Anche l’acquedotto al Garda Uno

Lo ha deciso il Consiglio comunale

14/07/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Silvia Musesti

Tut­to il «ciclo dell’acqua» salo­di­ana sarà nelle mani dell’Azienda . L’ha deciso mart­edì sera il Con­siglio comu­nale di Salò, approvan­do la con­ven­zione per l’affidamento all’azienda spe­ciale, che già si occu­pa­va del­la ed in parte delle fog­na­ture, del­la com­ple­ta ges­tione del «Servizio idri­co inte­gra­to», e quin­di anche dell’acquedotto. Con­trari i voti dei con­siglieri di mino­ran­za Ven­tu­ra e Zam­bel­li di «Civi­ca per Salò» («siamo d’accordo sul­la , ma nel­la con­ven­zione man­cano chiari­men­ti sul­la ges­tione del per­son­ale, sulle uten­ze spe­ciali e sul­la nom­i­na del­la Com­mis­sione di con­trol­lo») e Pez­za­li del Msft («le tar­iffe sali­ran­no sicu­ra­mente»). Favorevoli invece (oltre alla mag­gio­ran­za), pur con le nec­es­sarie rac­co­man­dazioni, Cobel­li e Forni di «Salò Viva». La con­ven­zione ha dura­ta di sette anni, di cui il pri­mo ha carat­tere sper­i­men­tale e tran­si­to­rio ed il Con­sorzio avrà la pos­si­bil­ità di acquisire le conoscen­ze tec­ni­co-eco­nomiche nec­es­sarie per poi pas­sare alla real­iz­zazione del prog­et­to: «Alla fine del pri­mo anno — spie­ga Nico­la Scot­ti, asses­sore al Bilan­cio ed in pas­sato mem­bro del Con­siglio di ammin­is­trazione del­la «Gar­da Uno» — l’Azienda dovrà fornire una det­tagli­a­ta relazione sul­la ges­tione e sug­li inter­ven­ti nec­es­sari per il miglio­ra­men­to dei servizi. Inoltre il Comune ha la pos­si­bil­ità di rescindere il con­trat­to». L’Azienda Gar­da Uno è nata negli anni Set­tan­ta, quan­do alcu­ni Comu­ni garde­sani decis­ero di cos­ti­tuire un con­sorzio per la depu­razione delle acque, e pro­prio Salò è tra i soci fonda­tori. Nel ’75 si aggre­garono anche altri Comu­ni, fino ad arrivare a rac­cogliere la zona che va da Limone a Sirmione. Negli anni Novan­ta divenne un’azienda spe­ciale e si rin­novò. «Con il supera­men­to del­la ges­tione in econo­mia non più con­sen­ti­ta dal­la legge Gal­li, e la nuo­va ges­tione “per con­to” — dice l’arch. Richet­ti, diret­tore del­la Gar­da Uno — l’azienda si pro­pone come brac­cio oper­a­ti­vo dei Comu­ni», che sono pro­pri­etari di una per­centuale del con­sorzio». La deter­mi­nazione delle tar­iffe non sarà più dei Comu­ni, ma dei baci­ni. «La tar­if­fa uni­ca di baci­no por­ta il ris­chio di penal­iz­zare alcu­ni pae­si, come Salò, che in questi anni han­no avu­to un’attenzione par­ti­co­lare ver­so il prob­le­ma del­la ges­tione delle acque» sot­to­lin­eano tutte le mino­ranze. «L’Azienda Gar­da Uno opera da anni sul nos­tro ter­ri­to­rio — risponde Bruno Faus­ti­ni, capogrup­po di mag­gio­ran­za -. Sare­mo, comunque, sem­pre atten­ti e vig­ili sul suo operato».

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