Originale iniziativa di Rita Consolini, decisa a far conoscere a tutti borgo Crero Si esibiscono indiani, argentini e brasiliani

La festa del mondo è qui

22/09/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Torri del Benaco

Vi inter­es­sa conoscere le erbe di cam­po? Andate a Crero, nel pomerig­gio. Vi piace la pit­tura dei man­dala? La inseg­nano a Crero domeni­ca pomerig­gio. Il cir­co argenti­no? A Crero domeni­ca. Il mine­strone di erbe offic­i­nali? A Crero, nat­u­ral­mente. La capoeira brasil­iana? Ovvi­a­mente a Crero. Il rock? Sem­pre a Crero. Logi­co che a questo pun­to uno si chie­da quan­ti e quali spazi abbia ques­ta local­ità per ospitare tante e tali attrazioni con­cen­trate in mez­za gior­na­ta. Ebbene, Crero di spazi pub­bli­ci non ne ha neanche uno. Ha poche case antiche, un fran­toio medievale, una chiesa pic­ci­na, oliveti, prati e boschi. Si trat­ta infat­ti d’una minus­co­la local­ità arroc­ca­ta su un rilie­vo a mez­za cos­ta fra Tor­ri e Pai. Ci si arri­va perfi­no a fat­i­ca, per­ché la strad­i­na in sali­ta che por­ta al bor­go è stret­ta, e due mac­chine insieme non ci pas­sano. Ma tant’è, quan­do Rita Con­soli­ni, orig­i­nar­ia di Crero, ha pen­sato di far­ci una fes­ta, s’è scate­na­ta una specie di reazione a cate­na. E allo­ra ecco che la pic­co­la, semi­sconosci­u­ta local­ità tor­re­sana si trasfor­ma per qualche ora in una sor­ta di pal­cosceni­co per un hap­pen­ing all’insegna del­la botan­i­ca, del­la gas­trono­mia, dell’arte, del gio­co, del­la musi­ca. Ma vedi­amo però di scen­dere nel det­taglio di ques­ta par­ti­co­laris­si­ma gior­na­ta di fes­ta. Intan­to il tito­lo. Rita ha scel­to «Crero è bel­lo», il che cos­ti­tu­isce una ver­ità. Poi l’orario: si com­in­cia alle 14 e si con­tin­ua fino a notte. La logis­ti­ca: meglio las­cia­re la macchi­na a ridos­so del­la stra­da Garde­sana, per­ché un pul­mi­no farà la spo­la fra la statale e il bor­go. Ed ecco­ci agli spet­ta­coli. Il cir­co argenti­no si esi­birà fra gli oliveti alle 16 e alle 19. Nell’intervallo si ammir­erà un grup­po brasil­iano di capoeira, un’arte marziale in for­ma qua­si di dan­za (e in effet­ti è accom­pa­g­na­ta dal­la musi­ca) nata intorno al Sei­cen­to fra gli schi­avi africani. Ci sarà anche la pos­si­bil­ità di effet­tuare un per­cor­so guida­to per conoscere le piante offic­i­nali spon­ta­nee del­la zona: mal­va, fari­nac­cio, timo, salvia dei prati, piantag­gine, pari­etaria ed altro. A occu­parsene è il grup­po Bredao­la di Capri­no. Le stesse erbe fini­ran­no nel mine­strone e nel sugo delle trofie preparati da Isidoro Con­soli­ni. Per chi si inter­es­sa d’arte, i due ele­men­ti di richi­amo sono una dimostrazione di pit­tura dei man­dala indi­ani e la mostra del­lo scul­tore tor­re­sano Loren­zo Girar­di, che per le sue opere uti­liz­za leg­no d’olivo. Lun­go il per­cor­so, si inseg­n­er­an­no ai più pic­coli i giochi popo­lari, come quel­lo del mer­lér, che tro­va raf­fig­u­razione anche sul­la famosa «pietra di Crero», un lis­cione di roc­cia ricop­er­to di inci­sioni rupestri. All’imbrunire, s’accenderanno le luci fra gli olivi in una core­ografia di notev­ole fas­ci­no. Nel frat­tem­po, spazio alla musi­ca con alcu­ni grup­pi rock gio­vanili del­la zona. Fes­ta spon­tanea, ma ric­ca. Per­ché «Crero è bello».