Un allarme lanciato dall’ufficio agricolura della Comunità montana alto Garda

Oliveti, c’è un insetto pericoloso

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

L’ufficio agri­coltura del­la Comu­nità mon­tana Bres­ciano, che ha la sede a Vil­la di Gargnano, infor­ma gli olivi­coltori che è in atto un attac­co, defini­to «forte», da parte del Fleotri­bo (Phloetribus Scarabaeoides). Si trat­ta di «un inset­to rodi­leg­no che provo­ca il dis­sec­ca­men­to pro­gres­si­vo dei ram­et­ti di oli­vo, con gravis­sime con­seguen­ze per lo sta­to di salute del­la pianta e sul­la pro­duzione di olive». L’at­tac­co è par­ti­to nel­la zona di Bogli­a­co, Villavetro, For­ni­co di Gargnano. Quan­to all’in­set­to, gli esper­ti lo descrivono così: «L’adul­to è lun­go cir­ca 2 mil­limetri e tende ad attac­care piante debil­i­tate per cause di stress da fred­do, da alte tem­per­a­ture e da nutri­en­ti. Nelle gior­nate calde di inver­no fuori­esce e rag­giunge le par­ti debil­i­tate o attac­ca i rami tagliati con la potatu­ra for­man­do delle gal­lerie. Le larve si accrescono nelle gal­lerie e a mag­gio e giug­no sfar­fal­lano. Gli adul­ti attac­cano le chiome delle piante per ali­men­ta­r­si, provo­can­done il dis­sec­ca­men­to». I mezzi di lot­ta? «Non esistono mezzi di lot­ta chim­i­ca ma solo mezzi agro­nomi­ci pre­ven­tivi e, per evitare che la malat­tia si dif­fon­da, è bene adottare delle mis­ure pre­ven­tive che con­sistono nel bru­cia­re i rami di potatu­ra pri­ma del­la fior­it­u­ra o, in caso di attac­co con­sis­tente, nel provvedere alla elim­i­nazione dei rami col­pi­ti e bru­cia­r­li. Non las­cia­re mai nel­l’o­live­to cat­a­ste di ramaglie: queste cos­ti­tuireb­bero una grande fonte di inoculo».

Parole chiave: