Respinti i ricorsi di Legambiente e di un privato contro il progetto urbanistico. Peretti: «Finalmente il nostro paese potrà avere la sua piazza»

Il Tar approva Valmasson

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il Tar dà il via lib­era al piano par­ti­co­lareg­gia­to di Val­mas­son. Il tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale ha boc­cia­to i due ricor­si pre­sen­tati da Legam­bi­ente e da Domeni­co Bonet­ti, con­tro il Comune di San Zeno di Mon­tagna e la soci­età immo­bil­iare Esseti srl. Il tri­bunale ha respin­to i due ricor­si, pre­sen­tati par­al­le­la­mente dagli avvo­cati Faus­to Scap­pi­ni e Anto­nio Sar­tori, ed oltre ad aver riget­ta­to tutte le istanze, ha con­dan­na­to Legam­bi­ente e il pri­va­to al paga­men­to delle spese giudiziarie, quan­tifi­cate in ottomi­la euro. Per il ricor­so di Legam­bi­ente, la sen­ten­za del Tar però non è entra­ta nel mer­i­to, per­ché si è fer­ma­ta ad una fase prece­dente: ha ritenu­to inam­mis­si­bile il ricor­so di Legam­bi­ente Vene­to, «in quan­to sogget­to pri­vo di legit­ti­mazione ad agire in giudizio». Tradot­to, non ha riconosci­u­to la legit­tim­ità a pre­sentare ricor­so a Legam­bi­ente Vene­to per­ché dira­mazione dell’associazione nazionale, uni­ca tito­la­ta ad agire in giudizio.Per quqn­to riguar­da invece il ricor­so di Bonet­ti, il Tar ha respin­to tutte le istanze pre­sen­tate, con­clu­den­do: «Sono sta­ti ritenu­ti privi di fon­da­men­to tut­ti i motivi svolti da parte istante. Il ricor­so quin­di non può che essere respin­to». Un brut­to colpo per gli ambi­en­tal­isti, gius­to ad un anno di dis­tan­za dal­la delib­er­azione del 14 mar­zo 2006 del con­siglio comu­nale, che approva­va defin­i­ti­va­mente il piano par­ti­co­lareg­gia­to (pp2) di Val­mas­son. «Nes­sun tri­on­fal­is­mo per la vit­to­ria», spie­ga il sin­da­co Adri­ano Peretti, «poiché siamo sem­pre sta­ti con­vin­ti di aver agi­to nel rispet­to delle leg­gi e nell’interesse del­lo svilup­po del paese. Essendo il nos­tro un paese sen­za piaz­za, abbi­amo volu­to prog­ettare un cen­tro che per essere tale deve avere attorno negozi, uffi­ci e abitazioni». Poi si toglie un sas­soli­no dal­la scarpa e aggiunge: «Altro che leggende met­ro­pol­i­tane, come ha det­to Bertuc­co quan­do abbi­amo pre­an­nun­ci­a­to la vit­to­ria con la sospen­si­va nega­ta nel­la pri­ma pro­nun­cia del Tar. La leggen­da si è trasfor­ma­ta in realtà, tan­to che Legam­bi­ente è sta­ta con­dan­na­ta a pagare le spese proces­su­ali di ambedue le par­ti, quin­di duemi­la euro al Comune». «E poiché le moti­vazioni pre­sen­tate nei due ricor­si sono sostanzial­mente uguali», con­tin­ua Peretti, «anche se il ricor­so di Legam­bi­ente fos­se anda­to avan­ti, avrebbe avu­to esi­to uguale a quel­lo del pri­va­to, che è sta­to respin­to nel mer­i­to su tut­ti i fronti».L’avvocato che ha rap­p­re­sen­ta­to il Comune di San Zeno, Gia­co­mo San­dri, insieme agli avvo­cati Gio­van­ni Sala e Fran­co Zam­bel­li, sot­to­lin­ea: «È sin­go­lare una sen­ten­za così det­tagli­a­ta su tut­ti i pun­ti, su cui il con­siglio giu­di­cante è entra­to nel mer­i­to resp­in­gen­doli tut­ti con moti­vazione. Questo vuol dire che il tri­bunale