Approvata in consiglio la nuova variante. Rispetto della fascia lago e piste ciclopedonali gli altri punti

«Prg», più recuperi e meno case nuove

04/07/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
e.d.

Approva­ta in con­siglio la nuo­va vari­ante. Rispet­to del­la fas­cia lago e piste ciclope­donali gli altri pun­ti È sta­ta approva­ta dal con­siglio comu­nale di Moni­ga la vari­ante gen­erale al Prg risalente al 1992. Il provved­i­men­to di pro­gram­mazione del­la ges­tione del ter­ri­to­rio si sarebbe reso nec­es­sario in adegua­men­to alla nuo­va nor­ma­ti­va nazionale e regionale e in con­for­mità al piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to provin­ciale (Ptcp) che impone che, per ogni prog­et­to pre­sen­ta­to, ven­ga fat­ta una val­u­tazione di com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale tra le azioni di piano e le risorse non ripro­ducibili. Questo sig­nifi­ca che per qual­si­asi tipo d’intervento che andrà ad incidere sul pae­sag­gio dovran­no essere atten­ta­mente val­u­tate, sec­on­do quan­to pre­vis­to dal­la nor­ma­ti­va vigente, le riper­cus­sioni sul ter­ri­to­rio. Sostanziale ed evi­dente la filosofia di base che ha accom­pa­g­na­to l’elaborazione di questo nuo­vo Prg, ovvero l’attenuazione dell’espansione res­i­den­ziale con rel­a­ti­va pri­or­ità nei con­fron­ti delle esi­gen­ze per la res­i­den­za fis­sa, così da rien­trare nei para­metri di incre­men­to di nuovi abi­tan­ti pre­visti dal­lo stes­so Ptcp. Questi i cri­teri segui­ti nel­la redazione del­la vari­ante: espan­sioni lim­i­tate all’interno dell’urbanizzato, nes­sun inter­ven­to sovra­co­mu­nale se non per le rotonde pre­viste dal­la Provin­cia, accor­do con gli altri enti per ogni altro inter­ven­to, aggiun­ta di ulte­ri­ori lim­i­tazioni agli inter­ven­ti nel­la fas­cia a lago e di nuovi per­cor­si ciclo pedonali. Pre­visti, inoltre, anche il miglio­ra­men­to degli stand, come pre­vis­to dal piano dei servizi, la val­oriz­zazione delle cul­ture spe­cial­iz­zate (vigneti e oliveti) e l’individuazione di un piano di rias­set­to urbano teso alla riqual­i­fi­cazione dell’area sporti­va. Il fab­bisog­no da parte dei res­i­den­ti del comune cal­co­la­to dal Ptcp per i prossi­mi 10 anni, è di cir­ca 500 abi­tan­ti, men­tre la super­fi­cie pre­vista nec­es­saria a tale incre­men­to sarebbe pari a mq 144.569. La nuo­va vari­ante, in realtà, con­fer­ma la pre­vi­sione sull’incremento dei futuri abi­tan­ti men­tre riduce il fab­bisog­no di super­fi­cie a mq 117.208. La nuo­va vol­ume­tria pre­vista è pari a cir­ca mq 75.800, dei quali fan­no parte oltre 10.300 mq di edilizia con­ven­zion­a­ta già in fase di real­iz­zazione. «Impor­tante il con­cet­to di «con­sumo del suo­lo» — ha dichi­ata­to il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni — che abbi­amo volu­to esprimere con questo doc­u­men­to e sec­on­do il quale ogni inter­ven­to edilizio è sot­trazione di ter­ri­to­rio alla comu­nità. Da qui dis­cende la pri­or­ità alle demolizioni e ricostruzioni, alle ristrut­turazioni ed agli ampli­a­men­ti rispet­to alla real­iz­zazione di nuove costruzioni. Sot­to l’aspetto isti­tuzionale è di asso­lu­to rilie­vo, inoltre, la richi­es­ta val­u­tazione di com­pat­i­bil­ità degli atti di gov­er­no del ter­ri­to­rio da parte di comu­ni, province, comu­nità mon­tane ed enti parchi, nell’ambito del­la piani­fi­cazione inte­gra­ta su un ter­ri­to­rio di vas­ta scala».