Festa degli artiglieri della sezione di San Martino della Battaglia della Battaglia.

Nuovo monumento agli artiglieri

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Di Luca Delpozzo

Festa degli artiglieri della sezione di San Martino della Battaglia. In una splendida giornata di sole, ai piedi del colle di San Martino dove 141 anni fa, dopo una sanguinosa battaglia, fu posta una pietra fondamentale per l’unità dell’Italia, numerosi appartenenti all’Arma dell’artiglieria, provenienti anche da Bergamo e Cremona, si sono ritrovati a ricordare i morti per aiutare i vivi. E’ stato questo il senso dell’ intervento del sindaco di Desenzano del Garda Cino Anelli.Il corteo dei convenuti, sotto la coordinazione di Franco Olivetti, ha deposto una corona al monumento agli Alpini, in testa le bandiere della locale associazione Artiglieria e quelle della rappresentanza regionale. Poi il grande bandierone tricolore retta da 12 alpini di Desenzano del Garda.Con il presidente della sezione artiglieri della sezione di San Martino, Luigi Turcato, leader da ben 23 anni, c’erano il sindaco di Desenzano con gli assessori Guaragna, Venieri, Farinelli e il consigliere Ezio Breda, che rappresenta San Martino della Battaglia e che ha avuto una parte rilevante per l’inaugurazione del monumento. E ancora la dottoressa Francesca Montereal, commissario comandante la sezione della polizia di Desenzano. Madrina Barbara Breda, figlia del consigliere Ezio. Seguiva la fanfara alpina di Salò, i labari delle altre sezioni e tanti artiglieri.Dopo la deposizione della corona al monumento agli Alpini, il corteo ha deposto una seconda corona al monumento ai Caduti. Poi la messa, celebrata da don Giovanni, parroco di San Martino, animata dal coro di San Martino; all’organo Barbara Turcato, figlia del presidente la sezione di San Martino.Dopo la messa il corteo è ritornato al piazzale Miriam, dove è stato collocato il monumento, una colonna triangolare con a lato i fregi degli artiglieri e la data di inaugurazione, accanto una grande lastra di pietra, con al centro scolpita la classica fiamma che “batte nel petto di noi artiglieri”, come ha ricordato il presidente Luigi.Turcato nel saluto ai partecipanti, dopo la benedizione del monumento.Brevi parole anche del delegato regionale Lorenzo Vezza e del sindaco Cino Anelli, che ha ricordate che le due pietre del monumento non sono pietre morte, ma ricordano quelli che sono caduti per la patria, che devono rappresentate un momento di aggregazione e di amicizia.Anelli ha chiuso dicendo: “Dobbiamo continuare ad amare l’Italia, che non dobbiamo mai vergognarci di chiamare patria”.Una pergamena è stata consegnata all’artigliere Vincenzo Marchini. Applauso per Celeste Zanella, l’unico dei fondatori della sezione, nel lontano 1957, ancora in vita.Un plauso a Franco Olivetti, che ha coordinato tutta la cerimonia, e allo speaker Giancarlo Biscuola, che ha guidato la manifestazione. Poi tutti a gustare i manicaretti di nonna Rita.

Silvio Stefanoni
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