Ardigò: «Le fogne di Tignale fino a Peschiera, gas a Tremosine, acqua dove serve». L’ultima assemblea è andata deserta - secondo la maggioranza - per impegni elettorali di molti sindaci. «Ingiustificato can can»

«Immobili? Ma se stiamo lavorando»

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Abbi­amo inter­ven­ti avviati, altri in via di com­ple­ta­men­to, non siamo andati all’assem­blea di Padenghe per­ché alcu­ni sin­daci era­no impeg­nati per le elezioni: il sin­da­co Pien­az­za era già sta­to preavvisato, ma han­no volu­to inscenare un can can». Non si è fat­ta atten­dere la repli­ca di Diego Ardigò, pres­i­dente del­la spa , alle pepate accuse di «immo­bil­is­mo e di scar­so rispet­to ver­so le isti­tuzioni e i cit­ta­di­ni-uten­ti», lan­ci­ate mart­edì scor­so a Desen­zano dai sin­daci del cen­trosin­is­tra (Desen­zano, Lona­to, Tig­nale, Roè Vol­ciano, San Felice del Bena­co, ecc.). «Vor­rei sot­to­lin­eare che quei sin­daci che scagliano critiche a destra e a man­ca sono quel­li che han­no dei deb­iti ingen­ti ver­so la nos­tra soci­età: si par­la di mil­ioni di euro, non di spic­ci­oli. La ver­ità è che vor­reb­bero essere nom­i­nati — tuona Ardigò — pres­i­dente o vicepres­i­dente, insom­ma piaz­zarsi loro ai posti di coman­do». I sin­daci, però, sosten­gono che la soci­età è prati­ca­mente immo­bile, par­al­iz­za­ta, i lavori non partono, man­ca una strate­gia com­p­lessi­va di inter­ven­ti: cosa risponde? «Rispon­do che non è vero. Ci sono vari inter­ven­ti, tut­ti notevoli. Il col­let­tore fog­nario di Tig­nale per esem­pio con­sen­tirà l’e­lim­i­nazione di tut­ti i depu­ra­tori del­la local­ità. I suoi liqua­mi ver­ran­no con­vogliati, con una tubatu­ra posa­ta sot­to il lago, fino al depu­ra­tore di Peschiera: la spe­sa è di cir­ca 2,4 mil­ioni di euro, finanziati da Regione e Provin­cia. A Toscolano sono sta­ti appal­tati i lavori delle fog­na­ture e com­ple­ta­to il gas­dot­to di Tremo­sine per un impeg­no di spe­sa di 1,5 mil­ioni di euro. La scor­sa estate abbi­amo fron­teggia­to l’e­mer­gen­za-acqua a Gar­done, Gargnano e Tremo­sine, infine i prob­le­mi del­la stazione di pom­pag­gio di Desen­zano. Ma cosa pos­sono criti­care in appe­na un anno di esisten­za del­la soci­età?». Pres­i­dente, l’al­tra accusa che viene riv­ol­ta ai ver­ti­ci soci­etari è quel­la di aver dis­er­ta­to in bloc­co (tranne ovvi­a­mente i rap­p­re­sen­tan­ti del cen­trosin­is­tra) l’assem­blea con­vo­ca­ta per approvare il bilan­cio e dis­cutere il nuo­vo asset­to del con­siglio d’am­min­is­trazione. «Non siamo andati all’assem­blea per­ché alcu­ni ammin­is­tra­tori ave­vano pre­an­nun­ci­a­to la loro assen­za a causa di impeg­ni indero­ga­bili in cam­pagna elet­torale. Il sin­da­co di Desen­zano, Pien­az­za, anzi era sta­to infor­ma­to di ques­ta pos­si­bil­ità, ma non è servi­to a nul­la. La prossi­ma assem­blea, comunque, è sta­ta ora fis­sa­ta in sec­on­da con­vo­cazione il 18 mag­gio, quel­la del 10 scor­so era prati­ca­mente inutile per­ché non era­no pron­ti alcu­ni det­tagli». Tor­na il sereno, dunque, sul Gar­da Uno? Dif­fi­cile azzardare pronos­ti­ci oggi. Cer­to è che le ammin­is­trazioni uliviste non inten­dono mol­lare, tan­to che alle dimis­sioni dei loro rap­p­re­sen­tan­ti sicu­ra­mente faran­no segui­to, nel­la prossi­ma assem­blea di Padenghe, quelle loro. A meno che si vada ad un accor­do sul ridi­men­sion­a­men­to del­l’at­tuale cda.

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