Presso il Palazzo del Broletto, venerdì 4 giugno alle ore 11, si terrà la conferenza stampa seguita dalla firma ufficiale dell’atto notarile di donazione dell’Archivio Tagliaferri alla Fondazione lonatese.

La Fondazione Ugo da Como di Lonato riceve in dono l’Archivio Tagliaferri

02/06/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

La di Lona­to del Gar­da si sta appre­stando a rice­vere una don­azione di stra­or­di­nar­ia impor­tan­za per la sto­ria dell’architettura e dell’arte del­la Cit­tà di Bres­cia e del­la sua Provincia.L’Archivio dell’Architetto Anto­nio Tagli­a­fer­ri (Bres­cia 1835–1909) e dell’Ingegnere Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri (Bres­cia 1864–1936) si aggiungerà al pat­ri­mo­nio librario e archivis­ti­co cos­ti­tu­ito dal Sen­a­tore Ugo Da Como (Bres­cia 1869–1941).Gli ere­di del­la Famiglia Tagli­a­fer­ri han­no deciso di ren­dere disponi­bile agli stu­diosi l’insieme delle tes­ti­mo­ni­anze sino a oggi cus­todite con affet­to pres­so di sé. Qua­si duemi­la dis­eg­ni, oltre duemi­la fotografie e un grup­po molto sig­ni­fica­ti­vo di opere a stam­pa, prove­ni­en­ti dal­la Bib­liote­ca pro­fes­sion­ale dei Tagli­a­fer­ri, saran­no affi­dati alla Fon­dazione Ugo Da Como, al fine di garan­tirne la con­sulta­bil­ità, la val­oriz­zazione e la con­ser­vazione. Il “Fon­do Tagli­a­fer­ri” occu­perà alcune stanze del com­p­lesso mon­u­men­tale di Lona­to del Gar­da, accan­to alla Casa del Podestà vene­to che pro­prio Anto­nio Tagli­a­fer­ri, tra il 1907 e il 1909, restau­rò per incar­i­co di Ugo Da Como.È con grande piacere che la Provin­cia di Bres­cia fa da tes­ti­mone  a questo gesto “d’altri tem­pi” che oggi arric­chisce non solo il pat­ri­mo­nio archivis­ti­co del­la Fon­dazione Ugo Da Como, ma anche tut­ta la comu­nità bres­ciana e aggiunge una per­la alle risorse cul­tur­ali che la provin­cia di Bres­cia  può vantare.Sfogliare i dis­eg­ni, le fotografie e la doc­u­men­tazione di cui l’Archivio Tagli­a­fer­ri si com­pone è come un fare un viag­gio vir­tuale in cit­tà e provin­cia tra ‘800 e ‘900, ma tut­to il ter­ri­to­rio bres­ciano pre­sen­ta, a volte nasconde, con­crete e  sig­ni­fica­tive tes­ti­mo­ni­anze del­la per­izia e del gus­to di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri che mer­i­tano mag­gior atten­zione. Sono opere che  seg­narono il peri­o­do del­la trasfor­mazione indus­tri­ale e del­la sen­si­bil­ità cul­tur­ale del­la nos­tra provin­cia dis­lo­cate dal Lago di Gar­da alla Valle Camon­i­ca dal capolu­o­go alla Fran­ci­a­cor­ta e alla Pia­nu­ra. Ne sono mag­nifi­ci esem­pi la Vil­la Zanardel­li di Fasano, il restau­ro del­la Casa del Podestà vene­to di Lona­to e, non ulti­mo, il restau­ro di Palaz­zo Bro­let­to, sede del­la Provin­cia, nelle forme attuali.Un per­cor­so dall’impronta neogot­i­ca ed eclet­ti­ca, dis­eg­na­to dal tal­en­to e dal­la pro­fes­sion­al­ità di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri, che può real­mente tra­mu­tar­si in itin­er­ario cul­tur­ale per rileg­gere il gus­to di un’epoca.Affidando alla com­pe­tente ed appas­sion­a­ta tutela del­la Fon­dazione Ugo Da Como il prezioso archiv­io, esp­ri­mo un pro­fon­do e sen­ti­to ringrazi­a­men­to