BORELLI: “QUEST’OTTIMO GIUDIZIO CONFERMA L’OTTIMO LAVORO CHE STIAMO FACENDO”

LISTE D’ATTESA: I NAS PROMUOVONO L’AOD A PIENI VOTI

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Di Luca Delpozzo

L’8 set­tem­bre scor­so, il Coman­do dei per la San­ità – N.A.S. di Bres­cia, han­no effet­tua­to degli accer­ta­men­ti riguardan­ti le liste d’attesa – pri­mo acces­so in mer­i­to a visi­ta car­di­o­log­i­ca, mam­mo­grafia ed ecografia addom­i­nale pres­so gli ospedali dell’Azienda Ospedaliera. I NAS, recatisi al C.U.P. (Cen­tro Uni­co di Preno­tazione) sito pres­so l’ospedale di Desen­zano, han­no costata­to quan­to segue: 1. per visi­ta car­di­o­log­i­ca, si è accer­ta­to che il pri­mo acces­so era pos­si­bile nel­la medes­i­ma gior­na­ta pres­so l’Ospedale di Gavar­do oppure per il 30 set­tem­bre 2005 pres­so l’Ospedale di Desen­zano. Al prece­dente accer­ta­men­to effet­tua­to il 20 mag­gio 2005, il tem­po d’attesa era di 19 gg.2. per una mam­mo­grafia, si è accer­ta­to che il pri­mo acces­so pos­si­bile era per il 21 set­tem­bre 2005 (13 gg. dopo). Al prece­dente accer­ta­men­to effet­tua­to il 20 mag­gio 2005, il tem­po d’attesa era di 111 gg.3. Per un’ecografia addom­i­nale, si è accer­ta­to che il pri­mo acces­so disponi­bile era per il 28 set­tem­bre 2005 (20 gg. dopo). Al prece­dente accer­ta­men­to effet­tua­to il 20 mag­gio 2005, il tem­po d’attesa era di 47 gg.Quindi, rispet­to al 20 mag­gio scor­so, per una visi­ta car­di­olo­gia si sono azzerati i giorni d’attesa, per una mam­mo­grafia i giorni d’attesa sono dimi­nu­iti di ben 98 giorni ed infine, per un’ecografia addom­i­nale, i giorni d’attesa sono dimi­nu­iti di 27 giorni.“Dato che ques­ta notizia – ha ril­e­va­to il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, è giun­ta dai Cara­binieri dei NAS di Bres­cia, la stes­sa è quin­di a pro­va di qual­si­asi tipo d’interpretazione. In un peri­o­do in cui proven­gono da ogni parte d’Italia notizie d’interminabili liste d’attesa, questi dati fan­no emerge che la lista d’attesa agli ospedali del­la nos­tra Azien­da Ospedaliera è dimi­nui­ta sen­si­bil­mente fino, come nel caso del­la visi­ta car­di­o­log­i­ca, addirit­tura di scom­par­ire del tut­to. Ovvi­a­mente – ha con­clu­so Borel­li -, quest’ultimo caso è chiara­mente un’eccezione, ma la ten­den­za reg­is­tra­ta sug­li altri due casi è quan­to mai chiara: le liste d’attesa all’AOD non solo sono sot­to con­trol­lo ma anche in con­sis­tente calo”.

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