Premiati i commercianti per l’Estate Musicale Donato al Comune un prezioso contrabbasso del 1590

Il galà degli esercenti nel segno di Gasparo

04/10/2006 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Siamo rius­ci­ti ad avere il con­tra­b­bas­so fir­ma­to da Gas­paro, data­to 1590, mes­so in ven­di­ta dal mae­stro pia­centi­no Leonar­do Colon­na — annun­cia il sin­da­co di Salò, -. Lo ha acquis­ta­to pro­prio l’al­tro ieri un pri­va­to (dovrebbe trat­tar­si del­l’im­pren­di­tore edile Gian­car­lo Bion­do, ndr), per la cifra di 270 mila euro. Lo darà in comoda­to al munici­pio, per 20 anni. Noi siamo inten­zionati a col­lo­car­lo nel Palaz­zo del­la cul­tura, che fa parte del grande inter­ven­to di via Brunati, i cui lavori iniziano pro­prio in questi giorni, e dur­eran­no fino al 2009». È la notizia più ghiot­ta del­l’in­con­tro svoltosi alla Con­ca d’Oro, nel nome di Gas­paro Bertolot­ti, l’in­ven­tore del vio­li­no. Un’oc­ca­sione for­ni­ta dal­la Pro Loco, gui­da­ta da Pier Anto­nio Peliz­zari, che ogni anno orga­niz­za l’Es­tate Musi­cale, con l’ag­giun­ta, sta­vol­ta, di un con­cor­so par­ti­co­lare, ris­er­va­to a negozianti e pub­bli­ci eser­centi. Nel cor­so del­la ser­a­ta l’asses­sore al tur­is­mo e al com­mer­cio, Nir­vana Grisi, ha effet­tua­to le pre­mi­azioni. Lui­gi Zil­i­oli e Clau­dia Baro­nio del «Baret­to» sul lun­go­la­go han­no vin­to nel­la cat­e­go­ria dei cock­tail, pro­po­nen­do un «Gas­paret­to frozen» (3/10 spre­mu­ta di aran­cia, 3/10 vod­ka, 2/10 Mar­ti­ni rosso, 2/10 pros­ec­co), servi­to in una cop­pa margheri­ta con l’o­li­va. Al sec­on­do pos­to Orazio Vas­sal­li e Fabio Ran­done, con uno stra­or­di­nario «Cedri­no salo­di­ano». La ricetta non è sta­ta sve­la­ta com­ple­ta­mente, anche se la giuria è rius­ci­ta a vedere qualche ingre­di­ente, come il gin, il pros­ec­co e la cedra­ta del­la Tas­soni (impre­sa locale conosci­u­ta in tut­ta Italia). La guarnizione: di frago­la, limone e alloro. Terza Maria Cam­pa­nar­di del bar Lep­re, che ha stu­di­a­to un aper­i­ti­vo a base di pros­ec­co di Val­dob­bi­adene, bit­ter Cam­pari, ghi­ac­cio e buc­cia di limone: un dis­se­tante che rap­p­re­sen­ta una vari­azione del clas­si­co «pir­lo». Nel set­tore dei pri­mi piat­ti, Vaifro Fol­li del Tip Tap ha real­iz­za­to «Le corde del vio­li­no», otte­nen­do subito uno strepi­toso suc­ces­so (numerose le richi­este da parte dei tur­isti stranieri). Pren­den­do spun­to dagli spaghet­ti di Gabriele D’An­nun­zio, che ama­va i sapori inten­si, come le olive ascolane e le acci­ughe, lo chef ha pun­ta­to gusti mor­bi­di, vale a dire pas­ta con pomodor­i­ni fres­chi, basil­i­co, moz­zarel­la, olive nere, cap­peri e olio extravergine. Nel cam­po dei gelati han­no preval­so Rober­to Fenu e la moglie, del «Bar pizze­ria lun­go­la­go 64», pre­sen­tan­do un pan di Spagna ricop­er­to da cioc­co­la­to, sia fondente che mor­bido, più cre­ma e pan­na Chan­til­ly. Al sec­on­do pos­to «La Casa del dolce» di piaz­za Duo­mo, che ha mes­so in lista quat­tro spe­cial­ità: un gela­to al cedro can­di­to, mac­er­a­to in zuc­chero e limone; uno a base di frut­ta e lat­te, con salsi­na al cedro; un altro di cre­ma Chan­til­ly al limone, con frut­ta di bosco (mir­tilli, ribes); l’ul­ti­mo di cre­ma al limone, con babà fat­to in casa, inzup­pa­to nel cedro. Terza Anna Maria Ghi­dot­ti, del «Gol­fo», una cop­pa con palline di vaniglia, noc­ci­o­la, lat­te impe­ri­ale, mar­roni sbri­ci­o­lati, pan­na cot­ta (con un filo di caramel­lo) e mon­ta­ta. Per quan­to riguar­da le vetrine dei negozi, che dove­vano essere allestite richia­man­do l’Es­tate musi­cale, si è impos­ta Elvi­ra Vas­sal­li, del bar omon­i­mo, in via S. Car­lo, davan­ti a Emilio Mar­chiori, il pit­tore del­la Gal­le­ria, Alessan­dro Pazzi del «Pic­co­lo lord» e del «Col­ori­fi­cio» di via Fan­toni, clas­si­fi­cati alla pari. Numerosi i parte­ci­pan­ti al con­cor­so, lode­v­ole l’entusiasmo degli eser­centi, che ci han­no cre­du­to e meso tut­ta la loro cre­ativ­ità. E un riconosci­men­to spe­ciale è anda­to a Nico Savio, il finanzi­a­tore del bron­zo di Gas­paro, ese­gui­to dal­lo scul­tore salo­di­ano Angi­oli­no Aime, l’e­sat­ta repli­ca del bus­to in mar­mo di Car­rara di Ange­lo Zanel­li, che si tro­va nel salone con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale. L’8 set­tem­bre, il giorno del­l’in­au­gu­razione del restau­ra­to Palaz­zo comu­nale, la stat­ua (90 cen­timetri di altez­za, 80 di larghez­za, 40 di pro­fon­dità) è sta­ta col­lo­ca­ta in un’aiuo­la all’inizio del lun­go­la­go. Sul basa­men­to, alto un metro e 40, in mar­mo di Bot­ti­ci­no, c’è la scrit­ta di Gabriele D’An­nun­zio: «Non si sa se (Gas­paro) stia apren­do il pet­to per trarne il vio­li­no o se stia apren­do il vio­li­no per met­ter­vi il cuore».

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