Scarso controllo sul percorso della gara ma la manifestazione è da tenere stretta

Il diluvio di bikers: una ricchezza da arginare

03/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Non è piacev­ole, men­tre uno passeg­gia sereno al pri­mo tiepi­do sole del mat­ti­no, col bam­bi­no la fidan­za­ta o il cane, ved­er­si piom­bare addos­so un assa­tana­to, sin­go­lo o clona­to per dieci o trenta, che pigia come un dan­na­to sui ped­ali per strap­pare mez­zo sec­on­do alla clas­si­fi­ca. Il per­me­s­so per dis­putare la gara dei bik­er è sta­to rilas­ci­a­to dal sin­da­co Mal­ossi­ni che rischia così di scivolare sul­lo sco­mo­do ban­co dei coim­pu­tati respon­s­abili del­la filza di maledi­zioni, davvero lun­ga, quan­to la teo­ria dei bikers.«Abbiamo fat­to quest’an­no esat­ta­mente quel­lo che ave­va­mo fat­to l’an­no scor­so quan­do non era suc­ces­so pro­prio nul­la». Impos­si­bile dunque, per il pri­mo cit­tadi­no, pre­ven­ti­vare il para­piglia. «Prob­a­bil­mente men­tre l’an­no prece­dente l’or­ga­niz­zazione ave­va mobil­i­ta­to qualche deci­na di per­sone, così da avvis­are i pedoni comu­ni del­la gara in cor­so, quest’an­no non ci sono rius­ci­ti, ed il risul­ta­to è quel­lo». Con­clu­sione: «L’an­no prossi­mo ci pre­oc­cu­per­e­mo di det­tagliare alcune con­dizioni, che per­al­tro ci pare­vano implicite, rel­a­tive alla garanzia per l’in­co­lu­mità dei pas­san­ti». Per­al­tro il sin­da­co rac­co­man­da di non but­tar via il bam­bi­no con l’ac­qua sporca: il Bike fes­ti­val è un’oc­ca­sione grandiosa per il tur­is­mo garde­sano, can­cel­lar­lo per­chè qualche det­taglio non fun­ziona per il ver­so gius­to, sarebbe una schioc­chez­za. «E’ impens­abile anche inter­venire a liv­el­lo di repres­sione, ci vor­rebbe un eserci­to per ottenere qualche risul­ta­to. Fra migli­a­ia di per­sone qualche fes­so ci sarà sem­pre, è inevitabile». La stra­da da bat­tere, per Mal­ossi­ni, res­ta quel­la del­la con­vinzione: «Non pos­sono pen­sare di scen­dere ad occu­pare come una colo­nia un intero ter­ri­to­rio. Un paio di anni fa abbi­amo prova­to a dis­tribuire a tut­ti un elen­co delle cose proib­ite, invi­tan­do tut­ti ad evi­tar­le: forse quel­la è la stra­da da perseguire».