L’appuntamento a palazzo Bagatta. Riconoscimenti conferiti agli insegnanti di tante generazioni

Nel giorno del patrono un «grazie» ai maestri

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Tre anni fa l’amministrazione comu­nale di Desen­zano ave­va isti­tu­ito una cer­i­mo­nia pub­bli­ca nel cor­so del­la quale era­no sta­ti con­fer­i­ti riconosci­men­ti a inseg­nan­ti a riposo che sono sta­ti pun­to di rifer­i­men­to educa­ti­vo per tante gen­er­azioni di desen­zane­si. Un’iniziativa che ave­va subito riscos­so il plau­so non solo dei pro­tag­o­nisti, ma anche dei loro ex allievi. Un amar­cord sen­za nos­tal­gie, forse con qualche emozione e qualche ricor­do da rie­vo­care sim­pati­ca­mente. E con qualche nota di tris­tez­za per qual­cuno già scom­par­so. Nel 2005, per esem­pio, se n’è anda­to il pro­fes­sore di musi­ca Rug­gero Giusti, pietra mil­iare dell’insegnamento musi­cale in diverse scuole. Gra­zie a lui decine di ragazzi intrap­re­sero l’attività musi­cale e di can­to. La pre­mi­azione degli inseg­nan­ti ha luo­go in occa­sione del­la fes­ta del­la patrona Sant’Angela Meri­ci, figu­ra atti­va ed inno­va­trice in cam­po educa­ti­vo. L’appuntamento è fis­sato dunque per domani alle 15.30 nel­la sala Brunel­li di palaz­zo Bagat­ta. Quest’anno i riconosci­men­ti ver­ran­no con­fer­i­ti ai docen­ti che han­no inseg­na­to nelle scuole del­la cit­tad­i­na e che sono nati tra il 1926 ed il 1931. L’elenco, fan­no sapere in Comune, è par­ti­co­lar­mente lun­go e rap­p­re­sen­ta­ti­vo. Ver­ran­no pre­miati dal sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za e dell’assessore all’istruzione Maria Vit­to­ria Papa con la con­seg­na d’una tar­ga le maestre ele­men­tari Mile­na Azzi, Bian­ca Bag­na­to, Giu­lia Fan­ti, Elda Mad­dale­na Fra­cas­si, Giu­liana Veronese, Fer­nan­da Vis­chioni ed i pro­fes­sori Rosan­na Ali­men­ti, Ange­lo Lui­gi Fan­toni, Fran­ca Gan­di­ni, Ange­lo Gol­fré Andreis, Piera Maria Mon­tec­chio, Rosan­na Raman­do, Simone Saglia e Ange­lo Triv­i­ni. Nomi che evo­cano tan­ti ricor­di ed emozioni, squar­ci di vita di gioven­tù quan­do si indos­sa­vano i cal­zoni alla zua­va o le cam­ice bianche con i col­li fuori dal­la giac­ca. Era­no gli anni Cinquan­ta e Ses­san­ta, il boom eco­nom­i­co sta­va sfio­ran­do anche la cit­tad­i­na garde­sana, anco­ra tim­i­da local­ità di provin­cia con un tur­is­mo appe­na accen­tu­a­to. Fra le scuole primeg­gia­va l’austero e sig­no­rile liceo con­vit­to «Bagat­ta», men­tre apri­vano i bat­ten­ti le prime scuole supe­ri­ori come il «Bazoli». Domani a stringer­si attorno ai loro amati inseg­nan­ti ci saran­no anche numerosi ex studenti.