alla famiglia Tagli­a­fer­ri per la munifi­ca don­azione e aus­pi­co un futuro di val­oriz­zazione  e pro­mozione dell’opera di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri quale pat­ri­mo­nio di cul­tura e civiltà bresciana.On. Dott. Daniele Mol­go­raPres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­ci­aAn­to­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­riAnto­nio Tagli­a­fer­ri (Bres­cia 1835–1909) è la figu­ra dom­i­nante nel cam­po dell’architettura bres­ciana tra la sec­on­da metà del XIX sec­o­lo e i pri­mi anni del XX. Non vi fu opera di qualche rilie­vo in Bres­cia e Provin­cia nel­la quale egli non abbia avu­to un ruo­lo. Studiò alla scuo­la dell’Architetto Rodol­fo Van­ti­ni e poi all’Accademia di Brera fra il 1856 e il 1859. Aprì uno stu­dio a , occa­sione che gli per­mise di ottenere ampi riconosci­men­ti, oltre che di intessere fit­ti rap­por­ti con Camil­lo Boito, e con i più aggior­nati fer­men­ti cul­tur­ali che afferivano alla Scapigliatura.Fu molto ver­sa­tile, tan­to nel­la prog­et­tazione ex novo, di gus­to eclet­ti­co, quan­to nel restau­ro di antichi mon­u­men­ti. Con­corse alla real­iz­zazione di impor­tan­ti mon­u­men­ti nazion­ali come quel­lo alle Cinque Gior­nate di Milano (1880), quel­lo ded­i­ca­to al Re Vit­to­rio Emanuele II a Roma (1881), così come quel­lo per il com­ple­ta­men­to del­la fac­cia­ta del Duo­mo di Milano (1901).Fu davvero deter­mi­nante l’impegno che egli pro­fuse per la Cit­tà di Bres­cia e per la Provincia.Suo il San­tu­ario delle Gra­zie (il cantiere durò dieci anni, dal 1876 al 1886); si dedicò allo stu­dio per il com­ple­ta­men­to del Palaz­zo del­la Log­gia (1873–1892); prog­et­tò la col­lo­cazione e il basa­men­to del mon­u­men­to a Arnal­do da Bres­cia (1877–1880); ideò la sede del Cred­i­to Agrario Ban­car­io (CAB) di Piaz­za del Duo­mo (1904–1908). Ebbe com­mis­sioni dai mag­giori espo­nen­ti del­la aris­tocrazia e del­la borgh­e­sia bres­ciana come i Lechi, i Fenaroli, i Cap­i­tanio; cele­ber­ri­mo il suo incontro/scontro con il ric­chissi­mo banchiere Gae­tano Bonoris in occa­sione del­la prog­et­tazione per il Castel­lo di Mon­tichiari (che non venne però real­iz­za­to sec­on­do la visione del Tagliaferri).Giovanni Tagli­a­fer­ri (Bres­cia 1964–1936) col­laborò atti­va­mente con lo zio Anto­nio, ered­i­tan­done lo stu­dio. Anche dell’Ingegner Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri riman­gono numerosi prog­et­ti, alcu­ni dei quali rel­a­tivi a  mon­u­men­ti funer­ari, giac­ché egli fu pure Respon­s­abile per l’Architettura al Cimitero Van­tini­ano di Bres­cia. Molto inter­es­sante è la revi­sione, in chi­ave roman­i­ca, per la Chiesa di Ura­go Mel­la (1901–1922 cir­ca). L’Archivio Tagli­a­fer­ri doc­u­men­ta molto bene un par­ti­co­lare cantiere per la cit­tà di Bres­cia: Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri prog­et­tò il restau­ro del Bro­let­to (tra il 1906 e il 1926). I dis­eg­ni riferi­bili a questo inter­ven­to per­me­t­tono di com­pren­dere esat­ta­mente lo sta­to di fat­to pri­ma delle rad­i­cali elim­i­nazioni di ogni inter­ven­to giu­di­ca­to suc­ces­si­vo al XII sec­o­lo (epoca dell’originaria costruzione).Giovanni