Ciampi respinge la legge delega firmata Matteoli. Chincarini: decisione giusta

Livelli del lago e politica

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La legge del­e­ga in mate­ria ambi­en­tale fir­ma­ta dal min­istro Altero Mat­te­oli il 10 feb­braio e che ave­va boc­cia­to l’articolo 63 pro­pos­to in Com­mis­sione Sen­a­to dal sen­a­tore e sin­da­co di Peschiera, , con il quale chiede­va venisse attua­ta un’Autorità di baci­no per il Lago di Gar­da, è sta­ta a sua vol­ta boc­cia­ta dal pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, Car­lo Azeglio Ciampi, che non ha mes­so la fir­ma sul decre­to leg­isla­ti­vo che attua la legge del­e­ga. Ciampi ha rac­colto il dis­senso gen­erale che mon­do ambi­en­tal­ista, Regioni, Provin­cie e Comu­ni, ave­vano soll­e­va­to, tan­to che era venu­ta a man­care la con­cer­tazione di set­tore, con il parere neg­a­ti­vo al decre­to espres­so anche dal­la Con­feren­za uni­fi­ca­ta di Regioni ed Enti locali. Il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca ha scrit­to al gov­er­no per apporre alcune osser­vazioni di meto­do e chiedere chiari­men­ti sull’applicazione del­la legge. Chin­car­i­ni, quin­di pare avesse vis­to gius­to, quan­do nei giorni scor­si, ave­va lan­ci­a­to l’allarme per il con­flit­to tra isti­tuzioni. Repli­ca così: «Con­di­vi­do le pre­oc­cu­pazioni del pres­i­dente Ciampi, che con lo stop al decre­to con­fer­ma il con­flit­to di com­pe­ten­ze tra Sta­to, Regioni ed Enti Locali, come ave­vo già annun­ci­a­to anch’io. Il gov­er­no ora dovrà fornire i chiari­men­ti richi­esti. Ques­ta legge amplia gli ambiti ter­ri­to­ri­ali delle autorità di baci­no, che da aprile dovreb­bero essere sos­ti­tu­ite con le autorità dis­tret­tuali: gius­to l’opposto di quel­lo che tut­ti i comu­ni delle tre provin­cie chiede­vano e cioè un decen­tra­men­to di com­pe­ten­ze e autono­mia del Lago di Gar­da. Con ques­ta legge, il Gar­da invece, sarà rego­la­men­ta­to dall’Agenzia inter­re­gionale del Po (Aipo), che ne gov­er­na le uscite d’acqua e quin­di i liv­el­li del Lago e nel­lo stes­so tem­po anche dall’autorità dis­tret­tuale dell’Ovest, cre­an­do così un con­flit­to tra enti pub­bli­ci, uno inter­re­gionale ed uno statale, che andran­no ad oper­are nel­lo stes­so ambito».

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