Analisi fatte sul microrganismo che ha provocato chiazze nere nel Garda: nessun pericolo per la salute

Non è tossico ma l’origine resta un mistero

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Di Luca Delpozzo
(b.b.)

È innocuo il micror­gan­is­mo, il pro­to­zoo cil­ia­to, che da una deci­na di giorni è appar­so sul Gar­da, aller­tan­do tur­isti e mobil­i­tan­do l’Agenzia regionale per la pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to (Arpav). Dice Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile Arpav per il Gar­da: «Tut­ti i test di lab­o­ra­to­rio han­no dato esi­to neg­a­ti­vo. Come si pen­sa­va questo cil­ia­to non è tossi­co». La sua iden­tità res­ta però un mis­tero al vaglio di stu­diosi. La pre­sen­za del micror­gan­is­mo era sta­ta seg­nala­ta tra saba­to e mer­coledì, quan­do era­no state notate chi­azze nere in super­fi­cie a Riva, Peschiera, Sirmione, e Tor­ri «ma c’è dap­per­tut­to», nota Franzi­ni. Bot­tigli­ette con cam­pi­oni d’acqua era­no state por­tate in lab­o­ra­to­rio e anal­iz­zate in fret­ta «per­ché il pro­to­zoo, una vol­ta in provet­ta, si sfal­da e non resiste a lun­go», spie­ga l’esperto. «Abbi­amo pre­dis­pos­to il test con il Micro­tox e la Daph­nia Mania: non han­no ril­e­va­to alcun gra­do di tossic­ità». Se da pun­to di vista san­i­tario non ci sareb­bero prob­le­mi, res­ta ora da chiarire l’i­den­tità del micror­gan­is­mo. Un’équipe di stu­diosi se ne sta occu­pan­do. Inizial­mente si era pen­sato si trat­tasse di un Het­erotrichi­da, poi l’ipotesi era sta­ta scar­ta­ta. La sua ecolo­gia preferi­ta sarebbe comunque quel­la di acque ric­che di nutri­en­ti, da cui il dub­bio che sia il prodot­to di inquina­men­to. «Non abbi­amo in mano nes­sun dato per dire che si sia svilup­pa­to a causa dell’inquinamento», dice però. Con l’Arpav indagano il dipar­ti­men­to di biolo­gia dell’ di Pado­va, l’Appa di Tren­to e la sezione di lim­nolo­gia del tri­denti­no di scien­ze nat­u­rali e l’università di Parma.

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