Le zattere fanno argine, ma non c'è da illudersi troppo: il lago soffrirà ancora

La maledetta schiuma scavalca la barriera

19/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Molinari

La maledet­ta schi­u­ma d’al­ghe che ormai da anni intris­tisce l’im­mag­ine del gol­fo rivano da aprile a novem­bre (è una poltiglia innocua e per nul­la inquinante, ma agli occhi del tur­ista fa lo stes­so effet­to di un water usato sen­za sci­ac­quone) è tor­na­ta a mostrar­si in quan­tità indus­tri­ale nel­la mat­ti­na­ta di ieri, quan­do la pur robus­ta bar­ri­era pos­ta davan­ti allo scari­co del­la cen­trale (è qui e nel­la cen­trifugazione del­la flo­ra del lago di Ledro la fonte di tut­ti i mali: è noto) non è rius­ci­ta con­tenere del tut­to il dif­fonder­si del­la chi­az­za nei luoghi più fre­quen­tati del lun­go­la­go: vale a dire la passeg­gia­ta che va dal­la Casa Rossa al por­to di piaz­za Catena.Il ritorno, alla grande, del­la schi­u­ma ha nat­u­ral­mente mes­so in allarme la pic­co­la task-force di volon­tari che, gui­dati da Pao­lo Mat­teoti, stan­no appun­to ten­tan­do di arginare il fenom­e­no con le zat­tere gal­leg­gianti poste davan­ti all’us­ci­ta a lago delle con­dotte forzate del­la cen­trale. «Dob­bi­amo davvero pen­sare di ren­dere più imper­me­abile lo sbar­ra­men­to sub­ac­queo — dice Mat­teot­ti — E’ una mod­i­fi­ca tec­ni­ca indis­pens­abile, per­chè quel­lo che abbi­amo mes­so in acqua fino­ra può servire solo se le schi­u­mate sono ridotte. Poi bisogna pen­sare anche a qualche stru­men­to di rac­col­ta del­la poltiglia che si for­ma all’in­ter­no del­la bar­ri­era. C’è, e ci sarà per tut­ta l’es­tate, un forte movi­men­to di bat­tel­li e traghet­ti: non pos­si­amo illud­er­ci che il con­tin­uo rimesco­la­men­to del­l’ac­qua non generi delle fuo­rius­cite nel gol­fo. Infine cre­do che si deb­ba chiedere a respon­s­abili del­la cen­trale un dosag­gio più equi­li­bra­to tra le quat­tro fer­i­toie da cui esce l’ac­qua del­la condotta».L’ottimismo di set­tem­bre (quan­do la bar­ri­era di zat­tere era sta­ta pos­i­ti­va­mente sper­i­men­ta­ta, ma era un peri­o­do di bas­sa con­cen­trazione delle alghe), sta insom­ma las­cian­do il pos­to ad una real­is­ti­ca pre­sa di coscien­za che la battaglia con­tro le schi­ume sarà molto dura anche quest’an­no. E il ris­chio che a lun­go andare ci siano for­ti riper­cus­sioni sul­l’e­cono­mia tur­is­ti­ca non è da trascurare.Forse la mossa più gius­ta era sta­ta quel­lo di quel pri­va­to cit­tadi­no (Gian­car­lo Angeli­ni) che, car­ta alla mano, ave­va infor­ma­to del «dan­no d’im­mag­ine» (è un reato penal­mente perseguibile?) la Procu­ra. Cer­to che se un’inizia­ti­va del genere fos­se sta­ta pre­sa dal sin­da­co in pri­ma per­sona l’im­pat­to ed anche le even­tu­ali inchi­este sareb­bero state ben più effi­caci. Invece non si ha notizia di nul­la. Cosa aspet­tano gli oper­a­tori eco­nomi­ci di Riva, gli ammin­is­tra­tori, l’Apt a met­tere un po’ di sale sul­la coda all’Enel?