Tagli­a­fer­ri sposò Ninì Manziana, figlia di Car­lo ani­ma­tore, con Anto­nio Tagli­a­fer­ri, del sodal­izio bres­ciano chiam­a­to “Arte in Famiglia”. Questo fat­to per­me­tte di com­pren­dere il ruo­lo che la famiglia Tagli­a­fer­ri ebbe a Bres­cia: non lim­i­ta­to all’ambiente architet­ton­i­co, ma estendibile all’intero milieu cul­tur­ale e artis­ti­co cit­tadi­no. I Tagli­a­fer­ri per­mis­ero la cos­ti­tuzione di uno stra­or­di­nario manipo­lo di arti­giani (i lapi­ci­di Fai­ti­ni e Lom­bar­di di Rez­za­to, gli eban­isti Zat­ti), di scul­tori (esem­plare l’amicizia di Anto­nio con Domeni­co Ghi­doni), pit­tori (come Bertolot­ti, Faus­ti­ni, Cresseri) in gra­do di pren­dere parte agli stra­or­di­nari cantieri che ridis­eg­na­vano la Cit­tà e abbel­li­vano l’intera Provin­cia di Brescia.Il Fon­do archivis­ti­co Tagli­a­fer­ri­Il Fon­do archivis­ti­co Tagli­a­fer­ri, con i suoi qua­si duemi­la dis­eg­ni (opere tan­to dell’Architetto Anto­nio, quan­to dell’Ingegnere Gio­van­ni) per­me­tte di rin­trac­cia­re l’elaborazione prog­et­tuale, il pro­cedere dei cantieri (anche di restau­ro) dei mag­giori mon­u­men­ti cit­ta­di­ni. Attra­ver­so l’insieme di tes­ti­mo­ni­anze che la Famiglia Tagli­a­fer­ri ha sino a oggi cus­todi­to con gran­dis­si­ma sen­si­bil­ità sono ricostru­ibili, per la gran parte, i pro­ces­si di inven­zione, i rifer­i­men­ti e i lega­mi cul­tur­ali e for­mali, gra­zie alla ver­i­fi­ca e il con­fron­to dei volu­mi spe­cial­is­ti­ci, spes­so anno­tati, appartenu­ti alla ric­ca Bib­liote­ca pro­fes­sion­ale (giunger­an­no a Lona­to qua­si quat­tro­cen­to opere a stam­pa come mono­grafie, pron­tu­ari di architet­tura, reper­tori e peri­od­i­ci di Architet­tura e Ingeg­ne­r­ia). Nel Fon­do Tagli­a­fer­ri sono con­ser­vate tes­ti­mo­ni­anze (anche doc­u­men­tarie) di tut­ti i prog­et­ti real­iz­za­ti da Anto­nio Tagli­a­fer­ri tra il 1870 e il 1909 e in par­ti­co­lare nuclei com­pleti (come per la Casa di Achille Bertel­li di Bres­cia tra 1898 e 1899, per Vil­la Fenaroli a Fan­te­co­lo tra 1895 e 1897, per il Castel­lo Bonoris di Mon­tichiari tra 1890 e 1892), cos­ti­tu­iti dai bozzetti, dalle tav­ole esec­u­tive, dai det­tagli dec­o­ra­tivi, dagli acquerel­li per la dec­o­razione ad affres­co degli interni e per la real­iz­zazione dei sin­goli mobili in leg­no per l’arredamento.Davvero incred­i­bile è poi il Fon­do fotografi­co cos­ti­tu­ito da oltre duemi­la fotografie che face­vano parte degli “stru­men­ti tec­ni­ci” del­lo stu­dio di architet­tura sia di Anto­nio che di Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri. Quest’ultimo colti­va­va un’autentica pas­sione per la , tan­to che giunger­an­no pure a Lona­to 600 las­tre di vetro fotogra­fiche real­iz­zate pro­prio da Giovanni.Sono des­ti­nati a Lona­to anche la gran­dis­si­ma cas­set­tiera per le gran­di tav­ole prog­et­tuali, alcu­ni dis­eg­ni incor­ni­ciati, un raro dip­in­to ad olio nel quale il dician­novenne Anto­nio Tagli­a­fer­ri real­iz­za una copia da un’opera di Giuseppe Canel­la (raf­fig­u­rante una Vedu­ta delle tin­to­rie di Rouen) oggi cus­todi­ta pres­so i Civi­ci Musei di Bres­cia. Di notev­ole qual­ità è il bus­to bronzeo real­iz­za­to dall’amico di