«Una senso di disagio lo abbiamo avvertito, ma rimostranze ufficiali no».

Il disagio delle municipalità ormai è giunto fino al Consorzio

21/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.m.

«Una sen­so di dis­a­gio lo abbi­amo avver­ti­to, ma rimostranze uffi­ciali no». Il dot­tor Alessan­dro Ceschi, diret­tore del Con­sorzio dei Comu­ni tren­ti­ni, esclude che sul sis­tema degli appalti in vig­ore del Trenti­no vi sia una sor­ta di riv­ol­ta delle munic­i­pal­ità, ma allo stes­so tem­po si rende con­to che il dibat­ti­to è aper­to e che la prob­lem­at­i­ca soll­e­va­ta da talu­ni (quel­li del dis­a­gio, appun­to) è da tenere «calda».«Il sis­tema di esclu­sione delle offerte anomale — dice Ceschi — non è di facile val­u­tazione, per­chè le mod­i­fiche sono state appor­tate di recente e i risul­tati, invece, van­no val­u­tati sul lun­go peri­o­do. E’ vero che nel­l’im­me­di­a­to si è assis­ti­to a una lievi­tazione dei prezzi (con rib­assi d’as­ta infe­ri­ori), ma è anche altret­tan­to vero che con gran­di rib­assi, favoriti da «esclu­sioni anomale» ridotte, si corre il ris­chio di far vin­cere le gare anche a chi, col con­trat­to in tas­ca, finisce poi per risparmi­are sul­l’indis­pens­abile, chio­di compresi».C’è atten­zione, dunque, da parte del Con­sorzio, che sulle prob­lem­atiche iner­en­ti gli appalti si è recen­te­mente attrez­za­to con una con­sulen­za qual­i­fi­ca­ta. Atten­zione indis­pens­abile anche per­chè le regole sono cam­bi­ate pure sug­li «aven­ti dirit­to di parte­ci­pazione» alle aste. Dal­l’is­crizione all’Al­bo Costrut­tori, si è pas­sati alle Soci­età di cer­ti­fi­cazione, che però non sono anco­ra a regime.