Grazie a un bando della Fondazione Cariplo, è parzialmente finanziato il progetto esecutivo del Comune di Desenzano per realizzare la “connessione ecologica” nel Parco del Monte Corno. Quattro le aree di intervento fra entroterra e fascia lago.

Un progetto per tutelare la biodiversità nel Parco del monte Corno

Di Luigi Del Pozzo

Gra­zie a un ban­do del­la Fon­dazione Carip­lo, il Comune di Desen­zano real­izzerà una serie di inter­ven­ti impor­tan­ti per la “con­nes­sione eco­log­i­ca” all’interno del Par­co del Monte Corno.

Si ricor­da che tra le final­ità del Par­co di inter­esse sovra­co­mu­nale Cor­ri­doio moreni­co del Bas­so Gar­da bres­ciano e del Monte Corno (Plis) ci sono la sal­va­guardia delle bio­di­ver­sità e dell’ecosistema lacus­tre e del­la fas­cia costiera, per cui la creazione di tale area pro­tet­ta ha con­sen­ti­to di sal­va­guardare la bellez­za nat­u­rale e la bio­di­ver­sità del luo­go. Per meglio con­ser­vare il pat­ri­mo­nio bio­logi­co occorre svilup­pare il con­cet­to di “rete eco­log­i­ca”, ovvero un sis­tema inter­con­nes­so di aree per la tutela del­la bio­di­ver­sità e in cui i cor­ri­doi eco­logi­ci sono un ele­men­to chiave.

Nel 2013 la Fon­dazione Carip­lo ha pro­mosso il piano d’azione “Pro­muo­vere la sosteni­bil­ità ambi­en­tale a liv­el­lo locale: real­iz­zare la con­nes­sione eco­log­i­ca” al fine di val­oriz­zare il pat­ri­mo­nio nat­u­ral­is­ti­co locale e sovralo­cale attra­ver­so la real­iz­zazione, lo svilup­po e il poten­zi­a­men­to di cor­ri­doi eco­logi­ci ter­restri e flu­vi­ali, che met­tano in col­lega­men­to aree nat­u­ral­is­tiche e favoriscano il man­ten­i­men­to delle bio­di­ver­sità. Il 6 dicem­bre 2013, ricor­da il vicesin­da­co Rodol­fo Bertoni, «il Comune di Desen­zano ha ader­i­to al ban­do del­la Fon­dazione Carip­lo con il prog­et­to denom­i­na­to “Inter­ven­ti per la val­oriz­zazione nat­u­ral­is­ti­ca e la real­iz­zazione di cor­ri­doi eco­logi­ci all’interno del Par­co del Monte Corno” e ha così ottenu­to un con­trib­u­to di 40mila euro, des­ti­nati a un prog­et­to esec­u­ti­vo nel Monte Corno, che prevede una serie di inter­ven­ti per un val­ore totale di 70mila euro».

Le oper­azioni di manuten­zione, pulizia e piantu­mazione pre­viste per real­iz­zare la “con­nes­sione eco­log­i­ca” nel Par­co del Monte Corno si arti­colano in quat­tro aree: zone umide, can­neto a lago, area San Benedet­to e fas­cia costiera del Vò. Gli inter­ven­ti avver­ran­no tut­ti in ter­reni di pro­pri­età pri­va­ta, sec­on­do accor­di già rag­giun­ti dal Comune. Nelle zone umide e in via San Benedet­to i lavori par­ti­ran­no già nei mesi di novem­bre e dicem­bre; men­tre avver­ran­no in pri­mav­era la piantu­mazione del nuo­vo can­neto al Vò e la manuten­zione del­la fas­cia a lago.

LE QUATTRO AREE DI INTERVENTO

Le zone umide: nel par­co sono pre­sen­ti tre spec­chi d’acqua col­le­gati tra loro da un reti­co­la­to idri­co. Il prog­et­to prevede la pulizia di quegli spec­chi e dei cor­si d’acqua, il con­teni­men­to di specie esotiche inva­sive, la piantu­mazione di nuove specie arbus­tive e arboree, come sam­bu­co e sal­ice rosso.

Il can­neto: sarà impianta­to un nuo­vo can­neto di cir­ca cen­tro metri qua­drati, in local­ità Vò; quest’area diven­terebbe così un essen­ziale eco­sis­tema in gra­do di fornire pro­tezione e nutri­men­to all’avifauna e alle specie ittiche presenti.

Area San Benedet­to: sono pre­viste opere di manuten­zione nei sot­topas­si di via San Benedet­to e del­la mini­tan­gen­ziale. Questi sot­topas­si ser­vono non solo a far defluire l’acqua dei fos­si, ma anche a con­sen­tire il pas­sag­gio del­la fau­na da una parte all’altra del par­co. Moti­vo per cui sono molto impor­tan­ti. Si pro­ced­erà anche alla pulizia del cor­so d’acqua nel­la parte più a est, sem­pre in pro­pri­età pri­va­ta, per favorire il deflus­so delle acque meteoriche.

Fas­cia costiera del Vò: nel ter­reno di pro­pri­età comu­nale, tra via Vò e il lago, saran­no svolte opere di manuten­zione del­la fas­cia costiera (pulizia, elim­i­nazione di specie inva­sive o a ris­chio crol­lo e di accu­muli di varia prove­nien­za, rein­tro­duzione del­la piantu­mazione tipi­ca e manuten­zione del­la spon­da e del per­cor­so lun­go il lago).