Il Consiglio approva lo studio di fattibilità per l’alternativa alla Gardesana ma il sindaco ammonisce Accordo tra Provincia e 20 paesi per il nuovo collegamento

«Niente strada spaccacollina»

23/04/2003 in Viabilità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Una alter­na­ti­va alla stra­da garde­sana per «decon­ges­tionare il traf­fi­co» e «per­me­t­tere di rag­giun­gere agevol­mente la riv­iera set­ten­tri­onale del Gar­da veronese». Sareb­bero questi gli scopi all’o­rig­ine dell’approvazione, da parte del Con­siglio comu­nale, del­la delib­era che san­cisce la redazione di uno stu­dio di fat­tibil­ità di una via alter­na­ti­va alla Garde­sana, attra­ver­so un «accor­do di pro­gram­ma con la Provin­cia di Verona e con gli altri Comu­ni inter­es­sati» a risol­vere l’an­noso prob­le­ma via­bilis­ti­co che si crea spe­cial­mente nei peri­o­di di inten­so flus­so tur­is­ti­co. E così, con l’ap­provazione di tut­ti i con­siglieri che era­no pre­sen­ti in aula, il Comune di Tor­ri scu­cirà trem­i­la euro per con­tribuire a total­iz­zare i cen­tomi­la di cos­to com­p­lessi­vo del­lo stu­dio di fat­tibil­ità. Ad accol­lar­si la spe­sa saran­no anche altri 19 Comu­ni del­l’area garde­sana, del­la Valpo­li­cel­la e del­l’area pede­baldense, tut­ti teori­ca­mente inter­es­sati a trovare una soluzione che iden­ti­fichi, ove pos­si­bile, una «soluzione defin­i­ti­va ad una rete via­bilis­ti­ca del­la riv­iera set­ten­tri­onale ormai inadegua­ta», come recita il testo del­la delib­era. Nel­l’ac­cor­do di pro­gram­ma risul­ta coin­vol­ta anche la Comu­nità mon­tana del , cui però non risul­ta siano sta­ti chi­esti fon­di. E così, nel­l’or­dine, Peschiera, Castel­n­uo­vo, Lazise, Pas­tren­go, Cavaion, Affi, Bar­dolino, Riv­o­li, Capri­no, Gar­da, lo stes­so Tor­ri, Coster­mano, San Zeno di Mon­tagna, Bren­zone, Mal­ce­sine, Fer­rara di Monte Bal­do, Brenti­no Bel­luno, San­t’Am­bro­gio, Bus­solen­go, e Dol­cè, ven­ti comu­ni in tut­to, spender­an­no trem­i­la euro cia­cuno, per un totale di 60 mila euro. I rima­nen­ti 40 mila usci­ran­no dai palazzi del­la Provin­cia per arrivare ai cen­tomi­la nec­es­sari, qua­si 200 mil­ioni di vec­chie lire. La dura­ta dell’accordo è di cinque anni, pro­ro­ga­bili con appos­i­to atto, e «la Provin­cia s’im­peg­na a coor­dinare l’azione, in modo da pro­cedere con sol­leci­tu­dine alla real­iz­zazione del­l’­opera in ogget­to». Nel­l’ac­cor­do di pro­gram­ma, la stra­da ogget­to di stu­dio viene defini­ta come «un col­lega­men­to del medio lago con l’al­to lago, a monte del­la stra­da litoranea», e viene fat­to chiaro rifer­i­men­to al fat­to che «la Provin­cia ha adot­ta­to il prog­et­to pre­lim­inare del Piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale indi­can­do, tra le infra­strut­ture del­la grande via­bil­ità» questo «col­lega­men­to, per cui viene ritenu­to nec­es­sario un appro­fondi­men­to per val­utare le esi­gen­ze via­bilis­tiche, eco­nomiche ed ambi­en­tali da sod­dis­fare». Inoltre, si fa rifer­i­men­to anche alle pre­sunte «gravi perdite che l’i­nadegua­ta via­bil­ità infligge quo­tid­i­ana­mente all’e­cono­mia preva­len­te­mente tur­is­ti­ca del­l’area, nonché alla impel­lente neces­sità di riqual­i­fi­care, sot­to l’aspet­to ambi­en­tale, il medio ed alto lago, onde indi­vid­uare un per­cor­so otti­male e con­di­vi­so». In sin­te­si, par­rebbe emerg­ere piut­tosto chiara­mente la volon­tà di indi­vid­uare e fare una «stra­da che col­leghi Coster­mano, o Affi, con Pai, o Mal­ce­sine», come è sta­to rib­a­di­to nel­la sedu­ta con­sil­iare. Va ricorda­to infine come già, quan­do la Provin­cia ave­va pos­to all’attenzione dei sin­goli Comu­ni il Piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale, lo stes­so abbia ripor­ta­to sonore e severe boc­cia­ture, oltre a critiche da moltissime ammin­is­trazioni locali del Veronese. Dal lago fino alla Bas­sa infat­ti molti Comu­ni ave­vano ravvisato diver­si «errori rel­a­tivi a cias­cun ter­ri­to­rio», quan­do non addirit­tura la «scarsa conoscen­za delle aree», come era sta­to det­to a Tor­ri. Ed anche il pri­mo Comune del­l’al­to Gar­da ave­va espres­so giudizi neg­a­tivi sul­la even­tuale pos­si­bil­ità di «creare una stra­da a metà col­li­na, per le dev­as­tan­ti pos­si­bili con­seguen­ze ambi­en­tali che si sareb­bero potute creare». Tan­to che la stra­da alter­na­ti­va, almeno per l’am­min­is­trazione di Tor­ri, era sta­ta bol­la­ta come «una inutile lin­ea nera trac­cia­ta su un foglio, tra Coster­mano e Pai, che non tiene con­to del­la realtà e del­la mor­folo­gia del ter­ri­to­rio». «Ben ven­ga ora quin­di», ha com­men­ta­to nel­l’ul­ti­ma sedu­ta con­sil­iare il sin­da­co di Tor­ri, Alber­to Vedovel­li «uno stu­dio di fat­tibil­ità. In questo modo, si potran­no capire defin­i­ti­va­mente le vere neces­sità locali, oltre che se sia utile ed oppor­tuno poten­ziare l’e­sistente stra­da, poten­ziare altri sis­te­mi di trasporto o, effet­ti­va­mente, fare una nuo­va stra­da, alter­na­ti­va alla Garde­sana. Ad una via a metà col­li­na con un cer­to impat­to ambi­en­tale comunque erava­mo e siamo con­trari». Non res­ta che stare a vedere cosa pro­por­ran­no i tec­ni­ci nel­lo stu­dio di fat­tibil­ità.

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