Nel 1954 saltò in aria. Forse qui l’arsenale della strage di Bologna

LA STORIA DEL FORTE DELL’ISOLA TRIMELONE

06/09/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.j.)

L’isola di Trimel­one per la sua col­lo­cazione strate­gi­ca non lon­tana dal­la cos­ta, poco più di 300 metri da Assen­za, nel cor­so dei sec­oli è sem­pre risul­ta­ta d’interesse mil­itare. Rifu­gio delle popo­lazioni del­la zona al tem­po delle inva­sioni bar­bariche, fu muni­ta di un castel­lo-fortez­za poi suc­ces­si­va­mente fat­to abbat­tere dal Bar­barossa alla vig­ilia del­la battaglia di Leg­na­go del 1176. Nel 1912 l’isola fu trasfor­ma­ta in avam­pos­to bel­li­co dato che all’altezza di Navene cor­re­va il con­fine con l’impero aus­tro-ungari­co. Comunque già a par­tire dal 1909 e fino allo scop­pio del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale un dis­tac­ca­men­to mil­itare, a volte di , fan­ti o bersaglieri, pren­de­va pos­ses­so dell’isola arma­ta di due poten­ti can­noni. Nel 1930 l’impresa di Ange­lo Cat­te­lani di Idro ottenne dal­lo Sta­to l’autorizzazione a trasfor­mare il roc­cioso isolot­to in cantiere per la lavo­razione dei resid­uati bel­li­ci del­la Grande Guer­ra. Improvvisa­mente il 5 otto­bre del 1954, ver­so le 23, un ter­ri­bile boa­to mise a soqquadro l’area. Lo scop­pio, segui­to da un incen­dio che durò tre giorni, provocò la dis­truzione di più di metà dell’isolotto; non vi furono mor­ti né feriti.L’isola di Trimel­one fu nel ’60 acquis­ta­ta dal Comune di Bren­zone diret­ta­mente dal­lo Sta­to per 800mila lire. L’alienazione avvenne a pre­cise con­dizioni: il luo­go venisse trasfor­ma­to a verde e con­ser­va­to a pub­bli­co godi­men­to. Non sono da allo­ra man­cati prog­et­ti per uti­liz­zare l’isola di Trimel­one ma fino a oggi tut­to si è are­na­to per la dif­fi­coltà a reperire i fon­di nec­es­sari alla bonifi­ca dell’isolotto. In pas­sato l’autorità giudiziaria ha ipo­tiz­za­to l’utilizzo impro­pri dei resid­uati bel­li­ci per la strage di Bologna.

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