In municipio il presepe del 1918

12/12/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

L’am­bi­en­tazione, ricostru­i­ta con stra­or­di­nar­ia meti­colosità, è quel­la del­la cit­tà di Riva del Gar­da nel 1918, dunque con le ferite del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale anco­ra vive, in cui la Nativ­ità è ospi­ta­ta in una delle case semi­dis­trutte dalle bombe, nel­lo spazio che in sègui­to diven­terà piaz­za Erbe. É il real­iz­za­to tra il 2005 e il 2008 dagli alun­ni del­la scuo­la media Scipio Sighele, inseg­nante il pro­fes­sor Anto­nio Bian­chi­ni, che dopo varie espo­sizioni pres­ti­giose – tra cui l’Are­na di Verona – appro­da quest’an­no in munici­pio, dov’è sta­to riallesti­to nel­l’a­trio d’in­gres­so, in una nic­chia che lo rende vis­i­bile dal por­ti­co ester­no. Un modo par­ti­co­lar­mente gra­di­to all’am­min­is­trazione comu­nale sia per dec­o­rare la casa comune durante le fes­tiv­ità natal­izie, sia per val­oriz­zare un pic­co­lo, grande pat­ri­mo­nio del­la città.

Real­iz­zar­lo ha impeg­na­to il pro­fes­sor Bian­chi­ni e i suoi alun­ni per ben tre anni, tra ricer­ca stor­i­ca, prog­et­to e real­iz­zazione. La ricer­ca è par­ti­ta dal­la doc­u­men­tazione fotografi­ca for­ni­ta dal Museo di Riva del Gar­da, per la ricostruzione fedele degli edi­fi­ci dis­trut­ti dalle bombe, nel trat­to del cen­tro stori­co tra piaz­za Erbe, via Flori­da, via Livel­la, via San­ta Maria e via Dis­ci­pli­ni. Gli edi­fi­ci sono sta­ti riprodot­ti con atten­ta pre­ci­sione, e poi col­orati con le tec­niche del­l’e­poca, cioè con col­ori a calce, poi antichiz­za­ti. Impeg­na­ti­vo è sta­to real­iz­zare, in par­ti­co­lare, il mec­ca­n­is­mo ad azion­a­men­to elet­tri­co che real­iz­za un movi­men­to ver­ti­cale del­la fontana e del por­ti­co, i quali – ele­men­ti nuovi, cioè aggiun­ti in sègui­to alla creazione di piaz­za Erbe, quin­di in realtà crono­logi­ca­mente suc­ces­sivi all’am­bi­en­tazione ricostru­i­ta nel pre­sepe – a trat­ti scen­dono in sen­so ver­ti­cale e scom­paiono alla vista. Ricre­ato perfi­no l’an­ti­co impianto di illu­mi­nazione a lam­pi­oni in ceram­i­ca sospe­si e cavi elet­tri­ci aerei.

Un’inizia­ti­va didat­ti­ca che il pro­fes­sor Bian­chi­ni por­ta avan­ti già da parec­chi anni e che ha por­ta­to a real­iz­zazioni di grande inter­esse, come il pre­sepe ambi­en­ta­to a Riva del Gar­da nel 1703, alla parten­za del gen­erale Vendôme, e quel­lo che ricostru­isce la cit­tà negli anni Cinquan­ta. Anche in questo caso gli stu­den­ti han­no avu­to modo di appro­fondire la sto­ria locale in modo diver­so e sti­molante, sco­pren­do che piaz­za Erbe fino all’inizio del Nove­cen­to non esiste­va, ma fu prog­et­ta­ta dal­l’ar­chitet­to Odor­izzi alla fine del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, in sègui­to alle dis­truzioni causate dal­la bombe. Inoltre i ragazzi han­no conosci­u­to e sper­i­men­ta­to tec­niche costrut­tive e col­ori di un tem­po, del tut­to nat­u­rali, e han­no affronta­to il lavoro in un’ot­ti­ca di approc­cio multidisciplinare.

 

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