Ultimi ritocchi nella parrocchiale dei Santi Zeno e Martino e poi l’inaugurazione. Dopo due anni di restauro adesso risplende dietro l’altare

L’organo rompe un lungo silenzio

03/07/2001 in Avvenimenti
A Lazise
Di Luca Delpozzo

Par­roc­chiale dei San­ti Zeno e Mar­ti­no, ulti­mo atto. Com­ple­ta­to il restau­ro del­la chiesa, entro pochi giorni anche l’organo potrà far sen­tire la sua voce. Con le sue 70 canne vis­i­bili dis­poste a semi­cer­chio e ben altre 1400 canne che com­ple­tano la scala sono­ra, il vec­chio Malves­tio del 1929, trasfor­ma­to negli anni Ottan­ta dal­la dit­ta orga­nara Mar­chiori di Pado­va e in par­roc­chia a Lazise dagli anni 50 presto accom­pa­g­n­erà il con­cer­to inau­gu­rale del­la schola can­to­rum. Smon­ta­to alla fine degli anni Ottan­ta, è rimas­to nei deposi­ti di Sil­vio Miche­li, a Castel­laro Lagusel­lo per molto tem­po. Il mae­stro, diplo­ma­to in trom­bone al con­ser­va­to­rio veronese nonché ex diret­tore del grup­po Ottoni dell’Arena di Verona, ha pre­so a cuore il restau­ro del mon­u­men­tale organo e vi ha ded­i­ca­to oltre due anni di lavoro. Ora svet­ta sul basa­men­to del coro lig­neo del 1899, a sua vol­ta restau­ra­to come un mobile anti­co con l’utilizzo di gom­ma lac­ca, cera, stuc­chi e colle nat­u­rali. È sta­ta ripresa l’intonazione e sono sta­ti riposti i sonieri. «È sta­ta rifat­ta la con­solle», spie­ga Sil­vio Miche­li, «in noce nazionale, fun­zio­nante con un nuo­vo sis­tema di trasmis­sione elet­tron­i­co. Tor­na in attiv­ità uno dei migliori organi del Nord Italia, con flau­ti con calal­ta sal­da­ta che sono una vera rar­ità nel set­tore orga­naris­ti­co». La con­solle è in due tastiere, con 61 tasti cadau­na. La ped­aliera ne ha invece 32; 38 i reg­istri. Data la sua mon­u­men­tale ampiez­za, l’organo è sta­to col­lo­ca­to dietro l’altare mag­giore, nel­la zona absi­dale. Il restau­ro è costa­to più di 50 mil­ioni, resi disponi­bili gra­zie all’offerta di due gen­erose famiglie di Lazise, che si sono fat­te cari­co di ques­ta ulte­ri­ore spe­sa ed han­no fat­to fronte agli impeg­ni, soll­e­van­do don Edoar­do Sac­chel­la da un ulte­ri­ore pen­siero. L’organaro Miche­li prevede che il com­p­lesso movi­men­to, da lui col­lo­ca­to, pos­sa entrare in fun­zione nel giro di una deci­na di giorni. Con l’occasione la schola can­to­rum, diret­ta da Giuseppe Castel­lani, accom­pa­g­n­erà il suono dell’organo con il suo can­to in una solenne cel­e­brazione litur­gi­ca. Uni­vo­ca­mente pos­i­ti­vo il giudizio dei fedeli sul ritorno dell’organo: maestoso e di grande effet­to, con un suono cristalli­no.

Sergio Bazerla

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