Peschiera e Castelnuovo contrari all’ipotesi di far pagare chi utilizzerà la variante alla statale. E si sta pensando a prolungare la nuova strada verso Verona

No all’autostrada leggera

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Quan­to costerebbe, alla Regione, real­iz­zare il pri­mo stral­cio di vari­ante alla statale 11 — tre chilometri di nuo­va stra­da e un ammod­er­na­men­to dell’attuale tan­gen­ziale di Peschiera sino all’altezza del casel­lo autostradale — inseren­do tut­ti i cor­ret­tivi richi­esti dai cit­ta­di­ni con le osser­vazioni pre­sen­tate al prog­et­to? È il que­si­to a cui vuole dare rispos­ta l’amministrazione comu­nale, che ha già richiesto un incon­tro con i respon­s­abili di Vene­to strade. «Dopo l’approvazione di questo stral­cio da parte del­la Com­mis­sione regionale di Val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale, dob­bi­amo iniziare a scen­dere nel con­cre­to, in modo da non perdere altro tem­po», dice , sin­da­co di Peschiera. «Il pri­mo pas­so da com­piere è senz’altro quel­lo di deter­minare i costi delle richi­este avan­zate sia dall’amministrazione che dai cit­ta­di­ni, e che sono state approvate dal con­siglio comu­nale. E questo per pot­er capire fino a che pun­to arri­va la disponi­bil­ità del­la Regione per far fronte a queste spese». In dis­cus­sione sono le soluzioni da adottare per i vari svin­coli, le bar­riere antiru­more, le pos­si­bil­ità via­bilis­tiche per con­tin­uare a garan­tire l’accesso al paese. «Ma anche, e direi forse pri­ma di tut­to, le situ­azioni dei pri­vati che subi­ran­no degli espro­pri. Vedremo l’incidenza di tut­ti questi aspet­ti sul cos­to pre­vis­to di qua­si 19 mil­ioni di euro e, soprat­tut­to», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «quali mar­gi­ni abbi­amo per oper­are le mod­i­fiche aus­pi­cate». Il sin­da­co di Peschiera ritor­na anche sul­la ques­tione del­la vari­ante uti­liz­za­ta come futu­ra «autostra­da leg­gera», sec­on­do quan­to prospet­ta­to dal­la Soci­età autostrade: anziché la quar­ta cor­sia sul­la Bres­cia-Pado­va la Soci­età real­izzerà a pro­prie spese i trat­ti man­can­ti delle tan­gen­ziali dei vari pae­si e capolu­oghi di provin­cia esisten­ti sul­lo stes­so trac­cia­to. Una vol­ta ulti­ma­to, questo col­lega­men­to dovrebbe essere uti­liz­za­to come una cosid­det­ta autostra­da leg­gera, sem­pre a paga­men­to, ma con un pedag­gio infe­ri­ore rispet­to a quel­lo del­la vera autostra­da. «Un prog­et­to che non con­di­vidi­amo; ma se così dovrà essere», dichiara Chin­car­i­ni, «cercher­e­mo di ottenere che non sia sot­to­pos­to a paga­men­to il trat­to cor­rispon­dente all’attraversamento del cen­tro abi­ta­to di Peschiera». Anche gli ammin­is­tra­tori di Castel­n­uo­vo si dicono con­trari all’ipotesi di una vari­ante alla statale trasfor­ma­ta in stra­da a pedag­gio «ma pen­si­amo che sia pre­maturo par­larne», dice Mas­si­mo Loda, asses­sore ai Lavori pub­bli­ci. «Ci las­cia, invece, quan­tomeno per­p­lessi l’approvazione da parte del­la Com­mis­sione regionale Via anche del sec­on­do stral­cio di vari­ante alla statale, quel­lo che ci riguar­da diret­ta­mente per­ché col­le­ga l’area del casel­lo autostradale di Peschiera con la roton­da di rac­cor­do con la super­stra­da per Affi. Questo trat­to lib­era dal prob­le­ma del traf­fi­co il cen­tro abi­ta­to di Cav­al­caselle e quin­di non pos­si­amo che esserne feli­ci, ma stupisce che la Com­mis­sione regionale di val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale si sia espres­sa solo adesso su entram­bi i trat­ti. Per­ché se Peschiera deve anco­ra iniziare i lavori, da noi l’approvazione arri­va a stra­da prati­ca­mente già fat­ta. Cosa sarebbe suc­ces­so se la val­u­tazione ambi­en­tale fos­se sta­ta neg­a­ti­va? Avreb­bero ripristi­na­to tut­to come pri­ma?» Ora, per Castel­n­uo­vo, il prob­le­ma si spos­ta ad est. «Abbi­amo già inizia­to a lavo­rare per fare in modo che si pen­si, quan­to pri­ma, a pro­l­un­gare la vari­ante ver­so Verona. Altri­men­ti il prob­le­ma del traf­fi­co sarà solo sta­to sposta­to dal cen­tro abi­ta­to di Cav­al­caselle a quel­lo di Castel­n­uo­vo. La nos­tra ammin­is­trazione vuole capire», con­clude l’assessore, «se c’è la volon­tà di far pros­eguire la vari­ante sino a Verona».

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