L’idea è stata lanciata dal gruppo di esplorazioni subacquee profonde «Deep Explorer». Proposto un lavoro di catalogazione di tutti i relitti sommersi

Mappa dei segreti del lago

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Il non avrà più seg­reti. Si sta pen­san­do infat­ti ad un lavoro di cat­a­logazione, che for­nisca una sor­ta di map­patu­ra di quan­to nascon­dono i fon­dali del lago.L’ipotesi è sca­tu­ri­ta alcune sere fa, durante la riu­nione di fine anno, con cena in una trat­to­ria di Navaz­zo, del grup­po «Deep Explor­er», spe­cial­iz­za­to in esplo­razioni sub­ac­quee pro­fonde e che fa capo ad Ange­lo Mod­i­na. L’oc­ca­sione è servi­ta a trarre le con­clu­sioni del­l’an­no che si sta per con­clud­ere, nonché a met­tere sul tavo­lo le nuove pro­poste di lavoro.Quella già enun­ci­a­ta è sta­ta lan­ci­a­ta dal sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, il Comune dove «Deep Explor­er» ha la sede. Un invi­to, quel­lo di Ele­na, mat­u­ra­to in segui­to alla pub­bli­cazione di un’al­tra inter­es­sante pro­pos­ta edi­to­ri­ale, con­cretiz­za­ta nel 2005 e inti­to­la­ta «Grotte e forre del Bres­ciano», prepara­ta da Pier­gior­gio Meri­go, Beppe Zor­dan e Rug­gero Bon­tem­pi. Il nuo­vo lavoro, per ora solo ipo­tiz­za­to, cos­ti­tuirebbe una sor­ta di pas­sag­gio dagli anfrat­ti del­la ter­ra alle pro­fon­dità del­l’ac­qua. In entram­bi i casi i comu­ni denom­i­na­tori sono due, deter­mi­nati per un lato dal fas­ci­no mis­te­rioso del­la ricer­ca sot­to ter­ra o sot­t’ac­qua, e dal­l’al­tro dal­la ele­va­ta espe­rien­za nec­es­saria, accom­pa­g­na­ta alla indis­pens­abile dotazione tecnica.Modina ed i suoi sono rimasti abbot­to­nati. Come al soli­to, del resto. Ed è com­pren­si­bile, dato che si muovono tra «l’in­cu­d­ine» di un ambi­ente dif­fi­cile, per le con­dizioni in cui oper­a­no loro stes­si ed i mezzi di cui dispon­gono, ed il «martel­lo» di una nor­ma­ti­va, la cui appli­cazione non pare pro­prio agevolarli.Perciò, l’al­tra sera, alla pro­pos­ta del­la «map­patu­ra» è segui­ta l’e­s­po­sizione di quan­to è fino ad ora sta­to pos­si­bile doc­u­mentare da parte di «Deep Explor­er». Quan­to ad altre ril­e­van­ti novità all’oriz­zonte, per ora le boc­che restano cucite. Inutile insistere.Nel 2006, è sta­to det­to, sono pros­e­gui­te ricerche sia sul­l’al­to lago che più a Sud. In qualche caso è sta­to con­clu­so il lavoro già imposta­to in prece­den­za. L’at­tiv­ità del grup­po di ricer­ca sub­ac­quea si è, inoltre, allarga­ta alla pre­sen­tazione al pub­bli­co dei risul­tati, come è accadu­to nel palaz­zo munic­i­pale con la pre­sen­tazione del «Ritorno di Diana», un bar­cone affonda­to nel 1930 all’al­tez­za di Castel­let­to. Segui­tis­si­ma, inoltre, la trasmis­sione in diret­ta su «Pun­to TV», avvenu­ta in pieno luglio, con la piaz­za gremi­ta di pub­bli­co che ascolta­va il dibat­ti­to, ammi­ran­do le immag­i­ni che proveni­vano dai fondali.Il carniere del­la ricer­ca di «Deep Explor­er» è pieno, e viene illus­tra­to in un appos­i­to Cd. Si parte dal­l’at­tiv­ità del «Rov Nico­lus», dota­to di quat­tro tele­camere di pro­fon­dità e di un sofisti­ca­to sonar, per doc­u­mentare le cor­ren­ti sub­ac­quee pre­sen­ti in una sor­ta di canyon, a 175 metri di pro­fon­dità. A sosteg­no delle immag­i­ni anche le attrez­za­ture messe a dis­po­sizione da «Giò Sub», che miglio­ra­no la visione. Poi l’in­di­vid­u­azione di un relit­to di imbar­cazione che giace anco­ra a 190 metri di pro­fon­dità. Indi­vid­u­a­to (e recu­per­a­to) anche un moto­scafo in leg­no di 35 ton­nel­late, che si trova­va a 125 metri di pro­fon­dità, e che era dis­tante 200 metri dal pun­to di affon­da­men­to, vici­no alla spon­da veronese del lago. Quel moto­scafo è sta­to recu­per­a­to, e l’im­pre­sa res­ta la pri­ma del genere in Italia per un’im­bar­cazione di quelle carat­ter­is­tiche.