ha volu­to dare una rispos­ta chiara ed appro­fon­di­ta dei con­tenu­ti esam­i­nati». Il sin­da­co non nasconde la sod­dis­fazione per una vit­to­ria che in fon­do con­fer­ma il suo oper­a­to: «Siamo nat­u­ral­mente con­tenti per l’esito dei due ricor­si, riten­go che il tri­bunale abbia volu­to dare un seg­nale di scarsa fon­datez­za delle tesi avverse, che han­no avu­to solo lo scopo di ritar­dare l’attuazione del piano. Quin­di», pros­egue Adri­ano Peretti, «aus­pi­co che l’iniziativa dei ricor­ren­ti si fer­mi a questo liv­el­lo, risul­tan­do evi­dente la stru­men­tal­iz­zazione dei ricor­si a fini politi­ci locali, a cui Legam­bi­ente non dovrebbe prestarsi».Sul fronte oppos­to, Legam­bi­ente deve man­dare giù la sen­ten­za che l’ha mes­sa ko. Michele Bertuc­co, pres­i­dente provin­ciale dell’associazione, spie­ga: «Rite­ni­amo pro­fon­da­mente sbagli­a­ta la deci­sione del Tar di non con­sen­tire la cos­ti­tuzione di Legam­bi­ente Vene­to nel giudizio di mer­i­to rel­a­ti­vo al pp2 di San Zeno. Ques­ta deci­sione impedisce alle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste di parte­ci­pare legit­ti­ma­mente a ricor­rere su provved­i­men­ti alta­mente lesivi per il ter­ri­to­rio: Legam­bi­ente non difende inter­es­si pri­vati, ma si è con­trap­pos­ta all’amministrazione comu­nale di San Zeno per tute­lare inter­es­si pub­bli­ci quali il pae­sag­gio, l’ambiente ed il ter­ri­to­rio». «Abbi­amo inten­zione», con­tin­ua Bertuc­co, «di inter­venire sia al min­is­tero dell’Ambiente, per­ché vengano final­mente chiarite le pre­vi­sioni del­la legge in mer­i­to alla pos­si­bil­ità di cos­ti­tuzione in giudizio delle arti­co­lazioni locali delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste, sia in Soprint­en­den­za, per portare le ragioni di Legam­bi­ente e dei cit­ta­di­ni su questo dev­as­tante prog­et­to». «Fino a poco tem­po fa», spie­ga Bertuc­co, «il Tar ave­va sem­pre accetta­to la cos­ti­tuzione dell’associazione e ave­va con­sen­ti­to così di inter­venire in maniera deci­si­va in molti ricor­si. Ma l’aspetto più grave del­la sen­ten­za», com­men­ta amareg­gia­to il pres­i­dente provin­ciale, «è la con­dan­na a ris­ar­cire anche le spese legali alle con­tropar­ti. Una deci­sione assur­da che non tiene con­to che Legam­bi­ente è un’associazione di volon­tari­a­to che tutela gli inter­es­si dell’ambiente che è di tut­ti. Ma non abbi­amo inten­zione di fer­mar­ci di fronte a ques­ta ingius­tizia. Ci con­fron­ter­e­mo con i cit­ta­di­ni in un’assemblea pub­bli­ca a San Zeno entro una quindic­i­na di giorni e sti­amo val­u­tan­do anche con i nos­tri legali la pre­sen­tazione del ricor­so in sede di Con­siglio di Stato».L’auspicio del sin­da­co Adri­ano Peretti, quin­di, sem­bra non trovare con­for­to. Intan­to, in atte­sa di vedere se ci sarà un’ effet­ti­va pros­e­cuzione del­la battaglia legale, la sen­ten­za del tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale del Vene­to con­sente all’amministrazione comu­nale di iniziare l’iter attua­ti­vo del prog­et­to Val­mas­son, indipen­den­te­mente da quel­lo che potrebbe essere il giudizio espres­so a segui­to di un even­tuale ricor­so al Con­siglio di Stato.