Il comune di Riva, assicura il sindaco Malossini e ribadisce l'assessore Marino, non accetta alcuna ipotesi di utilizzo di mezzi chimici

Meglio la schiuma che additivi chimici per il lago di Garda

04/07/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il comune di Riva, assi­cu­ra il sin­da­co Mal­ossi­ni e rib­adisce l’asses­sore Mari­no, non accetta alcu­na ipote­si di uti­liz­zo di mezzi chimi­ci per abbat­tere le schi­ume nel lago. Nel recente incon­tro fra ammin­is­tra­tori e tec­ni­ci, l’u­ni­ca soluzione prat­i­ca­bile nel breve peri­o­do per impedire la for­mazione delle schi­ume, era parsa quel­la del­l’u­so di addi­tivi chimi­ci (che l’Enel non intende pagare). La giun­ta ha det­to di no, in maniera esc­plici­ta e pren­to­ria. «Accer­ta­to che la schi­u­ma non è inquinante, dato che proviene dal­la fran­tu­mazione delle alghe pre­sen­ti nel lago di Ledro, sarebbe assur­do scegliere una for­ma di inquina­men­to (sia pure innocuo, come l’ag­giun­ta di questo genere di prodot­ti) per can­cel­larne un altro». Le schi­ume spari­ran­no defin­i­ti­va­mente quan­do la con­cen­trazione di alghe nel­l’ac­qua ledrense sarà tor­na­ta al di sot­to di cer­ti lim­i­ti, e questo accadrà quan­do i nutri­en­ti (ossia gli scarichi) non fini­ran­no più nel lago. Forse, per intan­to, sug­gerisce Mal­ossi­ni si potrebbe intubare lo scari­co e por­tar­lo al largo ed in pro­fon­dità, come accadde per il Bor­delli­no ai Sab­bioni una quindic­i­na d’an­ni addi­etro: ma allo­ra era in gio­co la bal­ne­abil­ità del­la spi­ag­gia ed una brut­ta figu­ra di dimen­sioni europee. La prossi­ma set­ti­mana, nel cor­so di un altro incon­tro con i tec­ni­ci del­l’Enel, sec­on­do con­fron­to per il grup­po di lavoro comu­nale coor­di­na­to da Pao­lo Matteotti.

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