La nuova acquisizione del carteggio inedito d’Annunzio-Di Rudinì, una giornata di studi, nel settantaquattresimo anniversario della morte, dedicata alla lingua italiana,la nascita degli Amici del Vittoriale e l’attesa di un compleanno importante: nel 2013, i 150 anni del Vate

La dolcezza dell’amicizia”: il Vittoriale rende omaggio a Gabriele d’Annunzio

Di Luca Delpozzo

Dopo il Prog­et­to Gio­con­da in col­lab­o­razione con i RIS e l’ di Cagliari, di cui il mese scor­so a Roma sono sta­ti pre­sen­tati alla stam­pa i riv­o­luzionari risul­tati nel­lo stu­dio dei mano­scrit­ti  tramite le più mod­erne tec­nolo­gie inves­tiga­tive, al Vit­to­ri­ale si tor­na a ren­dere omag­gio al Vate, nel set­tan­ta­quat­tres­i­mo anniver­sario del­la morte. Si inizia ven­erdì 2 mar­zo alle ore 9.00 con la gior­na­ta di stu­di “Per una polit­i­ca del­la lin­gua”, pen­sa­ta e pro­pos­ta dall’onorevole Pao­la Frassinet­ti, pro­motrice di una legge per la sal­va­guardia dell’italiano, il pro­fes­sor Lucio D’Arcangelo e dal pres­i­dente del Vit­to­ri­ale , che apri­ran­no la tavola roton­da per dis­cutere di un’auspicata coscien­za polit­i­ca del­la lin­gua e di una polit­i­ca lin­guis­ti­ca. La nos­tra è diven­ta­ta una lin­gua di mas­sa, frag­ile nel­la gram­mat­i­ca, minac­cia­ta dall’inglese dila­gante, muta­ta fin nel­la sin­tas­si dal lin­guag­gio tachi­grafi­co degli sms e dal ger­go inter­nau­ti­co. Per difend­er­la occorre un prog­et­to pilota di cui soltan­to un organo gov­er­na­ti­vo può far­si cari­co, in un dial­o­go costrut­ti­vo tra polit­i­ca e cul­tura. “E’ una tem­at­i­ca quan­to mai attuale – com­men­ta — di cui è gius­to par­lare nel­la dimo­ra del Vate, che cesel­lò ver­si sapi­en­ti ma fu anche uomo di let­tere sem­pre all’avanguardia e seppe difend­ere l’italiano facen­done il sig­illo di un’identità nazionale”. E’ a lui che dob­bi­amo tante locuzioni entrate ormai nel nos­tro lessi­co famil­iare; è gra­zie a d’Annunzio se oggi par­liamo di “beni cul­tur­ali”, se sap­pi­amo che la paro­la auto­mo­bile è di genere fem­minile e se disponi­amo di un ter­mine, “tramezzi­no”, che ci difen­da dal­la bar­bara inva­sione del sand­wich e dell’inglese. Oltre ai tre ideatori, al con­veg­no parteciper­an­no Gior­gio Zanet­ti, che par­lerà sul tema “Con d’Annunzio nel the­saurus del­la lin­gua”, Mas­si­mo Arcan­geli,  con un inter­ven­to su “La polit­i­ca lin­guis­ti­ca nel­la sto­ria dell’italiano”, Car­la Mar­ca­to, che par­lerà di “Lin­gua ital­iana e dialet­ti”, Bar­bara Turchet­ta, a propos­i­to de “L’Italia delle mino­ranze”. Nel pomerig­gio  sarà la vol­ta di Clau­dio Gio­va­nar­di, “Come se la cava la nos­tra lin­gua nel mon­do?”, Osval­do Duilio Rossi, “Ger­ar­chie lin­guis­tiche e scelte politiche ed eco­nomiche in Europa”, Michele Corte­laz­zo, “Un ‘codice di polizia gram­mat­i­cale’ per il dirit­to e la pub­bli­ca ammin­is­trazione?”, Rena­to Befana, “Il politich­ese ovvero l’importanza di non spie­gar­si” e, in chiusura, Francesco Luci­oli, “I dub­bi sull’italiano nell’epoca di inter­net”. “La dol­cez­za dell’amicizia” ver­rà cel­e­bra­ta invece saba­to 3 mar­zo. Pren­den­do a presti­to il tito­lo da un pas­so delle Fav­ille (‘La sorte ha volu­to che io provas­si la dol­cez­za dell’amicizia assai pri­ma che quel­la dell’amore’), il Vit­to­ri­ale pre­sen­terà alcune impor­tan­ti acqui­sizioni: una su tutte, l’acquisto