Incontro sul marketing territoriale

Il futuro turisticopassa attraversonuove strategie

28/03/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

Nell’immaginario col­let­ti­vo la Provin­cia di Bres­cia è spes­so lega­ta alla pro­dut­tiv­ità indus­tri­ale ma non si può negare che sia aper­ta al tur­is­mo gra­zie alla sua geografia par­ti­co­lar­mente varia. È la Provin­cia dei , del­la ris­torazione di qual­ità, del­lo sport, degli even­ti spet­ta­co­lari, del­la nat­u­ral­ità: nel 2007 ha con­ta­to 8,7 mil­ioni di pre­sen­ze, i dati 2008 sono anco­ra in elaborazione.I pic­coli Comu­ni sono la ric­chez­za, sono le sin­gole per­le di una col­lana, però spes­so è dif­fi­cile comu­ni­care il pro­prio val­ore come come sot­to­lin­eato ieri al museo civi­co del­la al con­veg­no «La comu­ni­cazione e i pic­coli comu­ni all’interno delle aree tur­is­tiche». Per fare pub­blic­ità di un ter­ri­to­rio «bisogna scegliere la tipic­ità, dirla bene e con un mes­sag­gio breve», ha sot­to­lin­eato il diret­tore di Qui Tour­ing Mar­co Berchi.Parlando del­la crisi glob­ale, la sta­gione tur­is­ti­ca che sta per aprir­si sul Gar­da sarà il ter­mometro del­la situ­azione. Però gli effet­ti potreb­bero anche non essere tut­ti neg­a­tivi per­ché gli ital­iani potreb­bero sco­prire gli angoli bres­ciani. Con la comu­ni­cazione si vince il con­fron­to con­cor­ren­ziale, ma oltre alla pro­mozione non bisogna dimen­ti­care l’importanza dell’accoglienza, del­la ricettiv­ità e la capac­ità a saper cer­care nic­chie di mercato.CON UNA DICHIARATA provo­cazione Lui­gi Alber­ti, pres­i­dente con­sorzio Riv­iera dei Castel­li, ha det­to di pen­sare che «siano imp­ro­castin­abili i pas­si ver­so la creazione di un’agenzia uni­ca per la pro­mozione tur­is­ti­ca del lago». Questo però è un prob­le­ma che attanaglia il Gar­da divi­so anche in tre Regioni. Un altro recente prob­le­ma sono le sec­onde case nate come funghi e l’assessore provin­ciale al tur­is­mo Ric­car­do Mini­ni ha colto l’occasione per una crit­i­ca: «Bas­ta tur­is­mo fat­to di sec­onde case che tol­go­no servizi ai cit­ta­di­ni. Si con­tin­ua con ques­ta spec­u­lazione, ma la col­pa è degli ammin­is­tra­tori».