Frau: «L’ambiente è un bene comune». Recepite le denunce del Comitato parco colline moreniche

Incontro tra ecologisti e la Comunità del Garda

Di Luca Delpozzo
s.ma.

Allean­za tra il Comi­ta­to Par­co delle e la in nome del­la sal­va­guardia e del­la tutela del ter­ri­to­rio. Le con­tin­ue denunce di spec­u­lazione edilizia da parte del pres­i­dente Emilio Crosato non han­no las­ci­a­to indif­fer­ente Aventi­no Frau, pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, che ha espres­so piena disponi­bil­ità a col­lab­o­rare con il grup­po ambi­en­tal­ista. Lona­to, Padenghe e Poz­zolen­go: sono queste le tre realtà che stan­no allar­man­do il Comi­ta­to Par­co Colline Moreniche, mostrate ieri al pres­i­dente Frau. «Il piano rego­la­tore approva­to di recente a Lona­to — spie­ga Gabriele Loviset­to del comi­ta­to — esclud­erebbe da vin­coli inse­dia­tivi il trat­to di cam­pagna a ridos­so dell’esigua zona del lido di Lona­to. L’area cos­ti­tu­isce il nat­u­rale cono otti­co pae­sag­gis­ti­co che da Maguz­zano guar­da a nord. Trasfor­mazioni pos­si­bili andreb­bero ad intac­care un ter­ri­to­rio la cui impor­tan­za stor­i­ca è asso­lu­ta­mente da difend­ere». Il Comi­ta­to com­men­ta anche l’ipotetica real­iz­zazione di un palaz­zo con­gres­si nel tri­an­go­lo di ter­ra com­pre­sa tra la statale e la mini­tan­gen­ziale che col­le­ga Desen­zano a Padenghe, ai pie­di del Mon­tecorno. «Il prog­et­to d’intervento — dice il por­tav­oce del Comi­ta­to — nel Comune di Padenghe e con­fi­nante con il ter­ri­to­rio desen­zanese avrebbe buon gio­co, al di là dell’assurda real­iz­zazione di un palaz­zo con­gres­si, per la con­gruità del ter­ri­to­rio che risul­terebbe libero da vin­coli e quin­di di facile cemen­tifi­cazione. Se a questo aggiun­giamo la costruzione del­la nuo­va rota­to­ria in local­ità San­ta Giu­lia, tut­ti i tas­sel­li del puz­zle si incas­tra­no alla per­fezione». La terza denun­cia riguar­da Poz­zolen­go e il prog­et­to di trasfor­mazione del­la pro­pri­età dove è inseri­ta l’abbazia San Vig­ilio, prog­et­to defini­to dal comi­ta­to come «un grave atten­ta­to ad un pat­ri­mo­nio ambi­en­tale, stori­co e pae­sag­gis­ti­co uni­co». Gli argo­men­ti esposti non han­no las­ci­a­to indif­fer­ente il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da che ha espres­so il deside­rio di una sem­pre più viva col­lab­o­razione con il comi­ta­to. «E’ impor­tante — ha sot­to­lin­eato Frau — dedi­care la gius­ta atten­zione ai grup­pi e alle asso­ci­azioni locali, espres­sione del­la soci­età civile, che sti­molano l’attenzione delle pub­bliche autorità su alcune zone del­i­cate sot­to il pro­fi­lo pae­sag­gis­ti­co, stori­co, mon­u­men­tale. In alcune local­ità le trasfor­mazioni han­no reso qua­si irri­conosci­bile il pae­sag­gio. In questo sen­so per il futuro è impor­tante la col­lab­o­razione con il Comi­ta­to che può vantare un’attenta e pro­fon­da conoscen­za del ter­ri­to­rio gardesano».