dell’inedito carteg­gio d’Annunzio-Di Rud­inì, avvenu­to da parte del­la Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale all’asta di Blooms­bury gra­zie anche al fon­da­men­tale con­trib­u­to dell’Assessorato al Tur­is­mo e alle Attiv­ità e Beni Cul­tur­ali del­la Provin­cia di Bres­cia e dell’Associazione Ami­ci dei Musei di Bres­cia. Il carteg­gio è com­pos­to da 147 let­tere, 7 telegram­mi e 2 car­to­line postali di d’Annunzio ad Alessan­dra Car­lot­ti di Rud­inì Starab­ba, rifer­i­ti al peri­o­do del­la relazione amorosa tra i due, dal 1903 al 1907, fino a oggi com­ple­ta­mente inedi­ti. Cus­todi­to dal­la famiglia del dot­tor Pietro Marogna, che ebbe in cura i figli del­la march­esa Car­lot­ti di Rud­inì e da loro lo ricevette in dono, il cor­pus va così ad aggiunger­si al recente recu­pero delle let­tere di Alessan­dra a Gabriele, com­ple­tan­do un carteg­gio prezioso per la conoscen­za del Poeta. Nel cor­so del 2012 il rap­por­to d’Annuzio-Carlotti ver­rà pre­sen­ta­to in una mono­grafia del­la nuo­va col­lana l’Officina del Vit­to­ri­ale che, già pronta per le stampe, è sta­ta fer­ma­ta per includ­ere ques­ta inter­es­san­tis­si­ma parte rimas­ta per più di un sec­o­lo sconosci­u­ta agli stu­diosi di d’Annunzio. Nel gen­naio del 1931 in un silen­zioso monas­tero si speg­ne­va, in odore di san­tità, la rev­eren­da Madre Marie de Jesus, al sec­o­lo Alessan­dra Starab­ba dei march­esi di Rud­inì, vedo­va march­esa Car­lot­ti. In realtà non solo un’anonima suo­ra carmeli­tana: agli inizi del sec­o­lo la don­na era sta­ta una delle aman­ti più enig­matiche di , che per lei las­ciò nien­te­meno che l’attrice Eleono­ra Duse. D’Annunzio, ormai 68enne, appre­sa da un ritaglio di gior­nale la notizia del­la morte del­la sua anti­ca fiamma, com­men­tò “Era una don­na disce­sa dal cielo per mostrare un mira­co­lo alla ter­ra”. Ma Alessan­dra fu più di un mira­co­lo laico per d’Annunzio. Quan­do la conobbe, nel 1903, era una don­na inqui­eta, lib­era e ribelle, appe­na ven­tiset­tenne ma già vedo­va da tre anni, con due figli a cari­co. Alessan­dra e Gabriele si incon­trarono la pri­ma vol­ta il 26 mag­gio del 1903 a . Il suo giudizio su d’Annunzio, pri­ma di conoscer­lo, era decisa­mente neg­a­ti­vo: lo con­sid­er­a­va un cini­co, immorale e cor­rut­tore. E anche all’incontro suc­ces­si­vo, nell’autunno del­lo stes­so anno a Roma, Alessan­dra si mostrò in tut­ta la sua bellez­za altera e schi­va. Il che dovette piacere oltremo­do a d’Annunzio, non adu­so a plateali rifiu­ti e resisten­ze. Il suo ascen­dente era irre­sistibile, sarebbe sta­ta solo ques­tione di tem­po e l’amazzone Alessan­dra avrebbe inevitabil­mente cedu­to. Il colpo di ful­mine avvenne nell’ottobre del 1903, alle nozze del fratel­lo di Alessan­dra, cui Gabriele face­va da tes­ti­mone. L’algida bellez­za di lei, il suo por­ta­men­to altero, la sua chioma flu­ente era­no quan­to di più dis­tante dal­la fisic­ità di Gabriele: ma lui ave­va altre armi di seduzione e l’eloquio finì per colpire nel seg­no. Alessan­dra capi­tol­erà un mese dopo, a . Nike, Vit­to­ria, la chi­amerà d’Annunzio per la sua bellez­za e il suo cor­po stat­u­ari. Per d’Annunzio lei abban­donò la famiglia, i figli, si scon­trò con il padre e la morale del tem­po. Per­don­a­mi, cara ami­ca Alessan­dra. Bru­cio due let­tere fol­li che vi ave­vo scritte, le bru­cio con due granel­li d’incenso. La