Leggerissima flessione (-0,7%) del turismo generale 2002 e forte disaffezione tedesca: l'Apt passa al contrattacco. Enio Meneghelli: «L'obiettivo è una stagione unica di undici mesi»

«Parola d’ordine? Conquistare l’inverno»

12/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Molinari

Fino ad agos­to si sper­a­va nel «pareg­gio»: e cioè che le pre­sen­ze tur­is­tiche nel­l’Al­to Gar­da del 2002 fos­sero più o meno uguali a quelle del­l’an­no prece­dente. Tirate le somme a fine anno, com­plice un autun­no non da cop­er­ti­na, s’è invece scop­er­to che c’è sta­to un calo. Leg­geris­si­mo (-0,7 per cen­to), ma pur sem­pre sig­ni­fica­ti­vo di una realtà — il tur­is­mo garde­sano — che deve stare attenta.Posto che la «crisi» vera riguar­da il mer­ca­to tedesco (che nel 2002 ha per­so un 5 per cen­to rispet­to al 2001) e pur con­so­lati da altri seg­men­ti let­teral­mente in boom (ingle­si innanz­i­tut­to), i ver­ti­ci del­l’Apt si stan­no comunque ponen­do il prob­le­ma di dare ulte­ri­ore impul­so, nel­l’an­no a venire, a quei peri­o­di del­l’an­no che un tem­po era­no «sta­gione mor­ta» e che oggi si sco­prono essere l’au­t­en­ti­ca risor­sa «aper­ta» di un tur­is­mo che ormai, anche sul Gar­da, ma si chia­ma viag­gio, blitz, week-end, toc­ca­ta e fuga. For­mule di sog­giorno che i vec­chi alber­ga­tori bena­cen­si chia­ma­vano, con un po’ di sno­bis­mo, «mìgole» (brici­ole) e che oggi si risco­prono come pos­si­bile val­ore aggiunto.«Non c’è dub­bio che la tenu­ta del­l’al­to Gar­da ce la giocher­e­mo nel­la cosid­det­ta bas­sa sta­gione — spie­ga Enio Meneghel­li, pres­i­dente del­l’Apt — Anzi: a vol­er essere ancor più chiari, dirò che l’o­bi­et­ti­vo a cui puntare è quel­lo del­l’an­nu­al­ità del nos­tro tur­is­mo. A parte il peri­o­do 15 novem­bre-15 dicem­bre (che fisi­o­logi­ca­mente è indis­pens­abile anche alle aziende per tirare il fia­to e rin­no­vare), il resto del­l’an­no è tut­to spendibile».D’accordo, ma c’è ques­ta men­tal­ità negli operatori?«Direi di sì. Pren­dete il peri­o­do natal­izio. Le aziende aperte, sul Gar­da trenti­no, era­no parec­chie. Così come sono sem­pre più numerosi gli oper­a­tori che, anche per man­ten­er­si il per­son­ale più qual­i­fi­ca­to, coprono di fat­to tut­to l’ar­co del­l’an­no. Sul fronte del­l’of­fer­ta dob­bi­amo lavo­rare con nuo­va lin­fa. I seg­men­ti più inter­es­san­ti sono l’enogas­trono­mia, qualche occa­sione cul­tur­ale mira­ta, un poten­zi­a­men­to di man­i­fes­tazioni più leg­gere sul sol­co del­la Mez­zan­otte di Fiaba».Cultura? Adesso, a Rovere­to, c’è il Mart. Sono pos­si­bili delle sinergie?«Non c’è dub­bio. E ce ne sti­amo già accor­gen­do. Per quan­to riguar­da il sog­giorno alberghiero, il rifer­i­men­to nat­u­rale del d’Arte è pro­prio il Gar­da. I pac­chet­ti com­bi­nati, anche fuori sta­gione, devono essere potenziati».Che seg­nali ci sono per il 2003? Che previsioni?«Sul fronte tedesco sof­frire­mo anco­ra. Mi risul­ta che i tour oper­a­tor del­la Ger­ma­nia abbiano ridot­to di un dieci per cen­to le preno­tazioni di voli char­ter sui nos­tri scali di rifer­i­men­to. Non lo avreb­bero sicu­ra­mente fat­to se non avessero la net­ta sen­sazione che i loro con­nazion­ali tir­eran­no anco­ra cinghia per quan­to riguar­da le vacanze».Come rea­girete? «Con real­is­mo — spie­ga Meneghel­li — Con­tin­uan­do un lavoro di pro­mozione serio e mira­to e tenen­do ben pre­sente che la for­tu­na nos­tra degli ulti­mi anni è sta­ta una buona diver­si­fi­cazione del­l’of­fer­ta. Il bike, ad esem­pio, è sta­to un aut­en­ti­co suc­ces­so. Per questo riten­go che l’aper­tu­ra del­la Ponale sarà un affare. Dirò di più: sarei anche favorev­ole ad un pic­co­lo pedag­gio. Non per spennare i ciclisti, ma per offrir­gli in cam­bio una bel­la manuten­zione del­la stra­da, un bar panoram­i­co e un kit di mappe e indi­cazioni sulle nos­tre strade ped­al­a­bili».

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