La Tjaereborg dice addio al Garda: una perdita storica

Il lago «mollato» dagli scandinav

18/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Cor­dial­mente, ma sen­za pos­si­bil­ità di appel­lo, il diret­tore gen­erale del­la Tjaere­borg — giun­to apposi­ta­mente dal­la Dan­i­mar­ca — sta comu­ni­can­do in questi giorni a tut­ti gli alber­ga­tori bena­cen­si con i quali intrat­tiene rap­por­ti di lavoro, che nel 2001 la grande agen­zia tur­is­ti­ca scan­di­na­va can­cellerà il Gar­da dalle sue mete. Col­pa dei prezzi, ha det­to, che non sono più com­pet­i­tivi: soprat­tut­to rispet­to alla Turchia che sta offren­do pac­chet­ti-vacan­za a costi dimez­za­ti rispet­to a quel­li che il tour oper­a­tor riesce a spuntare in riva al Bena­co. Eco­nomi­ca­mente par­lan­do la riti­ra­ta del­la Tjaere­borg, che mette in viag­gio ogni anno centi­na­ia di migli­a­ia di scan­di­navi in tut­to il mon­do, sig­nifi­ca per il Gar­da la perdi­ta sec­ca di tre aerei alla set­ti­mana per cir­ca sei mesi. Tradot­to in pre­sen­ze alberghiere gior­naliere, siamo cir­ca a quo­ta cen­tomi­la: ripar­tite tra Riva, Limone, Mal­ce­sine e Gar­da. Una grossa perdi­ta eco­nom­i­ca, non c’è dub­bio: anche se è vero che la com­pag­nia danese ormai da anni era in rib­as­so sul lago, lon­tanis­si­ma da quei 30 aerei set­ti­manali che rius­ci­va a movi­menta­re nei pri­mi anni Ottanta.Ma la perdi­ta del­la Tjaere­borg non ha solo un sig­ni­fi­ca­to eco­nom­i­co. E’ una notizia «stor­i­ca» e un cam­pan­el­lo d’al­larme. Sono qua­si cinquan­t’an­ni che la soci­età opera sul lago e si deve ad essa l’avven­to del cosid­det­to «tur­is­mo di mas­sa», motore dei gran­di alberghi (soprat­tut­to del decol­lo eco­nom­i­co di Limone) e del­la cosid­det­ta «lun­ga sta­gione». E’ quin­di la fine di un’e­poca, che però non si sa come sarà sos­ti­tui­ta. Da qui, il cam­pan­el­lo d’al­larme: se soci­età come la Tjaere­borg bat­tono in riti­ra­ta, presto il loro esem­pio potrebbe essere imi­ta­to. Con la clien­tela tedesca sta­bile ma dif­fi­cil­mente incre­mentabile, la valvola forte appare quel­la «inglese». Ma dur­erà? E cosa bisogn­erà offrir­gli? Il mon­do tur­is­ti­co bema­cense è gius­ta­mente preoccupato.