Con le memorie della sua vita ha partecipato al concorso letterario organizzato dal Pio Albergo Trivulzio di Milano. L'anziana ospite della casa di riposo compirà a luglio 104 anni

Premiato il racconto di nonna Luigia Tonelli

12/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Se la sab­bia dei giorni con­tin­ua a scivolare lieve nel­la clessidra, non­na Luigia il prossi­mo 10 luglio com­pie 104 anni. I 103 li ha fes­teggiati alla casa di Riposo di via Ardaro insieme al figlio Pub­lio, venu­to al mon­do pro­prio lo stes­so giorno, nel 1922, quan­do lei, fres­ca sposa, di anni ne ave­va ven­titre. Intan­to domeni­ca scor­sa è arriva­ta da un’in­cres­patu­ra felice nel­la sequen­za tran­quil­la di albe e tra­mon­ti di non­na Luigia.Il Pio Alber­go Trivulzio e la Lib­era isti­tuzione per la tutela del­l’anziano orga­niz­zano «Parole ritrovate», con­cor­so let­ter­ario ris­er­va­to agli ospi­ti di case di ricovero, fre­quen­ta­tori di cen­tri sociali o stu­den­ti nelle del­la terza età. Fra i con­cor­ren­ti di ques­ta terza edi­zione, c’era anche Luigia Tonel­li, classe 1899, da Nago, con un rac­con­to di mem­o­rie d’u­na vita stra­or­di­nar­ia per chi la ascol­ta rispolver­are, sul­la sedia a rotelle, vicende rel­e­gate nei lib­ri di sto­ria ma nor­malis­si­ma a sen­tir lei, per quel che ha fat­to e non fat­to. Non ha fat­to la maes­tra, nonos­tante il diplo­ma con­quis­ta­to sui banchi d’un isti­tu­to in Moravia dov’era fini­ta depor­ta­ta, per­chè il mar­i­to («l’ho conosci­u­to nel pri­mo uffi­cio in cui ho lavo­ra­to, un avvo­ca­to a Riva. Mi è subito piaci­u­to per­chè era un bel­l’uo­mo. Dopo un anno e mez­zo ci siamo sposati..») vol­e­va che la sua don­na restasse a casa («sen­nò face­vo a meno di sposar­mi…»). E così facen­do sem­pre la don­na di casa ha tira­to su due figli. Quand’è rimas­ta vedo­va, è anda­ta un anno a Verona col mas­chio far­ma­cista che tor­na a trovar­la anco­ra, più volte tutte le set­ti­mane, poi con la figlia, a Riva. «A novan­ta­sei anni sono venu­ta in casa di riposo, per mia scelta, per­chè capi­vo di essere di peso a mia figlia che com­in­ci­a­va ad essere anziana». La giuria del pre­mio le ha asseg­na­to un riconosci­men­to che avrebbe dovu­to riti­rare l’al­tro ieri a Milano durante una fes­ta, con autorità, tan­ti anziani ed gli altri vinci­tori. Non c’è anda­ta per­chè «il tem­po è cor­so trop­po e il peso degli anni si fa sen­tire. Voglio ringraziarvi anche da parte del­la mia famiglia, di mio figlio Pub­lio che mi pren­de­va in giro quan­do gli riferivano che avrei parte­ci­pa­to ad un con­cor­so let­ter­ario. Allun­gan­do le brac­cia fino a sen­tir male voglio abbrac­cia­re tut­ti e ringraziare… 104 anni sono tan­ti, ma come mi avete dimostra­to, non sono mai trop­pi per tut­to quel­lo che la vita ci offre». Oggi la diret­trice Gra­ziel­la Beni­ni con­tat­terà l’or­ga­niz­zazione milanese del con­cor­so: non­na Luigia vuol sapere che cosa ha vin­to e nes­suno gliel’ha saputo dire. Qualunque cosa sia, non turberà la pace dei giorni, eguali e lunghi, monot­o­ni e dol­ci. Dopo il riposi­no del pomerig­gio, adesso che vien buio subito, le suc­cede di tirar drit­to, ed allo­ra a mez­zan­otte è sveg­lia e l’al­ba è lon­tana. Però alle sei è davan­ti alla fines­tra a cantare. «Se non can­to muoio e se non pos­so con la voce, can­to a memoria».

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