Record di richieste ma c’è chi ha presentato più domande. I vigili: «Denunceremo i diportisti che barano»

Posti barca, caccia ai furbi

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Ci vor­rà anco­ra del tem­po pri­ma che i diportisti che han­no pre­sen­ta­to doman­da per ottenere il pos­to bar­ca in con­ces­sione a Desen­zano pos­sano conoscere l’esito del­la richi­es­ta. Al pro­to­col­lo del Comune sono giunte qua­si 700 richi­este a fronte dei 450 ormeg­gi disponi­bili nei quat­tro por­ti comu­nali (ex region­ali): Zat­tera e Riv­oltel­la nell’omonima frazione, quin­di Por­to Vec­chio e Pon­tili. Si è bat­tuto il record di 500 domande rag­giun­ti negli anni scor­si. Nel frat­tem­po, l’ufficio Tec­ni­co comu­nale atte­so da un pesante e cer­tosi­no lavoro di val­u­tazione, attende di capire quali saran­no gli effet­ti del­la deci­sione dell’Oreco, l’organo di con­trol­lo regionale, che per ben due volte ha chiesto di togliere un «priv­i­le­gio» che Desen­zano — ma anche tut­ti gli altri Comu­ni riv­ieraschi — ave­va inser­i­to nel ban­do di con­cor­so. Si trat­ta del prin­ci­pio del «dirit­to di insis­ten­za» pre­vis­to dal Codice di , ovvero di un riconosci­men­to che la pub­bli­ca ammin­is­trazione attribuisce all’utente qualo­ra avesse già godu­to del­la con­ces­sione del pos­to bar­ca rispet­to ad uno nuo­vo. Nel­la grad­u­a­to­ria, a par­ità di dirit­ti, quin­di, sarebbe avvan­tag­gia­to il vec­chio con­ces­sion­ario. Ebbene questo prin­ci­pio non è sta­to ritenu­to legit­ti­mo dell’organo regionale di con­trol­lo, e dal­la stes­sa Regione che in una cir­co­lare ha rib­a­di­to l’inapplicabilità del «dirit­to di insis­ten­za». Due le tesi a con­fron­to sulle ques­tione: una sostiene che il dirit­to di insis­ten­za scat­ta quan­do si trat­ta di rin­no­vo del­la con­ces­sione, l’altra invece indif­fer­ente­mente a dis­crezione dell’Amministrazione. Sirmione, intan­to, pri­mo tra tut­ti i Comu­ni garde­sani, ha sti­la­to già la sua grad­u­a­to­ria («Bres­ciaog­gi» l’ha pub­bli­ca­ta nell’edizione di domeni­ca 21 gen­naio) e ora si atten­dono i ver­sa­men­ti dei canoni da parte dei «for­tu­nati», pari a 33 mila lire al metro quadro. Tem­po utile: entro il 28 feb­braio. Altri Comu­ni, come quel­lo di Gargnano, sono in atte­sa di pro­cedere alla grad­u­a­to­ria. La Comu­nità Mon­tana Alto Gar­da ha appli­ca­to, invece, il prin­ci­pio sec­co del sorteg­gio a pre­scindere dal­la pre­sen­tazione del­la doman­da. Ma anche l’ente di Gargnano ha fis­sato il prin­ci­pio del dirit­to d’insistenza, con tut­ti le incog­nite legate al parere dell’Oreco. Tor­nan­do a Desen­zano, res­ta anco­ra da chiarire il «gial­lo« delle set­te­cen­to domande. Gli addet­ti ai lavori sospet­tano che più di un «can­dida­to» abbia fat­to pre­sentare la doman­da a suo­ceri, non­ni e par­en­ti. Il moti­vo? Sem­plice, avere più prob­a­bil­ità di essere sorteggiati. Ma il Comune ha già deciso di usare il pug­no duro. Attra­ver­so la Vig­i­lan­za urbana, effettuerà a tem­po deb­ito con­trol­li pro­prio per appu­rare la veridic­ità delle domande. La del natante, le dichiarazioni con­tenute all’in­ter­no del mod­u­lo, l’autocertificazione ed altre dichiarazioni che dovessero risultare non ver­i­tiere, fareb­bero scattare sanzioni anche di rilie­vo penale. Sen­za con­tare il seque­stro del natante. Una curiosità, infine. Al Comune di Desen­zano sono arrivate perfi­no numerose domande dall’estero.

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