sep­pur pri­ma al tra­guar­do la «Margheri­ta» è sta­ta squal­i­fi­ca­ta dall’inflessibile giuria anche per­ché sec­on­do log­i­ca… pri­ma arri­va la bara e poi i fiori. Il pre­mio Leonar­do da Vin­ci per l’imbarcazione più tec­no­log­i­ca è sta­to asseg­na­to al Tur­boro­to­mo­tor di Leonar­do e Ric­car­do Vin­cen­zi, due gio­vanis­si­mi arma­tori di 8 e 9 anni che han­no trasfor­ma­to un trat­tori­no di plas­ti­ca in un mez­zo anfibio mon­tan­do delle pale al pos­to delle ruote. L’equipaggio più numeroso, sei per­sone, si è aggiu­di­ca­to invece il Tro­feo Fer­ragos­to con il «Bidon Proa», un mul­ti­scafo costru­ito con grossi bidoni col­orati e una vela real­iz­za­ta uti­liz­zan­do tende di casa degli arma­tori Tug­no­li. Ter­zo pos­to asso­lu­to invece per i vinci­tori del­la scor­sa edi­zione, Arno e Nina Pern­thaler, a bor­do di «Plas­ti­cona» un sil­uro assem­bla­to da bot­tiglie di plas­ti­ca vuote. I ragazzi del camp­ing Monia han­no mes­so in cam­po il «Monia­phone» uti­liz­zan­do il gus­cio di una cab­i­na tele­fon­i­ca. A bor­do una gio­vane sosia di Megan Gale, impeg­natis­si­ma nell’impartire via tele­foni­no le diret­tive ai cinque aitan­ti nuo­ta­tori incar­i­cati di spin­gere la cab­i­na fino al tra­guar­do. Monia­phone è sta­ta vota­ta dal pub­bli­co come l’imbarcazione più bel­la aggiu­di­can­dosi il Tro­feo Nar­ciso. All’ultimo pos­to il «Treni­no» com­pos­to da grossi bloc­chi di poli­s­tiro­lo e cre­ato dai bam­bi­ni del­la Scuo­la vela del­lo Yacht club Acquafres­ca. Non ha pre­so il via invece lo sdraio gal­leg­giante allesti­to da Davide Bom­mar­ti­ni di Mal­ce­sine. Da un con­trol­lo all’imbarcazione è risul­ta­to l’utilizzo di un mat­erassi­no gon­fi­a­bile come ris­er­va di gal­leg­gia­men­to. Trop­po sicuro lo scafo: inevitabile la squalifica.