Interattività, ambientazioni in «esterni»: oggi la presentazione

Museo dai fondali alle cimeper raccontare l’Alto Lago

22/05/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Sarà pre­sen­ta­to a mez­zo­giorno, nel­la sala con­feren­ze del di Sto­ria nat­u­rale di Verona, il prog­et­to del nuo­vo museo del cen­tro dell’alto lago, ora ospi­ta­to nel­la caser­met­ta all’interno del castel­lo scaligero. Gra­zie al con­trib­u­to eco­nom­i­co del­la Fon­dazione Cariverona e del Gal (Grup­po di Azione Locale Lessinia) in con­ven­zione con la Comu­nità Mon­tana del Bal­do sarà pos­si­bile «ridis­eg­nare» l’intero museo, più accat­ti­vante e di facile dial­o­go con i visitatori.L’obiettivo dell’assessorato alla cul­tura di Mal­ce­sine, di con­cer­to con il museo civi­co di Verona, è quel­lo di uscire dagli sche­mi clas­si­ci dei musei e pro­porre un viag­gio tra scenografie, ricostruzione di par­ti­co­lari habi­tat, il recu­pero di gran­di ani­mali (dall’aquila allo stam­bec­co) col­lo­cati non in vetrine ma all’aperto sug­geren­do un’ambientazione qua­si nat­u­rale. L’attuale museo, divi­so nelle clas­siche sezioni di Geolo­gia, Pale­on­tolo­gia, Botan­i­ca, Zoolo­gia e Preis­to­ria, lascerà il pos­to a un nuo­vo prog­et­to che ha per obi­et­ti­vo il rap­p­re­sentare una sto­ria nat­u­rale del ter­ri­to­rio, di facile apprendi­men­to, imme­di­a­ta com­pren­sione e grande suggestione.Si par­tirà dal lago, dalle sue pro­fon­dità (oltre 300 metri), dal­la vari­età del­la sua for­mazione geo­log­i­ca alla ric­chissi­ma pre­sen­za di piante e ani­mali, alle più antiche popo­lazioni preis­toriche che vi han­no abi­ta­to sulle rive fin dal sec­on­do mil­len­nio avan­ti Cristo, per arrivare, con un per­cor­so a tappe ben scan­dite al Monte Bal­do. Si pun­terà ad immag­i­ni di realtà oggi vis­i­bili pro­poste come icone di imme­di­a­to ori­en­ta­men­to. Per esem­pio, la local­ità « I Piom­bi» sul Monte Bal­do è l’occasione per par­lare delle roc­ce fos­sil­if­ere che oggi si rin­ven­gono a quel­la alti­tu­dine, ma che 50 mil­ioni di anni fa era­no parte del fon­dale di un mare pro­fon­do. La ricostruzione di un ambi­ente come il can­neto, servirà a una con­tes­tu­al­iz­zazione imme­di­a­ta e visi­va del­la fau­na e flo­ra di oggi per arrivare a illus­trare l’ambiente nat­u­rale del­la riva del lago e la sua ric­chez­za di habi­tat uni­co. Il filo con­dut­tore è l’interattività. I tem­pi di real­iz­zazione del prog­et­to preve­dono l’inizio dell’allestimento a novembre.

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