Dopo terremoto, Sant’Eurosia attende il conteggio dei danni

La chiesa dei Lumini è agibile

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La chiesa di Lumi­ni, Sant’Eurosia, è piena di crepe ma è sta­ta dichiara­ta agi­bile, anche se si aspet­ta a giorni che il per­i­to nom­i­na­to dal Comune, l’ingegner Felice Schena, si pro­nun­ci defin­i­ti­va­mente sulle sue con­dizioni di sta­tic­ità. Dal­la per­izia dovrà sor­tire inoltre anche un elen­co dei dan­ni, nonché un pre­ven­ti­vo per l’eventuale inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to. La par­roc­chia di Sant’Eurosia era sta­ta dan­neg­gia­ta dal ter­re­mo­to del­la notte del 24 novem­bre e il sopral­lu­o­go ese­gui­to il pri­mo dicem­bre dal vice­co­man­dante dei vig­ili del fuo­co di Verona, ingeg­n­er Loren­zo Gam­bi­no, anco­ra il pri­mo dicem­bre, ave­va con­sen­ti­to di riaprire al cul­to la chiesa. Lo stes­so per­i­to, tut­tavia, ave­va rac­co­manda­to di mon­i­torare l’edificio, di osser­vare se si ver­i­fi­ca­vano mod­i­fiche alla strut­tura e di far svol­gere un’ulteriore per­izia da un pro­fes­sion­ista abil­i­ta­to. «Nuovi even­ti o seg­ni di ced­i­men­to non sono inter­venu­ti», pre­cisa ora il sin­da­co di San Zeno di Mon­tagna, Adri­ano Peretti, «per questo non ho emes­so ordi­nanze di inag­i­bil­ità e in chiesa ven­gono svolte le fun­zioni reli­giose. All’ingegner Schena abbi­amo richiesto anche un pre­ven­ti­vo di mas­si­ma per la spe­sa dei lavori di sis­temazione del­la chiesa, che pre­sen­ta vis­tose fes­sur­azioni». Altro capi­to­lo è ora quel­lo dei fon­di da reperire per l’intervento di manuten­zione. Spie­ga il par­ro­co, don Graziano Benedet­ti: «In pri­mo luo­go ringrazio il sin­da­co, che si è fat­to cari­co di far eseguire la per­izia di appro­fondi­men­to tec­ni­co. Per i lavori, pre­ven­ti­vo alla mano, ci tro­ver­e­mo con il Comune e insieme decider­e­mo come pro­cedere». L’amministrazione si è già atti­va­ta per cer­care finanzi­a­men­ti pub­bli­ci. «Ho scrit­to alla com­mis­sione finanze del­la Cam­era, per­ché ven­ga inseri­ta San­ta Eurosia nell’elenco delle chiese dan­neg­giate dal ter­re­mo­to», riprende il sin­da­co, «abbi­amo inoltre richiesto fon­di anche al baci­no imbrif­ero mon­tano dell’Adige e al baci­no imbrif­ero mon­tano del Sar­ca Min­cio. I pres­i­den­ti dei due enti, uffi­ciosa­mente, mi han­no det­to che qual­cosa faranno».