Anto­nio Tagli­a­fer­ri, Domeni­co Guidoni, ver­so il 1910. Com­movente la pic­co­la bus­ta nel­la quale il Con­te Teodoro Lechi (molto vici­no alla Famiglia Tagli­a­fer­ri), alla morte di Anto­nio avvenu­ta nel 1909, ripose la mati­ta del grande Architet­to bresciano.La Fon­dazione Ugo Da Como­La don­azione dell’Archivio Tagli­a­fer­ri alla Fon­dazione Ugo Da Como di Lona­to del Gar­da (Bres­cia) giunge in un momen­to di par­ti­co­lare vital­ità per l’istituzione bres­ciana che viene così riconosci­u­ta come un ente dinam­i­co, in gra­do di val­oriz­zare, pro­muo­vere e sostenere la memo­ria e la sto­ria bres­ciana. Il Fon­do Tagli­a­fer­ri ver­rà ad aggiunger­si e a inte­grar­si ai Fon­di che ren­dono stra­or­di­nario il prog­et­to del Sen­a­tore Ugo Da Como (1869–1941), inten­zion­a­to a isti­tuire a Lona­to una “Cit­tadel­la di Cul­tura” per sostenere l’amore alle conoscen­ze, riv­ol­gen­dosi soprat­tut­to alle gio­vani gen­er­azioni. Questo vastis­si­mo pat­ri­mo­nio cul­tur­ale, da sem­pre acces­si­bile agli stu­diosi, è cos­ti­tu­ito dal­la Bib­liote­ca mon­u­men­tale (sono oltre 50mila i volu­mi, con opere data­bili dal XII sec­o­lo), dal­lo ster­mi­na­to archiv­io pri­va­to del Sen­a­tore, dall’Archivio del­la Famiglia Sabel­li, dall’archivio di Arnal­do Foresti (recen­te­mente dona­to alla Fon­dazione di Lona­to dagli ere­di del grande stu­dioso di let­ter­atu­ra ital­iana, ami­co di Ugo Da Como).Va inoltre ricorda­to il fat­to che Ugo Da Como ebbe un rap­por­to diret­to con Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri. La sede del­la sua casa-museo a Lona­to, che orig­i­nar­i­a­mente era la sede del podestà vene­to, venne intera­mente restau­ra­ta pro­prio dai Tagli­a­fer­ri, tra il 1907 e il 1909. Di fat­to questo edi­fi­cio è l’ultimo segui­to da Anto­nio Tagli­a­fer­ri (che morì pro­prio nel 1909). Tagli­a­fer­ri costruì pure sulle rive del lago di Gar­da (a Fasano) la dimo­ra di Giuseppe Zanardel­li, il pri­mo min­istro lib­erale, bres­ciano, che avviò il gio­vane Da Como alla vita polit­i­ca. Appare quin­di evi­dente la coeren­za del­la scelta di des­tinare l’Archivio Tagli­a­fer­ri alla Fon­dazione Ugo Da Como.Il Fon­do giungerà a Lona­to nell’autunno e, ter­mi­na­to il riordi­no e la sua nuo­va col­lo­cazione, sarà imme­di­ata­mente reso acces­si­bile agli stu­diosi. Nota bibliografica:Ruggero Boschi, L’Eclettismo bres­ciano: Anto­nio Tagli­a­fer­ri architet­to (1835–1909) in Bres­cia 1876–1913. Atti del VI Sem­i­nario dei beni cul­tur­ali, Bres­cia 1985, pp. 203–204;Valerio Ter­raroli, Dis­eg­ni d’archivio negli stu­di stori­ci: il caso bres­ciano di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri e Lui­gi Arcioni in Il dis­eg­no di architet­tura. Atti del Con­veg­no di Milano, Milano 1989, pp. 73–78;Valerio Ter­raroli, Il San­tu­ario delle Gra­zie a Bres­cia e il Castel­lo Bonoris a Mon­tichiari: neogoti­co sacro e nogoti­co cortese a con­fron­to in Il Neogoti­co nel XIX e XX sec­o­lo. Atti del Con­veg­no di Pavia, Milano 1989, vol. II, pp. 127–134; Vale­rio Ter­raroli, Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri due gen­er­azioni di architet­ti in Lom­bar­dia tra Otto­cen­to e Nove­cen­to, Bres­cia 1991.