Il nodo-sanità. Gavardo o Roè? Stasera assemblea dei sindaci in Comunità montana. Elena, Festa e Bonincontri già alleati con i valsabbini

Ospedali, resa dei conti sul lago

16/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Ques­ta sera Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’al­to Gar­da bres­ciano, cercherà con­sen­si attorno alla mozione di ind­i­riz­zo che lui stes­so ave­va pro­pos­to la set­ti­mana scor­sa alla con­feren­za dei sin­daci altog­a­rde­sani. E’ prob­a­bile che non abbia vita facile, vis­to che tre pri­mi cit­ta­di­ni su nove (Pao­lo Ele­na di Toscolano Mader­no, Mar­cel­lo Fes­ta di Gargnano e Man­lio Bon­in­con­tri di Tig­nale) han­no già sot­to­scrit­to il pro­to­col­lo d’in­te­sa pro­pos­to da Mau­ro Borel­li, Diret­tore del­l’Azien­da Ospedaliera di Desen­zano. Una pro­pos­ta, quel­la di Borel­li, che in prece­den­za ave­va già ottenu­to l’aval­lo dei comu­ni e del­la Comu­nità mon­tana del­la Valle Sab­bia. Oltre­tut­to, nel­l’in­con­tro che si è tenu­to ven­erdì scor­so a Limone, men­tre a Gargnano si svol­ge­va, con­tem­po­ranea­mente, l’assem­blea del­la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’al­to Gar­da, altri comu­ni (Limone e Mag­a­sa) si era­no espres­si a favore del­la «pro­pos­ta Borel­li», sen­za però sot­to­scriver­la. Con­cor­di con la «mozione Faus­ti­ni» potreb­bero schier­ar­si, a questo pun­to, Giampiero Cipani di Salò, Diego Ardigò di Tremo­sine e Ange­lo Andreoli di Valvesti­no. Le posizioni uffi­ciali emerg­er­an­no, comunque, ques­ta sera, ma sul fat­to che — sul­l’ar­go­men­to-san­ità — sia in atto sul­l’al­to Gar­da una spac­catu­ra tra molti comu­ni e la Comu­nità mon­tana non c’è più alcun dub­bio. A par­tire da Gar­done Riv­iera che, con Alessan­dro Baz­zani, ha dichiara­to per iscrit­to la pro­pria disponi­bil­ità a sot­to­scri­vere il pro­to­col­lo del­l’Azien­da Ospedaliera di Desen­zano «a con­dizione che, nel definire l’of­fer­ta san­i­taria di tipo riabil­i­ta­ti­vo, resti con­fer­ma­ta a Fasano, pre­vio accor­do con gli Spedali Civili, la riabil­i­tazione car­di­olo­gia e non solo». Quan­to alla mozione pro­pos­ta da Faus­ti­ni, ven­gono evi­den­ziati i «lim­i­ti fun­zion­ali dei pre­si­di ospedalieri di Salò e Gavar­do, a causa del­la vetustà degli immo­bili ed anche in con­seguen­za del­la loro col­lo­cazione all’in­ter­no dei cen­tri abi­tati con lim­i­tate pos­si­bil­ità di svilup­po», aggiun­ti alla con­statazione che il baci­no di uten­za rac­coglie oltre 110 mila per­sone, che aumen­tano in estate. Sen­za con­tare che il ter­ri­to­rio com­pre­so nel­la comu­nità mon­tane di Gar­da e Valle Sab­bia è tra quel­li «con minori servizi e con pre­si­di ospedalieri vetusti e lon­tani dai comu­ni mon­tani». Quan­to alla pro­pos­ta di costru­ire un nuo­vo ospedale a Roè, «si con­di­vide la scelta fat­ta dal­la e si invi­ta la stes­sa a val­utare le per­p­lessità del Diret­tore del­l’Azien­da Ospedaliera». Ma, qualo­ra la Regione riten­ga che l’o­bi­et­ti­vo di un nuo­vo ospedale non sia rag­giun­gi­bile, «si ritiene nec­es­sario non dis­perdere le risorse asseg­nate e si indi­ca la neces­sità di provvedere alla ristrut­turazione dei due pre­si­di ospedalieri di Salò e di Gavar­do ed al poten­zi­a­men­to del pre­sidio di Gargnano e di Noz­za». Nel­la mozione si ritiene «nec­es­sario anche un poten­zi­a­men­to strut­turale e un rilan­cio del pre­sidio ospedaliero di Fasano». Con­clu­sione: «Qualunque scelta ven­ga effet­tua­ta, i pre­si­di ospedalieri di Salò e Gavar­do andran­no man­tenu­ti in piena effi­cien­za fun­zionale sino al con­cretiz­zarsi del­la nuo­va soluzione: in par­ti­co­lare deve essere imme­di­ata­mente poten­zi­a­to il Pron­to soc­cor­so di Gavar­do e cos­ti­tu­ito un effi­ciente repar­to di rianimazione».

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