La domanda inoltrata al presidente Ifds Joergensen. L’obiettivo è la costituzione di una classe per non vedenti

Progetto «Homerus» ha un sogno olimpico

Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Home­rus Project», il sodal­izio guida­to da Alessan­dro Gaoso (ex cam­pi­one del mon­do di vela), Giulio Com­boni ed altri volon­tari pun­ta a Pechi­no 2008. Sarebbe un grande risul­ta­to sia per i garde­sani che si bat­tono per met­tere i ciechi nelle con­dizioni di prati­care lo sport veli­co ma soprat­tut­to per gli atleti non veden­ti che andreb­bero in questo modo a con­fer­mare l’in­ter­esse soll­e­va­to nelle due prece­den­ti occa­sioni: a Sid­ney nel 2000 e in Gre­cia lo scor­so anno. Per Home­rus e le altre imbar­cazioni con a bor­do non veden­ti si trat­terebbe soprat­tut­to di un’azione dimostra­ti­va e di sen­si­bi­liz­zazione, in atte­sa, ha più volte det­to Gaoso, che nel­lo sport del­la vela ven­ga isti­tui­ta una classe «ad hoc» per i ciechi, così come ne esistono molte altre. Ma, al di là delle dichiarazioni di cir­costan­za, non sem­pre la disponi­bil­ità conc­re­ta risul­ta scon­ta­ta. Questo è il moti­vo per cui Gaoso insiste, come ha fat­to di recente attra­ver­so uno scam­bio di cor­rispon­den­za con Serge Joer­gensen, pres­i­dente Ifds, la Fon­dazione inter­nazionale vela per dis­abili. Pen­san­do a Pechi­no 2008, Gaoso scrive: «Come abbi­amo già seg­nala­to in altre occa­sioni, abbi­amo avu­to modo di parte­ci­pare a Sid­ney durante le Par­alimpia­di del 2000, sia al Con­gres­so sia all’or­ga­niz­zazione di una dimostrazione del meto­do Home­rus. Nel 2004, sia pure in modo non uffi­cial­iz­za­to, abbi­amo parte­ci­pa­to alle Par­alimpia­di, con un con­veg­no a Salonic­co ed una dimostrazione vel­i­ca. Ora vor­rem­mo fare delle dimostrazioni uffi­ciali in Cina nel 2008 e tut­ti i ciechi del mon­do sper­a­no che ciò sarà pos­si­bile». La rispos­ta di Joer­gensen non si è fat­ta atten­dere. Evi­den­zia ogget­tive dif­fi­coltà ma assi­cu­ra che sarà fat­to tut­to per aprire qualche spi­raglio: «Vi ringrazio per il vostro inter­esse ad un even­to dimostra­ti­vo per le Par­alimpia­di del 2008 di Pechi­no. Come saprete però, tali even­ti dimostra­tivi non sono più per­me­s­si ai Giochi. Insis­terò con il Comi­ta­to Inter­nazionale Par­alimp­co di Bonn per vedere se ci siano delle altre pos­si­bil­ità. Vor­rei anche esprimere le mie con­grat­u­lazioni per la vos­tra man­i­fes­tazione del scor­so mag­gio: sfor­tu­nata­mente non ho potu­to pre­sen­ziare, ma ho segui­to con atten­zione gli even­ti ed i risul­tati. Ne ho par­la­to a lun­go con la Bsi (Vela inter­nazionale non veden­ti) e mi piac­erebbe col­lab­o­rare per aumentare la por­ta­ta e le final­ità del­l’even­to, in maniera di orga­niz­zare un cam­pi­ona­to mon­di­ale in futuro. Vi ter­rò al cor­rente sulle pos­si­bil­ità di orga­niz­zare un even­to a Pechi­no». Negli anni più recen­ti, la sen­si­bil­ità gen­erale ver­so gli sportivi diver­sa­mente abili che prat­i­cano la vela è in crescen­do, gra­zie anche — spie­ga Gaoso — all’in­ter­ven­to del­l’ISAF (che si inter­es­sa del­la vela per nor­mod­otati) che alcu­ni anni orsono ha con­fer­i­to autorità e la respon­s­abil­ità all’Ifds (vela per tut­ti i dis­abili). L’Ipc, invece, rap­p­re­sen­ta una delle orga­niz­zazioni sportive più gran­di nel mon­do e accoglie la mag­gio­ran­za degli atleti con dis­abil­ità: ha por­ta­to lo sport ad un nuo­vo e più alto liv­el­lo, for­nen­do oppor­tu­nità. Com­prende più di 160 Comi­tati nazion­ali par­alimpi­ci e cinque orga­niz­zazioni inter­nazion­ali di sport per disabili.