Parrocchiani generosi donano 30 mila euro

Raccolti nel 2003 per aiutare i poveri

07/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.b.

Una anna­ta impor­tante quel­la appe­na trascor­sa per la comu­nità par­rochiale di Lazise per quan­to attiene la sol­i­da­ri­età sia dioce­sana che mon­di­ale. La gen­erosità dei par­roc­chi­ani lacisien­si è sta­ta tan­gi­bile e ben dis­tribui­ta nei con­fron­ti delle moltepli­ci neces­sità che la soci­età ha sia a liv­el­lo provin­ciale che inter­nazionale. Nonos­tante il forte impeg­no che anco­ra oggi è pre­sente nel­la comu­nità par­roc­chiale per far fronte ai deb­iti del restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale, la stes­sa comu­nità ha recepi­to anche le istanze lan­ci­ate da orga­niz­zazioni e strut­ture vicine alla par­roc­chia ed alla dio­ce­si veronese: ha mes­so mano al portafoglio rac­coglien­do in dod­i­ci mesi 30mila euro, cir­ca ses­san­ta mil­ioni delle vec­chie lire, des­ti­nate prin­ci­pal­mente al cen­tro aiu­to vita «La nos­tra casa» di Peschiera del Gar­da, al sem­i­nario vescov­ile, all’associazione Miki De Beni di per l’assistenza ai malati ter­mi­nali. Impor­tan­ti anche i con­tribu­ti des­ti­nati alla sol­i­da­ri­età mon­di­ale. Pri­mi fra tut­ti i mis­sion­ari legati alla par­roc­chia: il Ciad, luo­go di prove­nien­za del par­ro­co, don Achille Boc­ci, ove anco­ra oper­a­no i mis­sion­ari del­la dio­ce­si veronese, suor Bruna Imel­da, la mis­sion­ar­ia delle Pic­cole Suore del­la Sacra Famiglia, cit­tad­i­na lacisiense, che opera in Ango­la. Anco­ra per le mis­sioni Com­bo­ni­ane e quelle dioce­sane, pro leb­brosi ed infanzia mis­sion­ar­ia. Infine per la Croazia, nel­lo speci­fi­co ver­so il prog­et­to Recobot. Anal­o­go impeg­no lega­to alla sol­i­da­ri­età sia dicoesana che mon­di­ale è in cor­so anche per questo anno con cam­pagne di sen­si­bi­liz­zazione e con inizia­tive ad hoc. «Sono orgoglioso del­la mia comu­nità e del­la mia gente», sot­to­lin­ea Don Achille Boc­ci, «per l’impegno pro­fu­so e per le impor­tan­ti inizia­tive a cui abbi­amo dato il seg­no tan­gi­bile di sol­i­da­ri­età. Ringrazio per questi gesti che con­fi­do pos­sano con­sol­i­dar­si e pos­sano quin­di essere utili a chi è meno for­tu­na­to e ha più bisog­no del­la nos­tra vic­i­nan­za, in tut­ti i sensi».