stanchez­za dopo uno sfor­zo cere­brale dura­to molti mesi, la nativ­ità di un sen­ti­men­to così nuo­vo, la mal­in­co­nia del tem­po, la seren­ità del­la soli­tu­dine pon­gono il mio spir­i­to in uno sta­to indi­ci­bile d’ebrezza tor­men­tosa. E non voglio trop­po tur­barvi. Bru­cio le parole: fiamma nel­la fiamma. Let­tera di Gabriele d’Annunzio ad Alessan­dra Ami­co mio, ho la mente, il cuore, i sen­si pieni di voi. Mi avete riv­e­la­to l’amore. Tut­to di voi mi piace, e vi vor­rei vici­no con inqui­etu­dine. Arrived­er­ci, arrived­er­ci presto Let­tera di Alessan­dra A Gabriele   Il carteg­gio non è la sola nuo­va acqui­sizione per la Fon­dazione di Gar­done Riv­iera. A soli tre mesi dall’arrivo dell’Obelisco di Arnal­do Pomodoro, altra bellez­za viene dona­ta al Vit­to­ri­ale, ali­men­tan­do il cir­co­lo vir­tu­oso dell’ “Io ho quel che ho dona­to”: ver­ran­no pre­sen­tati infat­ti i nuovi dip­in­ti dei pit­tori Pablo Echau­r­ren, con un grandioso “Tri­on­fo del­la morte”, e Antonel­la Cinel­li, l’opera di Giulio Tam­bur­ri­ni dona­ta da Pao­la Sorge e nuovi cimeli dan­nun­ziani donati da Fran­co Vito Ste­fanoni.  In Forse che sì forse che no il Vate scrive­va gli elo­gi di ‘una grande ami­cizia mil­i­tante’. “In questo anniver­sario del­la sua morte — sot­to­lin­ea il pres­i­dente Guer­ri – la Fon­dazione chia­ma a rac­col­ta l’‘amicizia mil­i­tante’  di tan­ti Ital­iani, che da lui han­no rice­vu­to in dono il Vit­to­ri­ale e attorno al Vit­to­ri­ale si riu­nis­cono, acco­mu­nati dall’impegno appas­sion­a­to di cus­to­dia del bel­lo e del colto”. E’ questo lo spir­i­to con cui, sul mod­el­lo dei più dinam­i­ci Musei di tut­to il mon­do, nasce l’Associazione Ami­ci del Vit­to­ri­ale: un’occasione per vivere sem­pre più da pro­tag­o­nisti la vita pul­sante del Vit­to­ri­ale, sosten­erne l’attività e i prog­et­ti, con­di­videre l’orgoglio di con­tribuire a un’opera di mece­natismo col­let­ti­vo, diven­tarne ospi­ti priv­i­le­giati e godere di tan­ti van­tag­gi. Cias­cun socio potrà scegliere il diver­so liv­el­lo di coin­vol­gi­men­to finanziario, a par­tire dal­la sot­to­scrizione del­la tessera base al cos­to di € 20. Con cui per il 2012 avrà dirit­to, tan­to per com­in­cia­re, all’ingresso gra­tu­ito alla cit­tadel­la mon­u­men­tale (Par­co e Prio­r­ia) in un giorno ris­er­va­to ai soci. Ma, soprat­tut­to, con­tribuirà a sostenere l’acquisto di un altro impor­tan­tis­si­mo doc­u­men­to dan­nun­ziano, già indi­vid­u­a­to.  Tut­to questo alle soglie di un com­plean­no impor­tante: nel 2013, i 150 anni di Gabriele d’Annunzio, nato a Pescara nel 1863. Per l’occasione la Fon­dazione Il real­izzerà una serie di impor­tan­ti prog­et­ti inter­nazion­ali, per pro­muo­vere e val­oriz­zare lo spir­i­to fer­vente di un genio che, anche gra­zie alla sua lungimi­ran­za, al respiro inter­nazionale e all’amore per l’Italia, seppe imprimere un sig­illo di moder­nità alla sto­ria del nos­tro Paese. Le prime antic­i­pazioni ver­ran­no date saba­to 3 mar­zo dal pres­i­dente Guer­ri, che pre­sen­terà il logo uffi­ciale dei 150 anni.  Ver­rà inoltre pre­sen­ta­to il logo del­la Fon­dazione dei Gemel­lag­gi dan­nun­ziani, suben­tra­ta all’omonima Asso­ci­azione per creare un cir­cuito vir­tu­oso, cul­tur­ale ed eco­nom­i­co, tra i luoghi che furono diver­sa­mente tes­ti­moni del­la per­son­al­ità vul­cani­ca e dell’eclettismo dan­nun­ziani.