Il ministero dei Lavori pubblici accoglie la richiesta dell’assessorato provinciale all’Ecologia: va ripristinato l’organismo per l’esercizio della regolazione delle acque che «aveva lavorato bene» e non si capisce perché sia stato eliminato

«Il livello del Garda va abbassato e la commissione deve controllare»

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Di Luca Delpozzo
Vittorio Zambaldo

Nel giug­no scor­so una riu­nione in Provin­cia, pre­sen­ti l’asses­sore Pilati, i sin­daci di Peschiera e Sirmione, rap­p­re­sen­tan­ti delle Province di Bres­cia, Man­to­va e Tren­to, delle Autorità di baci­no del Po, del Mag­is­tra­to per il Po e del Nucleo oper­a­ti­vo di Verona del Mag­is­tra­to alle Acque di Venezia, ave­va por­ta­to all’e­lab­o­razione di un testo comune final­iz­za­to a pro­porre un pri­mo pas­so per uscire dal caos isti­tuzionale in cui la mate­ria si tro­va. «Rispet­to al 1951, anno di costruzione del­lo sbar­ra­men­to di Salionze, le con­dizioni socio eco­nomiche, idrauliche ed ambi­en­tali sono cam­bi­ate tan­to da richiedere oggi pro­fon­di muta­men­ti nei cri­teri di rego­la­men­tazione delle acque del lago, sal­va­guardan­do mag­gior­mente le aspet­ta­tive dei Comu­ni riv­ieraschi», pre­cisa Pilati. «Nel­la nos­tra let­tera al min­is­tero chiede­va­mo di trasfor­mare in rego­la oper­a­ti­va sanci­ta da decre­to e obbli­go di osser­van­za da parte del gestore, il voto nr. 55 del 1965, del­la IV sezione del min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci che indi­vid­ua come lim­ite mas­si­mo supe­ri­ore delle acque lacus­tri »0,70 metri all’idrometro di Peschiera per il peri­o­do autun­nale. Chiede­va­mo anche un nuo­vo sis­tema ges­tionale dei liv­el­li delle acque del Gar­da e la riat­ti­vazione, con obbli­go di con­sul­tazione, del­la Com­mis­sione per l’e­ser­cizio del­la rego­lazione dei liv­el­li delle acque, insp­ie­ga­bil­mente scom­parsa e non più con­vo­ca­ta», aggiunge l’asses­sore. Nel­la sua rispos­ta il min­is­tero riconosce che «la Com­mis­sione ave­va profi­cua­mente lavo­ra­to, inter­ve­nen­do anche in peri­o­di di crit­ic­ità con pro­prie delib­er­azioni e in quest’ot­ti­ca potrebbe essere atti­va­ta una com­mis­sione tec­ni­ca com­pren­dente oltre ai rap­p­re­sen­tan­ti delle Province inter­es­sate, quel­li dei Mag­is­trati alle Acque e del Po, del­l’Au­torità di Baci­no del Po, del­l’Uf­fi­cio di e dei Con­sorzi uti­liz­za­tori delle acque derivate dal man­u­fat­to di Salionze, nonché un esper­to per le macrof­ite». «Anz­i­tut­to devo sot­to­lin­eare che mai enti stori­ca­mente in con­flit­to fra di loro si era­no sedu­ti attorno a un tavo­lo trovan­do un accor­do attorno alla pro­pos­ta di riat­ti­vare la Com­mis­sione per il rispet­to dei lim­i­ti di quo­ta delle acque garde­sane. E aggiun­go che final­mente è arriva­ta una rispos­ta min­is­te­ri­ale su una ques­tione che riguar­di il nos­tro ter­ri­to­rio», pre­cisa Pilati. «L’in­ter­ven­to min­is­te­ri­ale è impor­tante», sot­to­lin­ea l’asses­sore, «per­ché resti­tu­isce al ter­ri­to­rio locale ogni deci­sione in mer­i­to ai liv­el­li delle acque e chiede che si ten­ga con­to non solo delle ques­tioni idrauliche legate ai baci­ni di irrigazione, ma anche di quelle eco­logiche che riguardano in par­ti­co­lar modo il del­i­ca­to eco­sis­tema lacus­tre e i pae­si riv­ieraschi». «In par­ti­co­lare è impor­tante la sot­to­lin­ea­tu­ra eco­log­i­ca», pre­cisa Lui­gi San­soni, lau­re­ato in biolo­gia e fun­zionario del set­tore Acque del­l’asses­so­ra­to all’E­colo­gia, «per­ché la pro­lif­er­azione di macrof­ite è lega­ta al man­ten­i­men­to costante del liv­el­lo del lago attra­ver­so la diga di Salionze, che causa un accu­mu­lo di sostanze nutri­en­ti tali da per­me­t­tere l’ab­norme incre­men­to di ques­ta flo­ra lacus­tre». «È un risul­ta­to di grande respiro che ho perse­gui­to dal­l’inizio del mio manda­to con la col­lab­o­razione del dot­tor San­soni», aggiunge Pilati, «e il prossi­mo pas­so sarà una richi­es­ta for­male al Mag­is­tra­to alle Acque di Venezia per­ché, aggior­na­to l’e­len­co degli enti che pos­sono farne parte, sec­on­do le indi­cazioni del Min­is­tero, sia con­vo­ca­ta la Com­mis­sione tec­ni­ca per l’e­ser­cizio del­la rego­lazione dei liv­el­li delle acque. I prob­le­mi han­no com­in­ci­a­to ad emerg­ere da quan­do ques­ta Com­mis­sione non è più sta­ta con­vo­ca­ta né con­sul­ta­ta, men­tre adesso vogliamo che diven­ti un tavo­lo oper­a­ti­vo su cui lavo­rare per evitare i dan­ni del pas­sato e ulte­ri­ori dis­as­tri». Vit­to­rio Zambaldo

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