Dopo la bufera e le dimissioni presentate e ritirate dal sindaco Gianfranco Comincioli. Domani l’incontro pubblico col prefetto. E il senatore Massimo Wilde interroga sui motivi della visita del rappresentante del Governo

Puegnago, è l’ora della riconciliazione?

10/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Dopo la bufera di , che ave­va vis­to il sin­da­co pre­sentare e poi riti­rare le sue dimis­sioni nell’arco di pochi giorni, a Pueg­na­go il 2001 è inizia­to all’insegna del­la «ric­on­cil­i­azione»: domani, infat­ti, nel pic­co­lo comune valte­n­esino arriverà il nuo­vo prefet­to di Bres­cia, Anna Maria Can­cel­lieri, che a mez­zo­giorno parteciperà a un incon­tro con la cit­tad­i­nan­za alla pre­sen­za di sin­da­co, Giun­ta comu­nale, con­siglieri e rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni locali. La pre­sen­za del­la rap­p­re­sen­tante del gov­er­no era sta­ta annun­ci­a­ta da Com­in­ci­oli lo scor­so 30 dicem­bre, in occa­sione dell’incontro durante il quale il pri­mo cit­tadi­no ave­va pub­bli­ca­mente annun­ci­a­to la sua deci­sione di riti­rare le dimis­sioni. Deci­sione, ave­va spie­ga­to, dovu­ta in buona parte pro­prio al profi­c­uo e incor­ag­giante col­lo­quio avu­to con la dot­tores­sa Can­cel­lieri. La visi­ta del prefet­to si annun­cia quin­di come un prob­a­bile atto di sosteg­no alle isti­tuzioni di Pueg­na­go, nonchè come un invi­to a ripren­dere la vita pub­bli­ca all’insegna del con­fron­to civile e demo­c­ra­ti­co. Negli ulti­mi mesi, infat­ti, il paese ha vis­su­to in un cli­ma di par­ti­co­lare ten­sione, a causa dei con­tinui attac­chi nei con­fron­ti del sin­da­co e del­la mag­gio­ran­za. Attac­chi sfo­ciati addirit­tura in atti di intim­i­dazione sot­to for­ma di scrit­ti e let­tere anon­ime. A questi episo­di si dichiara però estra­neo il Comi­ta­to in dife­sa di Puegan­go, tra i prin­ci­pali accusatori del sin­da­co. Nelle ultime ore, il grup­po pre­siedu­to da Lau­ra Marsadri ha dif­fu­so un nuo­vo comu­ni­ca­to des­ti­na­to a chiarire la pro­pria posizione in mer­i­to alla vicen­da delle dimis­sioni del sin­da­co. «Il nos­tro Comi­ta­to rifi­u­ta le incred­i­bili moti­vazioni date dal sin­da­co alle pro­prie dimis­sioni — scrive la pres­i­dente -. Com­in­ci­oli vor­rebbe infat­ti addeb­itare alle nos­tre inizia­tive la pro­pria inca­pac­ità di ammin­is­trare il Comune in modo cor­ret­to e demo­c­ra­ti­co: ma il Comi­ta­to ha sem­pre e soltan­to seg­nala­to, con deter­mi­nazione e spir­i­to di col­lab­o­razione, le ille­git­tim­ità di sin­goli atti e com­por­ta­men­ti; spe­cial­mente di quel­li diret­ti a com­pro­met­tere il ter­ri­to­rio. Le nos­tre azioni sono dirette a indi­care il bina­rio del­la legal­ità entro il quale deve rien­trare l’operato di qual­si­asi ammin­is­trazione». «Il Comi­ta­to non si ritiene nemi­co del sin­da­co di Pueg­na­go — con­tin­ua la pres­i­dente -, e non è cer­ta­mente l’autore degli scrit­ti anon­i­mi che egli ha denun­ci­a­to: ma, anche se Com­in­ci­oli con­sid­er­erà il nos­tro grup­po un nemi­co da com­bat­tere in tut­ti i modi, cer­ta­mente non lo indur­rà a rin­un­cia­re ai suoi scopi, che per­al­tro dovreb­bero essere gli stes­si del sin­da­co». Per finire, il grup­po non con­di­vide le affer­mazioni del pri­mo cit­tadi­no quan­do dichiara che, a sosteg­no del ritiro delle sue dimis­sioni, van­ta l’appoggio dei cit­ta­di­ni: «Di questo appog­gio fino­ra non ha dato alcun riscon­tro». Fin qui le polemiche di casa. Ma sul­la visi­ta del prefet­to inter­viene anche il par­la­mentare leghista garde­sano Mas­si­mo Wilde, che ha inter­roga­to i min­istri dell’Interno, di Grazia a gius­tizia e delle Finanze. Wilde, leggen­do la vicen­da a modo suo, chiede in prat­i­ca se «è da riten­er­si traspar­ente che un prefet­to pren­da posizione a favore di una parte polit­i­ca (quel­la di mag­gio­ran­za), entran­do atti­va­mente in un con­testo di scon­tro politi­co tra par­ti­ti, cit­ta­di­ni, comi­ta­to locale e sin­da­co», e se quin­di si «voglia legit­ti­mare (anche per via dell’ora e del giorno scelti per la riu­nione, che impedi­reb­bero un’ampia parte­ci­pazione dei cit­ta­di­ni) una situ­azione di polit­i­ca locale sul­la quale non si han­no anco­ra avute risposte di carat­tere legale con l’eventuale archivi­azione dei casi esposti».

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