Comprati letti e attrezzature chirurgiche

In dono 26mila euro. Così un pensionato ringrazia l’ospedale

29/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Edoar­do Drenik, pen­sion­a­to, lom­bar­do, ha dona­to 26mila euro all’ospedale. Non è la pri­ma vol­ta che com­pie un gesto di questo tipo, ma fino­ra era rius­ci­to a man­tenere l’anonimato. Il sign­or Drenik, molto ris­er­va­to, alla fine ammette: «L’ospedale di Mal­ce­sine per me è una sec­on­da casa. Oltre ai prob­le­mi orto­pe­di­ci risolti a mio cug­i­no alcu­ni anni fa, anch’io sono sta­to oper­a­to alla mano destra dai bravis­si­mi chirurghi di Mal­ce­sine. Non ho figli e questo cen­tro, insieme al San Ger­ar­do di Mon­za dove sono sta­to oper­a­to per altri prob­le­mi, mi ha aiu­ta­to molto. Mi sem­bra una buona cosa ren­der­mi utile ad acquistare qualche macchi­nario che sape­vo nec­es­sario». «Siamo davvero con­tenti», com­men­ta il pri­mario del­la riabil­i­tazione, Bruno Danzi, «per il gesto splen­di­do di questo sig­nore, che ben conos­ci­amo da oltre 10 anni. La sua offer­ta è sta­ta par­ti­co­lar­mente gen­erosa e ci ha con­sen­ti­to di ammod­ernare parec­chie cose». Il sign­or Drenik, che lavo­ra­va nelle tele­co­mu­ni­cazioni, ave­va conosci­u­to la strut­tura san­i­taria quan­do il cug­i­no, oggi scom­par­so, era sta­to ricov­er­a­to, oper­a­to e riabil­i­ta­to pro­prio dal dot­tor Danzi e col­lab­o­ra­tori. «Da allo­ra», rac­con­ta il pri­mario, «abbi­amo vis­to il sign­or Drenik per alcune vis­ite di con­trol­lo del cug­i­no o per­ché pas­sa­va a salutar­ci. Anche in pas­sato ave­va fat­to impor­tan­ti don­azioni all’ospedale ma non ave­va mai volu­to che vi si desse risalto. Improvvisa­mente e sen­za alcun sol­lecito da parte nos­tra si è rifat­to vivo e ha mes­so a dis­po­sizione tut­to questo denaro». Con questi sol­di riabil­i­tazione e orto­pe­dia han­no acquis­ta­to arre­di e strut­ture che han­no miglio­ra­to la fun­zion­al­ità dell’ospedale. «Abbi­amo com­pra­to un let­to oper­a­to­rio, una lam­pa­da per la sala, un’apparecchiatura usa­ta dagli aneste­sisti durante gli inter­ven­ti e i mezzi nec­es­sari alla divi­sione di orto­pe­dia», elen­ca Fran­co Vian­i­ni, respon­s­abile del­la divi­sione di orto­pe­dia. Per la riabil­i­tazione, invece: «Otto let­ti a movi­men­to elet­tri­co, una pedana sta­bilo­met­ri­ca per eser­cizi di riabil­i­tazione neu­ro­log­i­ca, attrez­za­ture per la palestra e mate­ri­ale di arreda­men­to». Sin­go­lare anche la con­dizione alla quale il bene­fat­tore lom­bar­do ha dona­to il denaro. Con­fer­mano i medici: «A pat­to che quan­to acquis­ta­to sia adop­er­a­to e resti sem­pre in questo ospedale, a Mal­ce­sine». Anche il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22, Rena­to Pic­coli, ringrazia: «È un otti­mo gesto e doc­u­men­ta il buon fun­zion­a­men­to del­la strut­tura di Mal­ce­sine. Una con­fer­ma che i servizi ero­gati sono apprez­z­abili». L’occasione del­la don­azione serve anche a ricor­dare le con­dizioni in cui si tro­va ad oper­are l’ospedale. «Siamo più ottimisti», dice il dot­tor Danzi, «abbi­amo tante aspet­ta­tive per questo ban­do di ges­tione e il per­son­ale lavo­ra con mag­giore seren­ità. Anche se non vede l’ora che ques­ta sper­i­men­tazione par­ta davvero, rilan­cian­do il val­ore e l’attività del­la strut­tura». Oggi però all’appello man­cano, solo in riabil­i­tazione, quat­tro infer­mieri, due fisioter­apisti e un medico. Danzi: «Servirebbe al più presto un medico per sos­ti­tuire la dot­tores­sa che, da set­tem­bre, si è trasferi­ta da Mal­ce­sine a Bus­solen­go. Serve per con­tin­uare l’attività clin­i­co- riabil­i­ta­ti­va». Idem per infer­mieri e fisioter­apisti, sot­tor­gan­i­co. Dal pun­to di vista dell’ortopedia, dice il dot­tor Vian­i­ni: «Con­tinuiamo a fare molti inter­ven­ti. Tan­tis­si­mi pazi­en­ti proven­gono da fuori provin­cia e da fuori Vene­to. Il buon nome del­la divi­sione, insom­ma, con­tin­ua ad atti­rare. Nat­u­ral­mente diamo risposte com­pat­i­bil­mente con le forze che abbi­amo». Rimasti solo quat­tro, gli orto­pe­di­ci riescono ad oper­are in una sola sala oper­a­to­ria. Risponde Rena­to Pic­coli: «Del per­son­ale si occu­pa la direzione san­i­taria, quin­di non ero al cor­rente di queste dif­fi­coltà. Mi con­fron­terò col diret­tore san­i­tario e cercher­e­mo un rime­dio. Mal­ce­sine è un bel­lis­si­mo pos­to però viene con­sid­er­a­to un po’ sco­mo­do dal per­son­ale che non abi­ta sul Garda».

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