Sul lungolago i volontari dell’associazione che cura i civili menomati dalle mine antiuomo

La guerra ai «pappagalli verdi» impegna i giovani di Emergency

21/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Una intera domeni­ca sul lun­go­la­go Mar­coni con il gaze­bo di Emer­gency per portare il mes­sag­gio di pace e sol­i­da­ri­età dei medici che oper­a­no in tut­to il mon­do alla cura dei fer­i­ti di guer­ra. A rap­p­re­sentare e pro­porre il grande mes­sag­gio del chirur­go Gino Stra­da, dal­la cui geniale idea si è cos­ti­tui­ta ques­ta asso­ci­azione uman­i­taria per la cura e riabil­i­tazione delle vit­time delle mine antiuo­mo, chia­mate pap­pa­gal­li ver­di, era­no soprat­tut­to gio­vani; ragazzi pron­ti a donare il loro tem­po libero per veico­lare fra la gente il mes­sag­gio e le gran­di attiv­ità di Emer­gency nel mon­do. Dal giug­no 1994 al dicem­bre 1999 Emer­gency ha spe­so oltre 21 mil­iar­di di lire e ha cura­to oltre 90 mila per­sone. Ha costru­ito cinque cen­tri san­i­tari che gestisce diret­ta­mente. Nel 1995 ha atti­va­to un ospedale a Choman nel nord dell’Iraq, nel giug­no del 1997 ha costru­ito un cen­tro chirur­gi­co per le vit­time di guer­ra a Erbil. Nel feb­braio 1998 ha inau­gu­ra­to il cen­tro di riabil­i­tazione e rein­te­grazione sociale a Sulaimaniya for­nen­do 1.150 prote­si di arti supe­ri­ori ed infe­ri­ori. Nel luglio del­lo stes­so anno ha atti­va­to un cen­tro chirur­gi­co per fer­i­ti da mina antiuo­mo a Bat­tam­bang in Cam­bo­gia. Sono state curate trem­i­la per­sone e altre 24 mila sono state trat­tate nei quat­tro posti di pri­mo soc­cor­so. Nel dicem­bre 1999 ha aper­to il cen­tro chirur­gi­co di Anabah in Afgan­istan. «Nei con­flit­ti di oggi più del novan­ta per cen­to delle vit­time sono civili», spie­ga uno dei gio­vani volon­tari pres­so il gaze­bo, «e migli­a­ia di donne e bam­bi­ni sono uccisi ogni anno nel mon­do. Molti di più però sono i muti­lati e fer­i­ti. Emer­gency garan­tisce assis­ten­za medico-chirur­gi­ca e riabil­i­tazione, cer­ca inoltre di for­mare per­son­ale locale per la ges­tione dei cen­tri di accoglien­za dei muti­lati e fer­i­ti. Emer­gency si è bat­tuta affinché l’Italia non pro­ducesse più le mine antiuo­mo, veri mostri bel­li­ci che dis­in­te­gra­no soprat­tut­to i civili iner­mi». Dopo molte insis­ten­ze e pres­sioni, il 22 otto­bre 1997 il par­la­men­to ha approva­to la legge n.374 che impedisce la pro­duzione ed il com­mer­cio delle mine antiuo­mo. Restano però, dis­sem­i­nati nel mon­do, in ben 67 Pae­si, oltre 110 mil­ioni di ordig­ni pron­ti a esplodere Per sen­si­bi­liz­zare al prob­le­ma, l’associazione ha svilup­pa­to prog­et­ti didat­ti­ci, inter­ven­ti nelle scuole, mostre, con­feren­ze, ed ha anche isti­tu­ito in sito inter­net: www.emergency.it. Sul lun­go­la­go, al gaze­bo, era­no a dis­po­sizione magli­ette, gad­get, lib­ri e pub­bli­cazioni, tesi alla rac­col­ta di fon­di per gli scopi pri­mari dell’associazione milanese fon­da­ta da Stra­da. Un sec­on­do appun­ta­men­to con i ragazzi di Emer­gency è pre­vis­to per la pri­ma set­ti­mana di mar­zo, sem­pre sul lungolago.