«La mosca olearia è stato un vero flagello per la produzione di quest'anno». L'allarme è stato lanciato al convegno con relativa mostra al Castello , organizzato dal Comune di Torri in occasione della quinta edizione della «Festa dell'oliva».

La mosca delle olive: un vero pericolo

01/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«La mosca olearia è sta­to un vero fla­gel­lo per la pro­duzione di quest’an­no». L’al­larme è sta­to lan­ci­a­to al con­veg­no con rel­a­ti­va mostra al Castel­lo , orga­niz­za­to dal Comune di Tor­ri in occa­sione del­la quin­ta edi­zione del­la «Fes­ta del­l’o­li­va», uno dei momen­ti sicu­ra­mente più impor­tan­ti del set­tore nel­l’in­tero panora­ma provin­ciale. Ed infat­ti, di ele­va­to liv­el­lo era­no pure i rela­tori che si sono alter­nati nelle espo­sizioni dei temi trat­tati. Oltre a Gior­gio Bar­gioni, già diret­tore del­l’Is­ti­tu­to di sper­i­men­tazione di Frut­ti­coltura di Verona, era­no pre­sen­ti Ser­gio Spa­da, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione di pic­coli pro­dut­tori di olio, e il fun­zionario del­la direziono fitosan­i­taria del­la Pao­lo Sancassani.E, pro­prio da parte di quest’ul­ti­mo, sono arrivate le pes­sime notizie sul­lo sta­to attuale del­la pro­duzione olearia di quest’an­no. «Il prob­le­ma fon­da­men­tale per tut­ti i pro­dut­tori, ha spie­ga­to San­cas­sani, è sta­ta davvero la mosca olearia. Il “dacus oleae”, per chia­mar­lo sec­on­do la sua vera clas­si­fi­cazione, ha quest’an­no let­teral­mente dev­as­ta­to la pro­duzione di olive, specie nel ter­ri­to­rio da Tor­ri del Bena­co a Mal­ce­sine per la spon­da veronese, per spinger­si poi qua­si fino a Riva del Gar­da. La pro­duzione d’o­lio del bas­so lago, anche se molto più che negli anni prece­den­ti, ne ha pure risen­ti­to, ma non ha rag­giun­to i liv­el­li stra­or­di­nari del­la parte più a nord».Il diri­gente regionale ha quin­di illus­tra­to come «la soglia di peri­co­lo per fa pro­duzione sia già quel­la di cinque-sei inset­ti ritrovati su ogni “trap­po­la” pos­ta negli oliveti».Quest’anno, sec­on­do i dati esposti, a ad esem­pio i val­ori sareb­bero sta­ti di quar­antac­inque-cinquan­ta inset­ti per trap­po­la durante i mesi estivi, quin­di qua­si dieci volte oltre la soglia di guardia. Per arrivare poi ai dati clam­orosi di Castel­let­to, Bren­zone e Mal­ce­sine con, rispet­ti­va­mente, cen­toses­san­ta, due­cen­to e cen­totrenta inset­ti per trap­po­la. «Insom­ma ‚ha scherza­to ma non trop­po San­cas­sani, si può dire che quest’an­no ci siano state più mosche che olive». Un dato che cer­ta­mente ha com­pro­mes­so la qual­ità e la quan­tità del­la pro­duzione e le cui cause, sec­on­do il fun­zionario, andreb­bero ricer­cate nel cli­ma umi­do e non ecces­si­va­mente cal­do del­l’ul­ti­ma sta­gione esti­va. Pro­prio le piogge del mese di luglio e il cal­do, che non ha rag­giun­to tem­per­a­ture per molto al di sopra dei ven­ticinque gra­di, avreb­bero favorito questo svilup­po mas­s­ic­cio di insetti.I rime­di purtrop­po, pos­sono essere solo di natu­ra chim­i­ca. «Chi infat­ti ha spar­so gli antiparas­si­tari ‚ha pros­e­gui­to,- ha rice­vu­to meno dan­ni, per una pro­duzione che ha vis­to la mosca pro­tag­o­nista del­l’ot­tan­ta­sei per cen­to dei ter­reni». Il prob­le­ma però, sec­on­do gli esper­ti, non è di facile soluzione e da anni, anche nei pae­si del­l’al­to Gar­da, si sono orga­niz­za­ti con­veg­ni ed azioni per cer­care vie d’us­ci­ta. «Purtrop­po però le armi chimiche a dis­po­sizione sono abbas­tan­za anti­quate, ha con­clu­so il fun­zionario, dato che la ricer­ca di inset­ti­ci­di per le piante d’o­li­vo non è con­sid­er­a­ta fonte di grossi guadag­ni per le aziende pro­dut­tri­ci». Di con­seguen­za, a dif­feren­za che per le viti­col­ture o altri generi di piante, le armi sono parzial­mente effi­caci e, soprat­tut­to, non prive di incon­ve­ni­en­ti quali i cat­tivi odori o la parziale tossic­ità dei prodot­ti, da sparg­ere in zone ad altissi­ma den­sità di strut­ture ricettive tur­is­tiche, quali ad esem­pio i campeg­gi e gli alberghi del­l’al­to lago.Nello stes­so con­veg­no poi, si è trova­to spazio pure per trattare degli «Aspet­ti prin­ci­pali del­l’o­livi­coltura mod­er­na» e de «L olio D.O.P., denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta. Parten­za, cer­ti­fi­cazione e svilup­po futuro».

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