Il sottosegretario Stefano Stefani. L’anno si è chiuso con un calo del 6,5 per cento delle presenze Per uscire dalla crisi serve una maggiore promozione all’estero

«La devolution fa male al turismo»

27/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

La devo­lu­tion non è di aiu­to a un tur­is­mo che man­i­fes­ta momen­ti di incertez­za e di crisi. A met­tere in dub­bio sul piano leg­isla­ti­vo la pos­si­bil­ità di inter­ven­ti del gov­er­no è lo stes­so Ste­fano Ste­fani, sot­toseg­re­tario alle attiv­ità pro­dut­tive con del­e­ga al tur­is­mo. Inter­ve­nen­do al con­veg­no pro­mosso dal­la Provin­cia di Verona e svoltosi l’altro pomerig­gio all’Eurocongressi hotel, Ste­fani nel rimar­care come le com­pe­ten­ze in mate­ria tur­is­ti­ca sono soprat­tut­to region­ali, ha evi­den­zi­a­to come sia sua opin­ione rivedere la legge quadro nazionale del tur­is­mo sia in mer­i­to alla ripar­tizione dei fon­di tra le Regioni che per la pro­mozione all’estero. «Doveroso e impor­tante», ha sot­to­lin­eato il sot­toseg­re­tario in forza alla Lega nord, poten­ziare e finanziare l’Ente ital­iano del tur­is­mo per ren­der­lo «più effi­ciente e con ruo­lo di coor­di­na­men­to nell’operare in sin­er­gia con le Regioni nel vendere il prodot­to Italia nel suo com­p­lesso». La neces­sità per­tan­to di fare di più nel­la pro­mozione con un’offerta tur­is­ti­ca mag­gior­mente qual­i­fi­ca­ta. In aper­tu­ra dei lavori del con­veg­no, che ha vis­to la pre­sen­za di un folto grup­po di oper­a­tori del set­tore del lago e di Verona, Alear­do Mer­lin pres­i­dente del­la Provin­cia ha pre­mu­to il tas­to dell’importanza di relazioni più ampie tra set­tori che han­no capac­ità, come in par­ti­co­lare la cul­tura vista nell’accezione più ampia del ter­mine e cioè dall’enogastronomia alle bellezze architet­toniche e pae­sag­gis­tiche, nell’attivare tur­is­mo. L’annata tur­is­ti­ca 2002 ha reg­is­tra­to nel suo com­p­lesso dati sta­tis­ti­ci non del tut­to con­for­t­an­ti. Il lago in par­ti­co­lare, e cioè i 19 Comu­ni del­la zona -Gar­da, con il 60 per cen­to degli arrivi e il 75 per cen­to delle pre­sen­ze dell’intero movi­men­to provin­ciale, evi­den­zia un calo dell’1,7 per cen­to negli arrivi e una con­trazione del 6,5 per cen­to delle gior­nate di pre­sen­za rispet­to al 2001. Un com­par­to, quel­lo tur­is­ti­co, anche se la provin­cia di Verona mantiene il sec­on­do pos­to nel Vene­to e il quar­to nel­la grad­u­a­to­ria nazionale, che va comunque aiu­ta­to e dife­so con mis­ure pre­cauzion­ali, è sta­to il suc­co dell’intervento dell’assessore provin­ciale Davide Bendinel­li. Ma con quali inter­ven­ti e strate­gie? E se un dovere del­la Regione, come ha pun­tu­al­iz­za­to l’assessore Flo­ri­ano Pra, è portare più tur­isti nel Vene­to, gli oper­a­tori si aspet­ta­vano di sen­tire attra­ver­so quali inter­ven­ti pro­mozion­ali. Con l’aumento dei fon­di a dis­po­sizione dei Con­sorzi e con le province a far squadra quin­di con gli oper­a­tori pri­vati. L’assessore Pra ha accen­na­to a un accor­do di pro­gram­ma con il set­tore agri­co­lo, una per uscite con­giunte stra­or­di­nar­ie all’Est (Rus­sia) ma anche a Lon­dra e in par­ti­co­lare in West­falia e nell’area del­la Ruhr, i due lan­der tedeschi che pur con una cinquan­ti­na di mil­ioni di abi­tan­ti con­tribuis­cono in maniera minore, rispet­to adlle altre regioni tedesche, a incre­mentare il tur­is­mo nel Vene­to. Oper­a­tori usci­ti non del tut­to sod­dis­fat­ti dal con­veg­no anche per­ché ad accogliere le loro pro­poste, in fase di con­clu­sione dell’appuntamento era rimas­to il solo asses­sore provin­ciale Bendinel­li. Anto­nio Pasot­ti, pres­i­dente del Con­sorzio è, e Alessan­dra Albarel­li diret­trice di Verona tutt’intorno han­no invi­ta­to gli oper­a­tori e gli enti a «conc­re­ta­mente uti­liz­zare e cogliere le oppor­tu­nità» che arrivano con il nuo­vo testo uni­co, ritenu­to «buono» da Giuseppe Loren­zi­ni pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si, che ha avan­za­to però alcune cor­rezioni. Con­sid­er­a­to non del tut­to «sod­dis­facente», anche se con­tiene non pochi ele­men­ti pos­i­tivi, invece dal pres­i­dente dell’Asco Fer­nan­do Moran­do, che con­sid­era insuf­fi­ci­en­ti i mezzi finanziari mes­si a dis­po­sizione delle province.

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