Italo Della Cella, portavoce del Comitato per la difesa del santuario e del territorio: «Andremo dal premier». «C’è un progetto alternativo ma nè la società nè i politici l’hanno preso in considerazione»

«La Tav stia lontana dal Frassino»

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Par­la di «dan­no irrepara­bile, oltre che per il Frassi­no, per tut­to il paese». Spie­ga che il Comi­ta­to per la dife­sa del San­tu­ario e del ter­ri­to­rio, di cui è por­tav­oce, «è nato per difend­ere l’identità del­la gente di Peschiera, le sue radi­ci, la sua inco­lu­mità, le ragioni stesse del­la sua esisten­za e del­la sua sto­ria mil­lenar­ia». Ricor­da che «anco­ra nel 2000 è sta­to redat­to un doc­u­men­to sot­to­scrit­to da 7.000 cit­ta­di­ni in cui si pro­pone­va al Con­sorzio una soluzione alter­na­ti­va al pas­sag­gio — già deciso — dei supertreni nel cuore di Peschiera e a 100 metri dal Frassi­no medi­ante lo stu­dio di un prog­et­to che prevede­va di far cor­rere per 12 chilometri l’Alta veloc­ità a sud del paese, in aper­ta cam­pagna, e di col­le­gar­la a nord, oltre Castel­n­uo­vo, attra­ver­so un viadot­to pas­sante sull’autostrada». Si stizzisce: «Tut­to questo sen­za dover creare cos­tose gal­lerie, sen­za dis­trug­gere ter­ri­to­rio e con dan­no ridot­to per le zone in cui sareb­bero tran­si­tati i supertreni». E subito si ram­mar­i­ca: «Ques­ta soluzione, purtrop­po, per quan­to val­i­da è sta­ta pre­con­cettual­mente scar­ta­ta dai rap­p­re­sen­tan­ti del­la Tav e da alcu­ni ammin­is­tra­tori. La nos­tra istan­za è cadu­ta nel nul­la, non si è volu­to da alcu­na parte, nè polit­i­ca nè tec­ni­ca, pren­dere in con­sid­er­azione uno stu­dio di mas­si­ma del prog­et­to». L’avvocato Ita­lo Del­la Cel­la, a nome del Comi­ta­to che rap­p­re­sen­ta (alcu­ni dei com­po­nen­ti sono tra l’altro pro­pri­etari di ter­reni su cui sono des­ti­nati a tran­sitare i supertreni), repli­ca a tono all’assessore provin­ciale alla via­bil­ità Gilber­to Poz­zani «pre­oc­cu­pa­to per la fase di stal­lo in cui è fer­mo da tem­po il prog­et­to». Repli­ca e va oltre: «Certe dichiarazioni dispi­ac­ciono per­chè è in gio­co il futuro di un’intero paese e di chi ci vive. Sarebbe inter­es­sante che gli stes­si gov­er­nan­ti, come il verde Boa­to ex asses­sore regionale, che vent’anni fa sen­ten­ziarono a tavoli­no nel nome del pro­gres­so il pas­sag­gio del­la Tav a Peschiera rasente alla Serenis­si­ma, vis­i­tassero oggi i luoghi da loro prescelti e con­statassero quali prob­le­mi, una vol­ta real­iz­za­ta, com­porterà per gli stes­si e per chi li abita».

Parole chiave: