L’associazione chiede al Comune e al Magistrato alle acque che sia proibita la sosta dei fuoribordo nell’insenatura

Presa di posizione degli ecologisti Amici della terra

26/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Una Baia delle Sirene lib­era da moto­scafi. A chieder­lo è l’associazione ecol­o­gista Ami­ci del­la ter­ra. Il club veronese ha infat­ti avvi­a­to una rac­col­ta di firme, tra i bag­nan­ti che fre­quen­tano la sug­ges­ti­va zona di Pun­ta San Vig­ilio, a sosteg­no di una petizione riv­ol­ta a impedire il tran­si­to e il posteg­gio di moto­scafi nell’incantevole baia. Viene inoltre sug­geri­ta, nel­la petizione che sarà invi­a­ta al Comune di Gar­da e al Mag­is­tra­to alle acque di Verona, che vengano col­lo­cati oppor­tu­ni sbar­ra­men­ti e seg­nali di divi­eto gal­leg­gianti. A indurre gli Ami­ci del­la ter­ra a inter­venire il fat­to che si sono riscon­trati, e viene sot­to­lin­eato in un comu­ni­ca­to stam­pa, numerosi episo­di di perdi­ta di car­bu­rante vici­no alla riva e, da parte dei natan­ti sono sta­ti sfio­rati inci­den­ti tra bag­nan­ti in immer­sione. «Non siamo a conoscen­za del­la petizione», fa pre­sente il sin­da­co di Gar­da Gior­gio Comenci­ni, «ma il Comune non ha com­pe­ten­za in mate­ria». La dis­ci­plina del­la sul sta­bilisce, a tale propos­i­to, che «le unità a motore non pos­sono nav­i­gare nel­la fas­cia costiera sino ad una dis­tan­za di 500 metri dal­la riva ad eccezione del trat­to costiero del­la riva occi­den­tale del lago com­pre­so tra la foce del tor­rente Bar­bara­no e la ove det­ta dis­tan­za è lim­i­ta­ta a 200 metri; lim­ite quest’ultimo che si appli­ca inoltre alla nav­igazione intorno all’». L’attraversamento di tale fas­cia è con­sen­ti­to, stan­do sem­pre a quan­to sta­bilisce la dis­ci­plina del­la nav­igazione sul Gar­da, soltan­to nelle zone «non ris­er­vate alla bal­neazione», per l’approdo e la parten­za dei natan­ti. Manovra comunque che deve essere effet­tua­ta «per­pen­di­co­lar­mente alla cos­ta ad una veloc­ità non supe­ri­ore ai cinque nodi e usan­do ogni par­ti­co­lare accorg­i­men­to atto ad evitare inci­den­ti». Il prob­le­ma di fon­do è quel­lo, dunque, di far rispettare la nor­ma­ti­va frut­to del coor­di­na­men­to delle leg­gi inter­re­gion­ali del­la Lom­bar­dia, Vene­to e Provin­cia autono­ma di Tren­to, al fine appun­to di garan­tire la sicurez­za «del­la nav­igazione e del­la bal­neazione, la dife­sa eco­log­i­ca delle coste, delle acque e delle zone di ripro­duzione itti­ca, la sal­va­guardia ed il miglio­ra­men­to del­lo svilup­po tur­is­ti­co». Spet­ta comunque ai Comu­ni ter­ri­to­rial­mente com­pe­ten­ti far rispettare la dis­ci­plina, avval­en­dosi, oltre che degli uffi­ciali e agen­ti di polizia giudiziaria, di per­son­ale autor­iz­za­to da cias­cu­na delle tre ammin­is­trazioni e cioé , Vene­to e provin­cia di Trento.